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Comunicati stampa

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Monza: i parrocchetti invadono il Parco

Colpa degli acquisti irresponsabili ma anche di un vuoto legislativo.

Si acquistano, si ammira per un po' la loro bella livrea verde brillante, poi ci si stanca. Così, alcuni parrocchetti, scappati dalle gabbie o fatti volare via di proposito, hanno nidificato e a decine hanno preso dimora nel Parco di Monza e nei giardini della Villa Reale.

Benché originari di Paesi con un clima assai diverso dal nostro (il parrocchetto monaco, Myiopsitta monachus, è originario del Sud America mentre il parrocchetto dal collare, Psittacula krameri, proviene dall'Africa), si sono adattati alla grande alle rigide temperature tipiche delle nostre latitudini.  

Ormai è altrettanto facile vedere questi simpatici uccelletti verdi tra i rami quanto merli e passerotti (la loro presenza è stata segnalata per la prima volta nel novembre 2015) ma dietro l'insolito e piacevole colpo d'occhio si ripete un copione che ormai conosciamo a memoria: la convivenza non sempre facile tra specie locali e specie alloctone. Il parrocchetto, infatti, può competere con alcune specie autoctone, come l'assiolo, per le risorse e per la contesa dei nidi fatti nelle cavità degli alberi; i volontari dell’ENPA tengono comunque monitorata la situazione periodicamente e sembra che per ora nel Parco la coabitazione con le specie locali non stia creando problemi.

Un vuoto legislativo

La presenza dei parrocchetti è stato lo spunto per due articoli pubblicati sul Giorno e sul Corriere della Sera e per alcune dichiarazioni da parte di Giorgio Riva, presidente dell'ENPA di Monza e Brianza: «La loro presenza è la spia di un comportamento irresponsabile da parte degli uomini che prima acquistano animali per il proprio divertimento e poi se ne disfano non appena sono stanchi, ma è anche il segno di un vuoto legislativo, a livello sia regionale sia nazionale, che consente l'immissione e l'acquisto di specie esotiche che dovrebbero invece rimanere nel loro habitat naturale.»

Gli altri "stranieri"

Nel Parco e nei Giardini della Villa Reale i parrocchetti non sono gli unici "stranieri": il laghetto della Villa Reale è invaso da anni dalle Trachemys scripta elegans e dalle Trachemys scripta scripta (tartarughe dalle guance rosse e tartarughe dalle orecchie gialle) di origine americana, così come provengono da Oltreoceano gli scoiattoli grigi, che hanno colonizzato interi territori del nostro Paese.

Altre specie sono state introdotte in Italia senza pensare alle conseguenze, basti pensare alle nutrie, al gambero rosso, al pesce siluro, originario del Danubio e immesso nel Po per organizzare le battute di pesca, e ai cinghiali, che sono ormai una vera e propria emergenza.

L'emergenza cinghiali

Come si è arrivati a quella che i media definiscono un'emergenza cinghiali? Anche in questo caso è colpa dell'uomo. Il cinghiale di casa nostra è un animale schivo che arriva al massimo ai 90 chili; nel corso dei decenni, immissioni effettuate a scopo venatorio, autorizzate o meno, di cinghiali provenienti dal centro Europa, ben più grossi di quello nazionale (150 chili e oltre) hanno esponenzialmente aumentato la popolazione con le conseguenze che è facile immaginare, come il drammatico incidente accaduto giorni fa sulla A1.

Come sempre i politici che nulla hanno fatto in passato per impedire le immissioni propongono l'abbattimento indiscriminato come unica soluzione possibile, una soluzione che, in realtà, è solo crudele e non risolve il problema.

 

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Attività 2018 delle Associazioni sportive, incremento del 30% nel contributo comunale. Fondi erogati a 37 sodalizi

Un contributo complessivo di 52.000 euro a favore di 37 associazioni sportive del territorio come sostegno concreto per l’attività svolta nell’annualità 2018.

L’Amministrazione Comunale ha deliberato lo stanziamento dei fondi destinati alle associazioni sportive, cifre che dai 34.000 euro del 2017 e dai 38.500 euro del 2018 è cresciuta del 30% quale gesto simbolico di vicinanza del Comune verso le associazioni impegnate nel favorire la pratica sportiva sul territorio di Lissone.

A beneficiare dei contributi sono state 37 associazioni sportive: A.C. Lissone, Accademia Scacchi Caruana, Academie Pas De Bouree, APL/CAP, Asco Promotion, Asdo Azzurri, Asdo Don Bosco Bareggia, CAI Lissone, Campagnola Don Bosco Calcio, Asd Cannisti Muggiò, Events Danza Acqua Fitness, Firefit Pompieri Lissone, Ginnastica Artistica Lissonese, Ginnastica Lixio, Haka Birbe, Judo Club Lissone, Karate Wa Yu Kai, Lissone MTB, Lissone Volley Team L’Oasi – Kinesiologia, New Skate Lissone, Polisportiva Campagnola, Polisportiva CIM, Polisportiva Sole, Polisportiva Team Brianza, Polisportiva Virtus, Pro Lissone Calcio, Pro Lissone Ginnastica, Roller Macherio, San Giuseppe Artigiano, Scacchi 2000, Sci Club Lissone, Sport Club Mobili Lissone, Trota Club ’97, Velovirtus, Vovinam Viet Vo Dao, Young Volley Lissone.

“L’incremento nella somma totale dei contributi dimostra l’attenzione del Comune verso le realtà sportive del territorio – sottolineano il Sindaco Concettina Monguzzi e l’assessore allo Sport, Renzo Perego – oltre ai criteri già utilizzati, nel 2018 abbiamo introdotto una nuova voce che valorizza l’impegno formativo delle associazioni. Anche grazie a questi contributi, auspichiamo che a Lissone rimanga quella vivacità nell’offerta sportiva che permette ai nostri ragazzi, ed anche agli adulti, di approcciarsi a molteplici discipline e non solo a quelle più tradizionali”.

Nella ripartizione dei riconoscimenti economici relativi alla stagione 2018, ha inciso anche la voce relativa al “numero di allenatori e vice-allenatori abilitati all’utilizzo del defibrillatore rispetto al numero di allenatori e viceallenatori totali”, come indicato dalla Commissione consiliare V “Cultura e Partecipazione”. Fra gli altri criteri figurano l’anzianità dell’associazione stessa, il numero di atleti tesserati under 18 e over 18 e l’organizzazione di eventi regionali o nazionali/internazionali sul territorio e titolarità con annessa manutenzione dei defibrillatori nelle palestre scolastiche.

Lissone, 15 Gennaio 2019

 

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Trasporto pubblico e autobus con conducente: il 21 gennaio sciopero di 4 ore in Brianza

La mobilitazione è stata proclamata in maniera unitaria dalle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa-Cisal

Le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa-Cisal hanno programmato uno sciopero nazionale di 4 ore per lunedì 21 gennaio 2019 che interesserà anche il territorio della nostra provincia. Continua, dunque, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei trasporti.

Dopo lo sciopero di 4 ore in Autoguidovie di venerdì 11 gennaio che ha interessato tutto il territorio regionale e la mobilitazione di lunedì 14 gennaio dei camionisti contro il cosiddetto Mobility package in discussione al Parlamento europeo, le organizzazioni sindacali tornano a far sentire la loro voce contro alcuni provvedimenti contenuti della riforma in discussione al parlamento europeo la quale interessa, non solo il settore autotrasporto ma il personale che conduce gli autobus per il trasporto di persone.

Il 21 gennaio, i lavoratori sciopereranno proprio in concomitanza con il voto su una parte del provvedimento che allarga le maglie della liberalizzazione del trasporto persone, con il rischio che la concorrenza del mercato, in futuro, sia giocato solo sul peggioramento delle condizioni di lavoro e sulla liberalizzazione selvaggia del servizio trasporto persone con conducente.

Si tratta di una mobilitazione coordinata a livello sovranazionale dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF): l’obiettivo è sempre lo stesso, sensibilizzare il legislatore e ottenere la modifica del provvedimento.

La scelta del Parlamento Europeo a trazione PPE, per ciò che riguarda il mondo dei trasporti, è di muoversi continuamente verso la completa liberalizzazione di tutti i settori, senza costruire però le necessarie tutele per i lavoratori e per la sicurezza degli utenti”, hanno denunciato i sindacati, che spiegano: “Di fatto, quando si interviene sulle norme che regolano i tempi di lavoro e i tempi di riposo, aumentando i primi e riducendo i secondi per determinare un miglioramento nella produttività delle imprese, si sceglie anche di peggiorare le condizioni di vita di lavoratrici e lavoratori”.

Non è semplice organizzare i lavoratori contro provvedimenti legislativi assunti in sede comunitaria – ammettono le organizzazioni sindacali –. Ma questa è sicuramente la nuova frontiera”. E avvertono: “In vista delle prossime elezioni europee di maggio i partiti politici farebbero bene a ricordare che nelle aule delle istituzioni comunitarie non si decidono solo provvedimenti necessari ai consumatori e alle imprese, ma soprattutto si determina la qualità della vita di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori, che si stanno organizzando per tornare a far sentire la loro voce”.

Monza, 15.01.2019

 

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VOLONTARIATO CIVICO: INCONTRO PUBBLICO IL 22 GENNAIO

Nell’aula consiliare di Palazzo Trotti, martedì 22 gennaio alle ore 20.30 a Vimercate si terrà un incontro di presentazione del Volontariato civico comunale. Cos'è il volontariato civico comunale? Il Consiglio Comunale di Vimercate con delibera n. 46 del 24 ottobre 2018 ha approvato il nuovo Regolamento per l'istituzione e la gestione del servizio di volontariato civico comunale, finalizzato all'espletamento di attività e servizi a favore della collettività, con la collaborazione di persone residenti sul territorio di Vimercate. Il servizio di volontariato civico è svolto esclusivamente in forma volontaria e gratuita con carattere di sussidiarietà ad attività definite dal Comune di Vimercate nell'ambito di finalità a carattere sociale, civile e culturale. Il servizio di volontariato civico è espressione del contributo concreto dei cittadini al benessere della collettività ed è finalizzato a realizzare forme di cittadinanza attiva, di partecipazione e di solidarietà, con l'obiettivo di radicare nella comunità forme di cooperazione attiva, rafforzando il rapporto di fiducia con l'istituzione locale e tra i cittadini stessi. Sul sito internet comunale nella sezione>>Vivi la città >>Partecipazione è disponibile la modulistica, i regolamenti e le slide esplicative.

Vimercate, 14 gennaio 2019

 

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Lissone rinnova l’adesione anche nel 2019 ad «Avviso Pubblico contro le mafie»

Con delibera di Giunta di venerdì 11 gennaio, l’Amministrazione Comunale di Lissone ha rinnovato anche per l’annualità 2019 l’adesione all’associazione "Avviso Pubblico – Enti Locali e Regioni per la Formazione Civile contro le mafie".

Dopo avervi aderito già nel 2012 approvando gli scopi che l'Associazione si prefigge, il sindaco Concettina Monguzzi ha confermato la volontà dell’esecutivo di proseguire nella collaborazione anche nel nuovo anno, confermando il versamento della quota associativa di mille euro annui.

“Il diritto al lavoro, all'istruzione, alla sicurezza, alla giustizia non potranno essere goduti da nessuno se non si sconfigge l'illegalità organizzata – viene specificato nelle premesse alla Delibera di Giunta - In questa battaglia, in prima fila, vi sono i corpi dello Stato, impegnati nell'azione di repressione. Ma al loro fianco, in questi anni, si è mobilitata gran parte della società civile, giovani, uomini e donne, associazioni del volontariato laico e cattolico. Un vasto variegato mondo dell'impegno civile che chiama le istituzioni, di ogni ordine e grado, a svolgere un ruolo di stimolo, di coordinamento e di sostegno all'azione di contrasto alla criminalità”.

L’impegno del Comune sul territorio si tradurrà nella formazione civile contro le mafie e nella promozione della legalità, alla luce del fatto che “le mafie non sono solo un problema di ordine pubblico, né costituiscono un pericolo solo per le regioni meridionali - come specificato nella delibera di Giunta - Rappresentano la più forte insidia alla convivenza civile, alla saldezza e alla credibilità delle istituzioni democratiche, al corretto funzionamento dell'economia. Impediscono lo sviluppo della democrazia e il pieno esercizio dei diritti dei cittadini”.

Avviso Pubblico è un’associazione di Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, nata nel 1996 per collegare gli amministratori che promuovono la cultura della legalità democratica nella politica e nella pubblica amministrazione. Avviso Pubblico collabora con Libera per la realizzazione della Giornata della Memoria.

Lissone, 14 Gennaio 2019

 

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LA SCOPERTA DELLA MEMORIA

Aperta la nuova sede dell’Archivio storico in via Enrico da Monza: ospita oltre sei mila fascicoli che raccontano la storia della città dal XII secolo al Novecento

 Monza, 12 gennaio 2019. Oltre sei mila fascicoli che raccontano la storia della città dal XII secolo al Novecento: l’Archivio storico del Comune di Monza ha trovato «casa». È stata inaugurata stamattina (sabato 12 gennaio) la nuova sede dell’Archivio storico in via Enrico da Monza, 4. Presenti il sindaco Dario Allevi, l’assessore ai Sistemi bibliotecari Pierfranco Maffé, il Prefetto di Monza Brianza Giovanna Vilasi e la professoressa Nadia Di Santo della Soprintendenza di Milano.

 La scoperta della memoria. «Il nostro impegno – spiegano il sindaco Dario Allevi e l’assessore Pierfranco Maffé – è conservare la storia di Monza, un patrimonio che rischia di restare dimenticato o, addirittura, andare disperso. Ma non solo. I fascicoli, oltre a essere salvaguardati, devono essere “accessibili”. Questo l’obiettivo della nuova sede: far uscire la storia dagli archivi polverosi per scoprire, o riscoprire, la memoria della comunità».

 Quasi un chilometro di fascicoli. Il nuovo archivio contiene quasi 6.500 fascicoli, che occupano una superficie lineare di oltre 900 metri, dal XII secolo al 1977. Il documento più antico è la «Carta conventionis» del 1174, le convenzioni tra Oberto, arciprete della chiesa di S. Giovanni Battista, Gerardo Tintore, frate converso, fondatore dell'ospedale dei poveri, Arderico Fidelis e Arnaldo Lanterius, consoli di Monza, sull'elezione dei sei decani e del ministro dell'ospedale e sul censo da versare alla chiesa di S. Giovanni Battista. Il primo indice dell’archivio di Monza, invece, è l’«Indice per l’Archivio della Mag.ca Comtà dell'insigne terra di Monza», compilato Giovanni Tommaso Besozzi, notaio di Milano e archivista, nel 1711. 

 La storia: con la «esse» maiuscola e minuscola. Tanti i fascicoli che raccontano un «pezzo» di storia, la grande e quella piccola, di Monza: ad esempio la notificazione dell'Imperiale Regio Governo di Milano, firmata dal conte di Saurau, del 1816 che attribuisce al Comune di Monza il titolo di «Città», accordandole una Congregazione municipale sotto la direzione del cancelliere del Censo. E poi la lettera del 6 luglio 1849 con cui il feldmaresciallo Radetzky concede al fuggitivo Paolo Appiani la grazia per rientrare a Monza, il proclama ai monzesi del comandante del V alpini, colonnello Cocito, nel maggio del 1898, in occasione dei moti di Milano e, ancora, la lettera del sindaco Leo Sorteni del 31 dicembre 1947 con cui annunciava ai cittadini l’entrata in vigore della Costituzione.

 Un investimento da oltre duecento mila euro. Per la ristrutturazione, la riqualificazione energetica, la messa in sicurezza, la sistemazione degli spazi interni e gli arredi della nuova sede dell’Archivio l’Amministrazione Allevi ha investito 220 mila euro. L’Archivio occupa il piano terreno dell’edificio via Enrico da Monza (250 mq), in zona centrale facilmente raggiungile e servita dal parcheggio interrato di via Sanzio.

 Quattro archivi in uno. Con il trasloco in via Enrico da Monza sono stati riuniti in un’unica sede fascicoli storici conservati in luoghi diversi della città. Parte del patrimonio, che documenta la storia di Monza e dei suoi enti di assistenza e beneficienza a partire dal XII secolo, era conservata nella sede dell’archivio in via Annoni, parte presso la Biblioteca Civica di via Padre Reginaldo Giuliani, parte nell’archivio di deposito del Comune in viale Sicilia e una piccola parte, infine, presso gli archivi collocati nei sotterranei del Comune.

 L’accesso all’Archivio storico è libero il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13 (tel. 039/3946132 – email: archivio.storico@comune.monza.it).

 

 

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Proposta di variante al PGT del febbraio 2017

Dopo solo due anni dall’approvazione del PGT del Comune di Monza, l’attuale Amministrazione vuol procedere con una nuova variante.

L’obbiettivo dichiarato è quello di: “individuare misure di incentivazione per gli interventi di riqualificazione del territorio, volte a promuovere una maggiore sostenibilità economica degli stessi, nonché per il sostegno allo sviluppo delle attività produttive e del commercio di vicinato”.

Questa ricerca era già stata avviata nell’Aprile dell’anno scorso mediante il: “Aggiornamento delle quote di contributo di costruzione e relative riduzioni applicabili per l'attrattività del territorio” ed “Incentivo per la riduzione dei tempi per il recupero delle aree dismesse” senza aver ottenuto nessun risultato.

Ma siamo sicuri che il cosiddetto stallo nelle attività costruttive sia solo dovuto ai costi ed alle norme del PGT?

Forse i nostri amministratori non si sono accorti che non siamo più negli anni del “boom economico ed immobiliare”; oggi siamo nell’era dello “slow, dello small e del green”. Gli imprenditori più accorti infatti stanno attendendo che l’economia monzese si riprenda perché il territorio monzese non è più così attrattivo come una volta; il Parco di Monza, e ancor meno la Villa Reale (vedasi i recenti problemi economici) non sono più sufficienti ad attrarre nuova residenza.

Se dal punto di vista economico, come indicato dall’ultima ricerca compiuta dal Sole 24 Ore, il territorio brianzolo se la cava, sono i dati ambientali che declassano pesantemente Monza rispetto agli altri capoluoghi di provincia lombardi (vedi Ecosistema Urbano 2018). Per “promuovere lo Sviluppo del Territori”, a nostro giudizio, occorre intervenire prioritariamente sugli elementi di sostenibilità ambientale piuttosto che sullo sconto o sulla svendita del territorio. Milano, Mantova, Como e altri comuni in Lombardia si stanno muovendo verso questi obiettivi.

Il potenziamento del trasporto urbano, il ridimensionamento della viabilità cittadina, l’incremento delle piste ciclabili, l’aumento delle aree verdi e delle strade alberate, la riqualificazione delle periferie, ecc. possono sicuramente rendere il nostro Comune “maggiormente attrattivo

Monza, 12.01.2019

 

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CENSIMENTO: A MONZA RACCOLTE OLTRE L’80 PER CENTO DELLE RISPOSTE

Oltre duemila famiglie sotto la lente dell’Istat in città

 Monza, 11 gennaio 2019. Dall’occupazione al titolo di studio, dalla professione all’utilizzo del trasporto pubblico: sono state oltre duemila le famiglie monzesi sotto la lente dell’Istat per due mesi e mezzo.  Il risultato è il report del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni che si è svolto dal 2 ottobre al 20 dicembre 2018.

Una società che cambia. A Monza sono state 1.261 le famiglie «intervistate», pari all’82 per cento del campione formato da 1.546 famiglie, attraverso la rilevazione di «Lista». A queste si aggiungono le 929 famiglie coinvolte nell’indagine «Areale». «Un’ottima risposta – spiega l’Assessore ai Servizi al cittadino Pierfranco Maffé –resa possibile grazie alla collaborazione delle famiglie monzesi che hanno partecipato al censimento. Quando Istat renderà pubblici i risultati avremo uno spaccato dell’Italia, e di Monza, che cambia non ogni dieci anni, ma ogni dodici mesi: uno strumento prezioso a supporto del governo dei territori e un’occasione importante per rafforzare il ruolo della funzione statistica, ribadendo l’importanza di dati aggiornati e attendibili».

Un campione rappresentativo. Per la prima volta nel 2018 l’Istat ha avviato la rilevazione, con cadenza annuale e non più decennale, delle principali caratteristiche della popolazione e delle condizioni sociali ed economiche. Il nuovo Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni non ha coinvolto tutte le famiglie che vivono sul territorio italiano, ma un campione rappresentativo della popolazione individuato dall’Istituto di ricerca.

Due modalità per la rilevazione dei dati. Nella prima, la cosiddetta «rilevazione areale», che si è svolta dal 13 ottobre all’11 novembre, i rilevatori Istat hanno raccolto le risposte di 929 famiglie «a domicilio» tramite un tablet. Il secondo «canale», la cosiddetta «rilevazione da lista», ha previsto l’invio di una comunicazione alle famiglie individuate dall’Istat con le credenziali per procedere alla compilazione online del questionario. Il campione di questa fase, che si è conclusa lo scorso 20 dicembre, era formato 1.546 famiglie. I questionari raccolti sono stati 1.261, 769 compilati online in autonomia (quasi il 50 per cento dei questionari) e 492 «recuperati» dai rilevatori.

Rilevatori e sportello. Il Comune di Monza, per tutta la durata della rilevazione, ha attivato uno sportello dedicato, per ottimizzare il rapporto di collaborazione con le famiglie e fornire il supporto necessario alla compilazione dei questionari, soprattutto per gli anziani e per le persone con uno scarso livello di competenze tecnologiche. I rilevatori impegnati sul campo sono stati venti (reclutati dall’Albo comunale dei rilevatori), diretti dall’Ufficio Comunale di Censimento (UCC) e da due coordinatori.

 

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VIMERCATE SOTTOSOPRA: TERZA EDIZIONE DA RECORD

16 spettacoli di teatro-circo in nove giorni, con più di 3.300 spettatori

La terza edizione del festival internazionale di teatro circo Vimercate Sottosopra, promosso dal Comune di Vimercate con la direzione artistica di Circo&Dintorni, è stata un successo da tutti i punti di vista: affluenza di pubblico, qualità degli spettacoli, gradimento da parte di adulti e bambini.

Nove spettacoli nel tendone allestito in Parco Trotti, sette animazioni nei centri storici di Vimercate e Oreno e tre laboratori circensi in nove giorni, con lo chapiteau sempre sold out e grande partecipazione agli spettacoli di strada, per un totale che supera i 3.300 spettatori, oltre 1000 presenze in più rispetto all'edizione dell'anno scorso. Tanti applausi, sorrisi ed emozioni.

Tra gli spettacoli più graditi, l'elegante quartetto di mimi ucraini Dekru che hanno inaugurato la rassegna il 29 dicembre, la Compagnia Quattro Elementi che ha stupito e divertito con “Farabutti e farabuloni”, i clown Naninrossi con le loro evoluzioni tra scatole di cartone, la Compagnia Teatro nelle foglie con la poetica e evocativa “Ballata d'autunno” e il sorprendente viaggio di Pindarico che ha chiuso la rassegna il 6 gennaio con diversi minuti di applausi.

L’Amministrazione ringrazia Alessandro Serena per la direzione artistica, Circo&Dintorni per la professionalità, gli artisti che si sono esibiti, tutte le persone che hanno collaborato alla parte tecnica rendendo possibile la magia del circo, gli uffici che hanno curato l’organizzazione e, soprattutto, il numeroso e calorosissimo pubblico.

Vimercate, 11 gennaio 2019

 

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Sciopero unitario di 4 ore in Autoguidovie

Contro le prepotenze dell’azienda e per garantire un servizio di qualità

Sciopero di 4 ore in Autoguidovie su tutto il territorio regionale. A indirlo per domani, venerdì 11 gennaio dalle 8:30 alle 12:30, le federazioni lombarde di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl Autoferrotranvieri. Uno sciopero unitario per denunciare le “pessime condizioni di lavoro” e la lunga lista di “prepotenze” di Autoguidovie, l’azienda che anche sul nostro territorio si occupa del trasporto pubblico locale.

Dalle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori si alza un solo grido: ora basta!”, si legge nel volantino unitario che annuncia la mobilitazione. Le organizzazioni sindacali puntano il dito sui rapporti disciplinari considerati “vessatori”, sul mancato rispetto del testo unico aziendale AGI 2002, sui “turni di lavoro massacranti e non conformi alla normativa di legge che mette a repentaglio la sicurezza del personale e dei passeggeri” e alla mancata erogazione del premio di risultato.

Ma queste non sarebbero le uniche ragioni dello sciopero: i lavoratori, infatti, lamentano anche la reiterata “attività antisindacale” e visite mediche TVX effettuate in violazione del D.LGS. 81/08. Insomma, i motivi della mobilitazione unitaria non mancano.

I lavoratori di Autoguidovie lottano perché ritorni in azienda quella serenità che permetta all’impresa di crescere nel rispetto delle leggi e nella stima reciprocaAuspichiamo che questa prima azione di sciopero permetta di regolamentare i turni, dare sicurezza ai giovani neossunti e favorisca delle percorrenze realistiche che evitino ritardi e soppressioni nelle corse. Il trasporto pubblico in Brianza è importante e le criticità dovute all’organizzazione dei turni di lavoro si trasformano in disservizi per l’utenza colpendo maggiormente gli studenti”, ha spiegato Sara Tripodi, segretaria della Filt Cgil di Monza e Brianza.

 

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