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Comunicati stampa

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ARRIVANO I CORSI GRATUITI PER CANI EDUCATI

Tre fine settimana, da sabato 18 maggio a domenica 2 giugno, per educare il cane a una serena convivenza in casa e in città. Si inaugura la Dog School organizzata dal “Brugherio Shopping Center”e Ca’ Zampa, sotto la guida dell’esperto Mauro Ottolini

L’amico a quattro zampe va sui banchi di scuola per un ciclo di lezioni pensate appositamente per lui e il suo proprietario. L’obiettivo? Imparare le regole per vivere serenamente in città, e non solo, migliorando il rapporto di convivenza uomo-pet. È questa la finalità del corso di galateo metropolitano di Ca’ Zampa, il primo gruppo di cliniche veterinarie che offre servizi veterinari, e in una struttura adiacente tutti i servizi complementari per il benessere a 360 gradi degli animali da compagnia, insieme al Brugherio Shopping Center. Il calendario delle lezioni prevedono tre cicli di lezioni che si svolgono nell’area esterna del Brugherio Shopping Center dal 18 maggio al 2 giugno, solo nel week end.

I corsi sono gratuiti e saranno tenuti da un team di educatori cinofili, guidati da Mauro Ottolini, in sei giornate. Gli orari dei corsi sono dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 18,00 ed ogni seduta ha una durata di circa 50/60 minuti: al termine sarà possibile confrontarsi con l’educatore cinofilo per consigli su come comportarsi tutti i giorni con il proprio pet.

Tra gli argomenti che verranno trattati, la lettura dei segnali del cane, l’attenzione da fermo e in movimento, la conduzione al guinzaglio e il momento del gioco.

Coloro che parteciperanno ad almeno due lezioni riceveranno in omaggio un buono per un bagno ed una spazzolatura da poter utilizzare nell’area Toelettatura del Centro Ca’ Zampa di Brugherio.

E’ possibile iscriversi, insieme al proprio amico a quattro zampe, alla reception del Centro Ca’ Zampa di Brugherio oppure inviando una mail abrugherio@cazampa.it.

 Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.cazampa.it.

Ca’ Zampa, viale Lombardia 264 Brugherio (MB).

 

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MUSICA IN ITALIA AL TEMPO DI LEONARDO (1452-1519)

Sabato 18 maggio, ore 20,30 / Palazzo Terragni/

Piazza Libertà / Lissone (MB)

ENSEMBLE DRAMSAM

Fabio Accurso - liuto

Alessandra Cossi - voce, percussioni e danza

Marco Rosa Salva - flauti diritti

Laura Pandolfo - arpa

IL BALLARINO & COMPAGNIA DEL BUONTEMPO

Bruna Gondoni, Marco Bendoni, Susanna Maraspin, Nadia Cecere,

Giada Agazzi - danza

A cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci, Brianza Classica porta il pubblico alla scoperta della musica ai tempi del maestro. Sabato 18 maggio 2019, alle ore 20,30, presso il Palazzo Terragni a Lissone, l’Ensemble Dramsam insieme a Il Ballarino & Compagnia Del Buontempo si esibiranno nel concerto Chiara Fontana: musica in Italia al tempo di Leonardo.

Per Leonardo la musica è sorella minore della pittura e, seppur destinata a morire nel momento stesso in cui si palesa, con essa condivide le medesime immutabili leggi dell’armonia e del bello. Per tutto il medioevo i grandi centri di produzione culturale erano nati e cresciuti sotto il controllo diretto della chiesa ed è solo nel XV secolo che l’asse culturale comincia a tendere verso l’area del potere nobiliare. L’interesse dell’uomo colto pare non poter essere più interamente soddisfatto dall’ascolto della musica liturgica, vengono così moltiplicandosi e creandosi, nelle corti, luoghi di ascolto e di esecuzione. Per la prima volta i musicisti, sia compositori, che esecutori si elevano dalla umile posizione del mestierante a quella di professionista e non di rado si trovano a godere di una vera e propria popolarità. Prima del concerto le allieve del corso di Musica Antica della Scuola Civica di Milano – il soprano Laia Blasco López e  Priscila Gama Santana all’arpa doppia – si esibiranno in una mini jam session di 15 minuti.

Il concerto sarà preceduto da una mostra, con visita guidata, di strumenti storici dell’epoca di Leonardo

Al seguente link un video da un concerto, con danze: https://www.youtube.com/watch?v=Jw29JifuMME

 

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Torna a galla l’ipotesi di cementificare il Montagnone: un’idea già bocciata tre volte dal quartiere che invece ha chiesto di farne un vero bosco urbano.

Cittadini allarmati, a San Fruttuoso, per una proposta che vorrebbe cementificare l’area verde del Montagnone, costruendo una specie di “grotta” e alcune piattaforme, eliminando alberi ben sviluppati. Un’idea che non rispetta la volontà espressa dal quartiere, che con due petizioni e un referendum ha sempre chiesto un bosco urbano. La storia recente del Montagnone è semplice. L’area era di proprietà del Demanio Militare. Nel 1999, avuta notizia che era posta in vendita e che una catena di supermercati era interessata, questo comitato, raccogliendo 200 firme, aveva chiesto al Comune di acquisirla per mantenerla a verde. Cosa che è avvenuta. Nel 2010 era emersa l’ipotesi di costruire un bar e una pista da ballo. Una nuova raccolta di 380 firme si era espressa contro ed aveva anzi proposto di fare del Montagnone un vero bosco urbano, con ancora più alberi e cespugli. Un successivo referendum promosso dalla Circoscrizione 4 aveva confermato in via definitiva il “no” al cemento. Dunque, il quartiere non vuole che si costruisca e non vuole che si alteri l’ottima situazione attuale. Tra l’altro, ad una stima sommaria, la proposta che circola richiederebbe una spesa da parte del Comune di almeno 150 mila euro, somma rilevante che potrebbe essere piuttosto utilizzata per migliorare molte altre situazioni: marciapiedi e aiole degradati, verde e parcheggi alla Boscherona, alberi morti da rimpiazzare lungo viale Lombardia. Dice Andrea Seggioli, portavoce del Comitato San Fruttuoso: “Il Montagnone deve restare un’area verde e basta, centinaia di residenti si sono espressi più volte in modo inequivocabile. Chiediamo al Comune di rispettare la volontà popolare e di escludere una volta per tutte qualsiasi ipotesi diversa. Anzi, torniamo a domandare che il verde sia aumentato e che il Montagnone diventi un vero bosco urbano”.

Comitato San Fruttuoso - Monza

 

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MONZA – MATERA, ANDATA E RITORNO
Viaggio alla scoperta della Capitale europea della cultura 2019. Dal 20 al 23 maggio quattro giorni di cultura, musica, parole e fotografia nella Casa circondariale Sanquirico

Monza, 13 maggio 2019. «Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza». Carlo Levi, nel suo «Cristo si è fermato a Eboli» la descrive così. Un piccolo gioiello scavato nelle montagne. Un progetto della Casa circondariale Sanquirico unisce Monza alla Capitale europea della cultura 2019, fin dal titolo: «Sanquirico – Matera». Su indicazione del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e in collaborazione con l’associazione «Zeroconfini Onlus», la redazione di «Oltre i confini – Beyond Borders», il giornale della Casa circondariale monzese, ha pensato a quattro giorni di eventi per raccontare Matera: fotografie, note e parole dal 20 al 23 maggio

Un ponte tra due mondi. Secondo il Sindaco «Sanquirico – Matera» è, prima di tutto, un «ponte» tra il carcere e la realtà che c’è «fuori». La sfida che i detenuti ci lanciano con questo progetto è chiara: dobbiamo superare barriere e pregiudizi. La cultura è lo strumento per farlo. E il sindaco indica la parola chiave: fiducia. Da qui, secondo il Primo Cittadino, bisogna partire per promuovere, nei fatti, il reinserimento sociale dei detenuti e per far parlare i due «mondi».

Integrazione con il territorio. «La realizzazione dell’iniziativa, voluta dall’Amministrazione Penitenziaria - spiga il Direttore della Casa Circondariale Maria Pitaniello - è l’evidente frutto di consolidata integrazione e di forte collaborazione tra la Casa Circondariale di Monza e il territorio cui l’Istituto appartiene. Con questo progetto si è voluto raccogliere la sfida lanciata dalla città di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, che - grazie all’impegno dei giovani lucani - ha recuperato la bellezza, la poesia e la vitalità dei suoi luoghi. Abbiamo voluto condividere questa stessa sfida, perché comuni gli obiettivi di crescita culturale e di riscatto».

La parola per «uscire» dal carcere. «Voltaire diceva che il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri. In queste città nelle città - spiega Antonetta Carrabs - la parola, la poesia, la narrazione e il loro esercizio possono avere valore autoeducativo e terapeutico e consentire una sorta di emancipazione anche in una situazione difficile come questa. Da qui è nata l’idea, sostenuta dal direttore Maria Pitaniello, di dare vita a un giornale: “Oltre i confini– Beyond Borders”, questo il nome della testata che una redazione formata da cinque detenuti pubblica, ogni due mesi e che rappresenta il collegamento tra la società reclusa a quella libera».

Il programma. Il «viaggio» nella città dei sassi comincia lunedì 20 maggio alle ore 10.30 con «Matera, la Gerusalemme del Sud», un racconto per immagini di «Pixcube», network di workshops e reportage fotografici, a cura di Francesca Ripamonti. Nata a Lecco nel 1972, diplomata all’Accademia di Belle Arti Brera Milano, Francesca Ripamonti è stata assistente di Maurizio Galimberti e ha lavorato alla Fondazione Industria con Fabrizio Ferri. Ha esposto a Siena, a Castel Sant’Angelo e al «Mac» («Museo Arte Contemporanea») di Lissone. Ogni fotografia è accompagnata da un testo della redazione di «Oltre i confini – Beyond Borders». La colonna sonora della mostra è affidata alle note jazz del duo Giovanni Hoffer e Davide Brillante. Già membro stabile dell’orchestra del Teatro alla Scala, Giovanni Hoffer è considerato un pioniere ed un punto di riferimento per il corno francese. Protagonista di importanti festival come «Umbria Jazz» e «Roma Jazz Festival», ha collaborato con alcuni «big» della musica internazionale: da Vasco Rossi a Quincy Jones passando per Paolo Fresu. Davide Brillante, chitarrista e compositore, ha lavorato a New York, Londra e Dublino con artisti jazz del calibro di Joe Cohn, Quincy Davis, Kengo Nakamura, Gordon Lane e Ali Jackson.

Secondo appuntamento martedì 21 maggio alle ore 10 con l’incontro con lo scrittore lucano Giuseppe Lupo. Docente di letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia, ha esordito nella narrativa con il romanzo «L'americano di Celenne» con cui nel 2001 ha vinto il Premio «Giuseppe Berto» e il Premio «Mondello». Con gli studenti della scuola del «CPIA» («Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti») di Monza e con i detenuti, «guidati» dalla moderatrice Elena Rausa, parlerà di Matera attraverso le pagine dei sui libri, «L'ultima sposa di Palmira» (Premio «Selezione Campiello» nel 2011) e la raccolta di scritti «Atlante immaginario». L’incontro è promosso in collaborazione con l’associazione «La biblioteca è una bella storia» che gestisce la biblioteca del carcere. Al termine saranno presentati i lavori dedicati a Matera svolti dai detenuti durante il corso di arteterapia.

Mercoledì 22 maggio alle ore 10.30 andranno in scena le «Musiche da Oscar», le più belle colonne sonore dei film. Sul «palco» il soprano Elena D’Angelo, il pianista Andrea Albertini e il baritono Matteo Mazzoli.

Si chiude giovedì 23 maggio con la magia della pizzica, la musica tradizionale salentina: «Suoni di festa dal Sud». Il gruppo pugliese «Ascanti» metterà in scena canti e danze della tradizione popolare, pizziche del basso e dell’alto Salento, stornelli, serenate e canti narrativi, fusi con altri linguaggi musicali. Uno spettacolo interattivo che farà ballare tutti a ritmo di pizzica.

 

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Dopo il “pokerissimo”, composto da tre delibere che prevedono sconti e monetizzazioni a favore dei i costruttori edili; dopo la creazione di un “dream team” comunale (un gruppo da sogno?) per accelerare l’iter di approvazione di nuove costruzioni; ecco che sbarca in città anche l’Archistar (il brand). Queste espressioni da telemarketing urbano mostrano da subito la loro vera realtà. Nuovo cemento in vista, soprattutto con edifici alti sulle aree dismesse, in zone densamente costruite e popolate.

Peraltro, non è una novità per Monza: nel corso del tempo sono stati realizzati in varie parti della città alcuni edifici alti fino a 50 metri (Corso Milano, Piazza Trento, San Gerardo), soprattutto negli anni ‘60 e ’70, quando il Piano Regolatore prevedeva una sviluppo residenziale per Monza di oltre 300 mila abitanti, cifra rimasta invece ferma, negli ultimi 40 anni, a 123 mila residenti. Ma anche più recentemente basta ricordare le 2 torri da 40 metri sulla ex IMA di via Messa, attualmente in costruzione, in seguito a un Piano di lottizzazione approvato dalla Giunta Mariani nel novembre del 2011. Oppure quello approvato dalla stessa Giunta nel dicembre del 2011, con un edificio ricettivo, alto ben 40 metri, sulla ex Diefenbach di via Borgazzi. Non dimentichiamo infine anche l’ecomostro di via Lario, costruito sulla prospettiva storica del vialone dalla Villa Reale.

Ma veniamo ai giorni nostri, con la Giunta guidata dal Sindaco Allevi. In febbraio e marzo sono state approvate 4 delibere di indirizzo, di cui tre riguardano Piani attuativi già approvati in precedenza.  

Ex AutoMonza di via Foscolo: approvato dal Consiglio un Programma integrato di intervento (Pii) nel 2015, che prevedeva circa 29 mila metri cubi ad uso residenziale con edifici di 4, 5 e 6 piani, ecco invece in arrivo tre torri con altezze fino a 50 metri (16 piani). Si prevede poi un ulteriore aumento del volume di circa 6 mila mc (2.000 mq di nuova Slp). Così ha stabilito la Giunta con propria deliberazione n. 80 del 26 marzo scorso, di indirizzo agli uffici. Nuovo il progettista: Stefano Boeri, noto autore del “Bosco verticale” a Milano e recentemente, quasi identico, a Tirana (Albania), Nanchino (Cina) e Losanna (Svizzera). Secondo la stampa locale, Boeri riproporrebbe quella tipologia anche a Monza. Il luogo e il contesto urbanistico non contano nulla. Con la scusa di recuperare maggiori quantità di suolo libero e verde, viene ignorato il contesto urbanistico, le altezze degli edifici di 2/3 piani lungo il sistema lineare di via Foscolo, lo storico accesso al Cimitero urbano realizzato da Ulisse Stacchini (tra il 1920 e il 1930), già autore della Stazione centrale e del primo stadio Meazza di Milano. Si va così ad aggravare l’impatto urbanistico già pesantissimo di questo intervento sul quartiere. Già nel Pii approvato nel 2015, infatti, venivano stimati in 230 i nuovi veicoli che graviteranno su via Foscolo, arteria già oggi bloccata dal traffico nelle ore di punta del mattino e della sera. Avevamo esplicitato tutte queste considerazioni nelle osservazioni presentate dal nostro Coordinamento nel 2015 (con la precedente amministrazione e consultabili nel sito del Comune) rimaste peraltro inascoltate e respinte da quella maggioranza che oggi si trova all’opposizione (e che infatti oggi tace). Teniamo inoltre presente che quella dei due “boschi verticali” di Milano non è esattamente edilizia residenziale alla portata di tutti… avremmo anche qui appartamenti di lusso dove i fabbisogni cittadini di edilizia agevolata non avranno alcuno spazio. E ci auguriamo che non si tenti il giochetto di considerare i balconi come dotazione di verde pubblico!

Ex Buon Pastore di via Cavallotti: L’area del Buon Pastore, situata nel quartiere Triante, verso il centro di Monza, posta tra le vie F. Cavallotti e S.M. Pellettier, occupa una superficie territoriale di circa 30.000 mq. Rappresenta un complesso architettonico di notevole interesse storico, pur avendo subito nel tempo diverse alterazioni e versando, oggi, in uno stato di abbandono. Il complesso ruota attorno alla vecchia ‘Villa Angela’ (Uboldi), e alla Chiesa panottica, costruita nei primo anni del secolo scorso, vincolate dalla Soprintendenza. La cascina Porcellina, presente fino agli anni’80 in questa vasta area, probabilmente più antica della chiesa, anch’essa “protetta” dalle Belle Arti, è stata invece distrutta per far posto al centro commerciale, terziario e residenziale ‘Taneda’. Nel Piano di Governo del Territorio (PGT) approvato nel 2017 (Ambito AT_07), si prevedono circa 42 mila metri cubi di nuova edificazione, di cui 80% ad uso residenziale ed i restanti a terziario – commerciale, con un consumo di suolo di quasi 6.000 mq, su quello che era un giardino storico! Per il PGT l’altezza massima degli edifici deve essere uguale a quella della Villa storica (2 piani) e di 5 piani nel sito non vincolato. Ecco che ora, la Giunta, con propria deliberazione n. 81 del 26/3/2019, ha dato indicazione perché le altezze massime degli edifici possano essere aumentate fino a 32,50 metri (10 piani) e consentire un incremento del volume realizzabile in loco di altri 15.000 mc (mq 5.180 di Slp), oltre a un nuovo centro commerciale (MSV)! Ancora una volta si ignora il contesto urbano, sia dal punto di vista dell’impianto storico sia degli insediamenti posti vicino a quel sito. Uno scempio degno dei peggiori anni della storia monzese! Chiediamo che l’Ambito AT_07 venga rivisto in direzione di una forte riduzione se non un azzeramento delle nuove volumetrie consentite. Inoltre, come noto, quel raro spazio verde si colloca subito a ridosso del polo scolastico superiore (Hensemberger, Frisi, Mosè Bianchi), che potrebbe trovare parziale localizzazione in quegli immobili recuperati, in quanto in carenza di spazi.

Pii ex Feltrificio Scotti in viale Battisti: il 26/2/2019 è stato approvato dalla Giunta un atto di indirizzo per modificare il Pii in questione, approvato dal Consiglio comunale il 24/9/2015, con forti opposizioni al progetto. Il “Teatro della Musica” (auditorium) viene ora eliminato, aumentata la Slp residenziale e portate le altezze da 18 a 27 metri (da 6 a 9 piani). Come noto, anche quel Pii si trova in zona vincolata, sia per la presenza del vialone Battisti (fascia di 100 metri), sia per specifico vincolo sugli edifici di Villa Azzurra e sulla ex Casa delle Aste. Il progetto presentato dal privato è in corso di valutazione e, a quanto si legge nella delibera, avrà un iter non breve in quanto costituisce variante agli strumenti urbanistici. Quella del “Teatro della musica” è una questione annosa e tormentata: viene previsto nell’ex Feltrificio Scotti (con una forma cilindrica assai discutibile rispetto a quella zona urbana e senza considerare la carenza di parcheggi) quando si sarebbe potuto adeguare l’ex Cinema Maestoso, che invece viene demolito per costruire un altro supermercato, con un Pii approvato nel 2015 che non contempla più la realizzazione del Centro civico, previsto nel progetto iniziale approvato nel 2014. Parrebbe quasi che l’amministrazione stia facendo il “gioco delle tre tavolette”, in assenza di una visione d’insieme che consenta di valutare le presenze funzionali, storiche e gli impatti ambientali. In questa sciarada edilizia, perché invece non inserire in questo Pii il nuovo Centro civico, tolto dal progetto dell’ex Cinema Maestoso, considerato che quello attualmente in uso in via Bellini, oltre a essere inadeguato (es. sala riunioni seminterrata), è l’unico, su 10 Centri civici, che risulta ancora in affittanza? Inoltre, questa operazione all’amministrazione comunale non costerebbe nulla, ai sensi dell’art. 8 della nuova convezione sull’ex Cinema Maestoso, approvata da questa Giunta con delibera 341 del 30/10/2018, smettendo così ti pagare un affitto costoso. Salvo il caso che, con quella modifica alla primigenia convenzione, si voglia solo fare cassa (1.100.000 euro).

Pii in Piazzale Virgilio (ex Silvio Colombo): Con deliberazione n. 47 del 26/2/2019 la Giunta ha approvato gli indirizzi per la modifica al Pii approvato nel 2013. Si prevede una diminuzione della Slp residenziale, un aumento della superficie a servizi, però un aumento della superficie commerciale per una Media Struttura di Vendita e lo spostamento in quel sito del “Teatro della musica” previsto nel Pii dell’Ex Feltrificio Scotti. Ricordiamo che parte dell’area ricade nei vincoli di tutela paesistica del Codice dei beni culturali, posti con Decreto nel 1965 lungo i vialoni di accesso alla Villa Reale. Francamente non si comprende il motivo per cui inserire una superficie commerciale (MSV) a poche centinaia di metri dal grande Centro Commerciale Auchan di via Lario. Inoltre la scelta di dove localizzare il Teatro della musica non può dipendere dalle disponibilità dei singoli operatori privati: perché non scegliere piuttosto la chiesa panottica all’ex Buon Pastore per tale destinazione, in sinergia tra gli stessi operatori privati? Tale scelta scongiurerebbe un uso incongruo della chiesa (si parla anche di una discoteca…!!!) e, unitamente alla ricostruzione del giardino storico, potrebbe dar luogo ad un gioiello architettonico fruibile dall’intera cittadinanza.

Per ultimo, ma non ultimo per importanza, l’Ospedale vecchio.

Accordo di Programma (AdP) sul vecchio Ospedale di via Solferino: Come noto, con l’intento di finanziare la ristrutturazione del nuovo Ospedale San Gerardo nel quartiere Cazzaniga, era stato siglato nel 2008 dal Sindaco Mariani, tra Regione Lombardia, Azienda Ospedaliera e Comune di Monza un AdP riguardante l’Ospedale vecchio di via Solferino, il quale faceva riferimento al PGT approvato nel 2007 (Ambito 40). Corpose le quantità previste sui 63 mila mq di superficie territoriale di quell’immobile, con alcune parti storiche vincolate dalla Soprintendenza e altre ancora verdi: 129.000 mc residenziali (43.000 mq di Slp) e 19.500 mc di terziario – commerciale (possibile anche una media struttura di vendita). Messo all’asta, prima per 50 milioni di euro e poi per 37, il vecchio Ospedale però non ha mai visto acquirenti, tanto che nell’ottobre del 2018, dopo 10 anni, quell’Adp è scaduto senza alcun esito. Non contenti, quelle tre amministrazioni pubbliche, hanno poi approvato nel 2018 un atto integrativo all’Adp del 2008, prorogandone gli effetti, anche urbanistici (Ambito 40 del PGT 2007), senza alcuna scadenza, decisione di dubbia legittimità. Tre Comitati del nostro Coordinamento hanno presentato in Comune, al Coordinamento delle Consulte di quartiere e inviato anche alla Stampa, un documento di proposte che prevede per quell’area e i relativi immobili delle possibili destinazioni pubbliche e private che tengano conto del valore storico dell’immobile e dei suoi possibili usi. Tra queste: biblioteca digitale e spazio per mostre, hospice, reparti sanitari e di ricerca, sedi AST ora in affittanza, aule per le scuole e distaccamenti universitari, fondazioni assistenziali. Nessuna risposta è finora pervenuta. Di certo, il fatto che le aste di vendita siano andate deserte sconsiglia di ripercorrere quelle stesse quantità e funzioni del PGT 2007 (residenziali e commerciali) che neppure il mercato immobiliare potrebbe assorbire.

In conclusione, la cosiddetta “rigenerazione urbana”, se da un lato può servire per non occupare preziose e ormai rare aree libere, dall’altro rischia di trasformarsi in una sorta di “degenerazione urbana”, con tipologie edilizie slegate dai contesti urbani storici e consolidati, devastanti ricadute ambientali (densità edilizie, traffico e inquinamento indotto). E’ quanto mai necessario che i cittadini dei quartieri interessati da questi interventi si mobilitino per evitare fenomeni meramente speculativi ed economici (cassa per il Comune) che poi pagheranno ogni giorno sulla propria pelle con una città e quartieri sempre più invivibili.

Infine non dimentichiamo che il consumo di suolo continua ad avanzare nei quartieri (Cazzaniga, Triante, San Fruttuoso, Sant’Albino) e quindi si chiede all’Amministrazione Comunale un provvedimento di salvaguardia su tutte le aree libere, per evitare ulteriore cementificazione di aree attualmente verdi ed agricole, sino all’approvazione di una Variante al PGT a ZERO CONSUMO DI SUOLO che favorisca invece gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.

Il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza

Aderiscono al Coordinamento: Legambiente Circolo di Monza, CCR Gruppo ambiente e territorio, Comitato Parco di Monza A. Cederna, Comitato Bastacemento, Comitato via Boito-Monteverdi, Comitato via della Blandoria, Comitato Triante, Comitato quartiere S. Albino, Comitato quartiere San Donato, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Buon Pastore

Monza, 11 maggio 2019

 

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Giornata della Sicurezza, in Piazza Libertà la cultura del rispetto delle regole

Una giornata dedicata a coloro che ci proteggono ogni giorno con attività di prevenzione e di intervento in caso di emergenza. Sabato 18 maggio, dalle 16 alle 22, Piazza Libertà ospiterà la prima edizione della “Giornata della Sicurezza”, promossa dall’Amministrazione Comunale in concomitanza col weekend della “Festa di Primavera”, iniziativa a cura di Lissone Commercia. Il Centro città diventerà per un pomeriggio il punto di ritrovo nel quale saranno allestiti stand dedicati alle Forze dell’ordine e alle Associazioni di pubblica sicurezza, dove si potrà partecipare ad attività per tutte le età. In Piazza Libertà saranno presenti il locale distaccamento dei Vigili del Fuoco, la tenenza lissonese dei Carabinieri, i volontari della Croce Verde Lissonese, gli agenti del Comando di Polizia locale, il Comitato Volontario Protezione Civile di Lissone e ANMIL – Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro. Nel corso della manifestazione bambini e ragazzi saranno coinvolti in giochi ed attività, ma ci sarà “spazio” anche per momenti di educazione dedicati agli adulti. In particolare, presso lo stand del Comando di Polizia locale, sarà possibile ritirare gratuitamente un alcol-test come forma di prevenzione alla guida in stato di ebbrezza. Presso ogni stand sarà disponibile materiale informativo e preventivo; non mancheranno, inoltre, dimostrazioni di primo soccorso e dei principali strumenti in dotazione alle Forze dell’ordine, oltre a simulazioni di pronto-intervento in caso di emergenza. “Ogni giorno, in Italia, tre persone perdono la vita per non aver rispettato gli standard di sicurezza stradale o sul lavoro – dichiara Concettina Monguzzi, sindaco di Lissone – con questa iniziativa vogliamo educare i giovani e gli adulti alla cultura della legalità intesa come rispetto delle regole e dei doveri che disciplinano tanto la circolazione stradale quanto i settori della convivenza sociale”. La Giornata della Sicurezza si inserisce, come detto, nell’ambito della Festa di Primavera che gode del patrocinio e del contributo del Comune di Lissone. Dalle 14.30 alle 23.30, le vie del Centro si animeranno con allestimenti e iniziative organizzate dagli associati di Lissone Commercia. “Animazione e intrattenimento, insieme all’apertura serale dei negozi, contribuiranno a rendere vivo il nostro Centro storico – sottolinea Alessandro Merlino, assessore al Marketing Territoriale – Teniamo molto a questa prima edizione della Giornata della Sicurezza in quanto ci permette di avvicinare le Forze dell’ordine alla cittadinanza. Sarà poi l'occasione per promuovere una cultura della legalità direttamente con i cittadini. La sicurezza nel territorio è garantita grazie anche alla sempre più stretta e proficua collaborazione tra le istituzioni cittadine e le Forze dell’ordine, che ringraziamo per il grande lavoro svolto giorno per giorno”.

Lissone, 8 Maggio 2019

 

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Inchiesta anticorruzione in Lombardia, Cgil MB: “Le organizzazioni criminali peggiorano le condizioni dei lavoratori, migliorare i sistemi di prevenzione”.

Tangenti e affari con la ‘ndrangheta: un’altra brutta storia di corruzione in Lombardia che coinvolge politici, imprenditori e cosche mafiose. “Le notizie di questi giorni – commenta Simone Pulici, membro della segreteria della Cgil di Monza e Brianza con delega alla legalità – ci indicano nuovamente l’esistenza di un’ampia zona grigia che mostra di avere aderenze pericolose con le organizzazioni criminali di stampo mafioso presenti sul nostro territorio”. “Questo fenomeno, ormai ricorrente – continua Pulici –, dovrebbe portare il sistema territoriale a interrogarsi sul funzionamento dei meccanismi corruttivi che si determinano con una certa frequenza in Lombardia e sulle modalità per contrastarli efficacemente”. “L’azione delle organizzazioni criminali nel sistema economico tende a condizionare negativamente anche le condizioni dei lavoratori”, denuncia il responsabile della legalità per la Cgil brianzola, che rilancia: “I sistemi anticorruzione della Pubblica Amministrazione non dovrebbero essere percepiti come mero atto formale, ma devono diventare un vero strumento di lotta alla corruzione, attraverso la formazione dei pubblici dipendenti e un sistema di denunce che garantisca davvero l’anonimato”.

 

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Autonomia differenziata: la secessione dei ricchi? Se ne discute con la Cgil in un seminario informativo

 Un seminario informativo per parlare di autonomia differenziata e per approfondire i suoi eventuali effetti sul sistema nazionale dei servizi. L’iniziativa pubblica “Autonomia differenziata. La secessione dei ricchi?”, organizzata dalla Cgil di Monza e Brianza, è prevista per mercoledì 15 maggio alle 14:30 presso la Camera del Lavoro territoriale di Monza, in via Premuda, 17.

Negli ultimi mesi, si è sentito parlare spesso di autonomia differenziata, ma quasi sempre come ulteriore elemento di scontro tra Cinque Stelle e Lega, i due “alleati” di governo. La Cgil di Monza e Brianza, invece, su un tema così delicato, prova a creare un momento di confronto: l’autonomia differenziata, infatti, per come si sta delineando, potrebbe essere in forte contrasto con i principi fondamentali della nostra Costituzione, che prevedono la promozione delle pari opportunità per tutti i cittadini, a prescindere dalla regione di nascita.

Il dibattito sull’autonomia differenziata – che coinvolge, anche se in maniera differente, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e riguarda l’attribuzione a queste regioni di una serie di maggiori competenze – non si svolge solo sul piano pratico, ma anche su quello ideologico: sia i Cinque Stelle che la Lega, infatti, cercano di tutelare i propri interessi elettorali, senza preoccuparsi dei livelli essenziali delle prestazioni. Sono in gioco diritti fondamentali come istruzione, mobilità, salute e assistenza. E, persino, l’unità nazionale, sancita dall’articolo 5 della Carta costituzionale. Il tutto è ridotto a una disputa interna alla maggioranza di governo, escludendo, così, la possibilità di un vero confronto con le parti sociali e in parlamento.

In un contesto di informazioni parziali e confuse, proverà a metterci una pezza l’iniziativa della Cgil. La relazione introduttiva è a cura di Luca Finazzi, funzionario della Cgil Lombardia. A seguire, interverranno Manuela Vanoli, segretaria generale lombarda della Funzione Pubblica, Tobia Sertori, segretario generale regionale della FLC, la categoria della Cgil che rappresenta i lavoratori della conoscenza; mentre, le conclusioni sono affidate a Elena Lattuada, segretaria generale regionale della Cgil. A coordinare il tavolo degli interventi ci penserà Walter Palvarini, membro della segreteria provinciale del sindacato di via Premuda.

I diritti di cittadinanza non possono essere ad assetto variabile in funzione del reddito o del territorio di residenza – spiega Palvarini –. Guardiamo con preoccupazione a una discussione stretta in mano a pochi e a scelte che rischiano di determinare importanti e irreversibili ripercussioni nella vita di tutti. Meglio provare a fare un po’ di chiarezza”.

 

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A TEATRO LA DISABILITÀ È INVISIBILE

Si alza il sipario della terza edizione del festival nazionale «Lì sei vero» dal 16 al 19 maggio


Monza, 06 maggio 2019. «Sul palco non si è per nulla limitati perché si è liberi nel linguaggio: il linguaggio è la fonte della fantasia», diceva il drammaturgo americano Sam Shepard. Frase che sembra scritta proprio per attori che sono diversamente abili. È questo il senso della terza edizione del festival internazionale di teatro e disabilità, promosso dall’associazione «Il Veliero Onlus», «Lì sei vero».L’inclusione attraverso il teatro. Il Sindaco sottolinea come si tratti di un progetto importante perché attraverso il teatro sviluppa un concetto di inclusione, non solo dal punto di vista artistico, ma anche dal punto di vista sociale e pedagogico. Attori e spettatori, insieme, sono parte del «gioco del teatro»: un vero e proprio abbattimento delle barriere culturali, perché la cultura deve essere per tutti e di tutti.Il concorso. Sette spettacoli in gara, prodotti da laboratori o compagnie teatrali provenienti dal Nord e dal Sud Italia, per mostrare che esiste un universo fatto di attori diversamente abili, ma capaci di annullare ogni differenza grazie al potere del teatro. A giudicarli una Giuria presieduta da una «vera» attrice professionista, Silvana Fallisi.«C’è una bellissima frase di J.K. Rowling – dichiarano i direttori del Festival Daniela Longoni e Enrico Roveris - che diceva che non abbiamo bisogno della magia per cambiare il mondo poiché dentro di noi c’è tutto il potere di cui abbiamo bisogno. Abbiamo anche il potere di immaginare le cose migliori di quelle che sono e non importa quanto siamo simili agli altri ma quanto non lo siamo. Questo è quello che ci insegnano gli attori del “Veliero” che, hanno imparato, con la pratica teatrale, a conoscere sé stessi e a raccontarsi nella loro totale semplicità, verità e grandezza. Il Festival è la “formula” che abbiamo pensato per documentare, dare letteratura e visibilità a questi aspetti che non sono quasi mai così evidenti: un concorso teatrale con persone con disabilità che ha l’ambizione di fare un piccolo ma incisivo passo per cambiare la percezione e concezione di “limite”».Le persone oltre la disabilità. L’Assessore alle Politiche Sociali si concentra sul valore di questo progetto che parte dalla persona. Nella rappresentazione della disabilità non è così scontato. Anzi. Ci si concentra sulla disabilità o sulla mancanza di una abilità. persona, sembra arrivare dopo. Il progetto Lì sei vero ha la capacità di invertire questa tendenza: prima la persona. Sul palco tutte le disabilità spariscono. Ci sono solo attori.L’«anteprima». «Lì sei vero» avrà un’«anteprima», sabato 11 maggio, con la presentazione in piazza Trento e Trieste dalle 10 alle 18. Perché, come ha spiegato il Sindaco, l’obiettivo è far uscire il festival dal teatro per provare a farlo diventare patrimonio dell’intera comunità. In programma djset, sessioni di danza, performance musicali di ogni genere, dalla musica classica al rock, dal pop al jazz, artisti di strada, mostre d’arte e di fumetti. Un grande happening per mettere in mostra i tanti associazioni brianzole che lavorano con la disabilità.Gli spettacoli. La gara si aprirà giovedì 16 maggio alle ore 21 con la messa in scena di «Io – La Rinascita» della Compagnia teatrale «Il Giullare» di Trani. Venerdì 17 maggio doppio appuntamento: alle ore 20.30 si comincia con «Gandino express» del laboratorio teatrale «Saranno famosi?» del CDD di Gandino Albino (BG), mentre alle ore 21.30 il Laboratorio teatrale «F.A.R.C.E.L.A» di Castelfranco Veneto (TV) proporrà «Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare». Sabato 18 maggio alle 21 andrà in scena «A mezzanotte, Parerga e Paralipomene» della Compagnia teatrale «Mayor von Frinzius» di Livorno e alle ore 22 «I cinque malfatti» di «Diversamente danza» di Verona. Domenica 19 maggio gli ultimi due spettacoli si svolgeranno la mattina: alle ore 10 la Compagnia «Il Menestrello» di Alba (CN) metterà in scena «La tana del grande coniglio», mentre alle 11 «Dance on the tree» della Compagnia teatrale «Magnifico teatrino errante» di Bologna chiuderà il concorso. Tutti gli spettacoli si svolgeranno al Binario 7 (via Turati, 8).Le premiazioni. La cerimonia di premiazione avrà luogo domenica 19 maggio alle 15.30, presso la Cascina San Fedele all'interno della Reggia di Monza.Oltre il teatro. «Lì sei vero», però, non è solo teatro. In programma anche un convegno sulla comunicazione e i linguaggi della disabilità (mercoledì 15amaggio alle ore 14.30 al «Binario 7»), la presentazione del libro di Alberto Fontana «Le regole dei motoneuroni» (mercoledì 15 maggio alle ore 21 al «Binario 7»), un convegno sulla giornata mondiale dell’accessibilità (mercoledì 17 maggio alle ore 15.30 al «Binario 7»), una mostra fotografica di Raoul Iacometti, «Alcuni di noi» (da sabato 11 a domenica 19 maggio al «Binario 7») e una mostra di fumetti, «Comic out. L’arte di distinguersi» (da sabato 11 a domenica 19 maggio al «Binario 7»).

 

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Da Imperial Regio Parco austro-napoleonico a “verde attrezzato”: questa è la destinazione che i politici locali hanno in mente per il complesso monumentale

Con un Accordo di Programma (AdP) fra i Comuni di Monza, Milano e Regione Lombardia è stata decisa la cessione gratuita a quest’ultima di 1/3 del Parco dietro un finanziamento di 70 milioni di € (pari a 1/3 del suo valore catastale) da destinarsi a lavori di valorizzazione dell’intero complesso monumentale Villa Reale, Giardini e Parco. La cifra pattuita è scesa a 55 milioni a seguito della decisione della Regione di scorporare dal totale 15 milioni versati all’ACI allo scopo di ottenere il rinnovo della titolarità del GP di formula 1 per il triennio 2017-2019. Il passaggio di proprietà si è da poco perfezionato. La destinazione dei fondi è stata suddivisa in due fasi: una prima (13 milioni) per interventi già decisi e urgenti; una seconda (42 milioni) da definire in base a un masterplan. L’elaborazione delle linee guida del masterplan è stata assegnata al Politecnico di Milano, mentre la funzione di braccio operativo per l’attuazione dell’AdP è stata riservata a Infrastrutture Lombarde S.p.A. (ILSPA), società interamente partecipata da Regione Lombardia.

Nelle dichiarazioni delle Autorità che hanno sottoscritto l’accordo, il Masterplan è destinato a determinare il futuro del complesso monumentale per i prossimi trent’anni. È in questo scenario prospettico che si inserisce il progetto, presentato alla Soprintendenza da Sias/Aci, di destinare stabilmente uno dei prati di maggior pregio del Parco storico - il prato della Gerascia nell’area in concessione alla Sias – a spazio attrezzato e fornito di strutture di servizi per ospitare concerti con grande affluenza di pubblico. Va ricordato che l’intero Parco, comprese le aree date in concessione, è vincolato come paesaggio e patrimonio storico e artistico dall’art.9 della Costituzione e dall’art. 10 del Codice dei Beni Culturali. Negli ultimi anni la Soprintendenza ha autorizzato lo svolgimento nell’area suddetta di alcuni concerti sulla base della considerazione che si trattava di interventi che non avrebbero modificato il disegno paesaggistico originario dell’architetto Luigi Canonica, risalente ai primi anni del XIX secolo, potendosi ripristinare l’area nella sua configurazione precedente.

Tale argomentazione è stata ritenuta non rispondente al dettato del Testo Unico dei Beni Culturali e nemmeno alle disposizioni contenute nella concessione, da parte dei Comitati a salvaguardia del complesso monumentale, che hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica, tuttora in esame. Le dichiarazioni rilasciate alla stampa locale da parte del Vice-presidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, del Presidente del Parco della Valle del Lambro, Eleonora Frigerio e dell’esponente della Lega Lombarda, Andrea Monti, favorevoli alla modifica strutturale del disegno originario per ospitare in modo permanente i concerti nel prato storico della Gerascia, prefigurano uno stravolgimento di quello che non è un semplice prato ma una parte integrante di un complesso monumentale di valore internazionale.

In queste stesse dichiarazioni si avanza l’ipotesi di frammentare l’intero complesso in aree a destinazione funzionale, con ciò riducendo quello che è a tutti gli effetti un bene culturale e, in quanto tale inalterabile, a contenitore di usi di qualsiasi genere, proseguendo lungo una direzione, intrapresa fin dagli anni ’20, che ha consentito di inserire in un Parco storico strutture del tutto incompatibili, tra l’altro, sottraendole alla fruizione pubblica. Temiamo che sarà questo l’orientamento alla base del masterplan, come è già evidente nel progetto che riguarda la Gerascia. Un intervento che lascia trasparire l’intenzione di favorire economicamente la Sias che - come è stato confermato dallo stesso presidente di ACI, Angelo Sticchi Damiani, - versa in pessime acque e pretende che siano i soldi pubblici a toglierla dai guai con un finanziamento annuale di 10 mln dallo Stato (disegno di legge presentato dal sen. Massimiliano Romeo) e uno, sempre annuale, di 5 mln già deliberato da Regione Lombardia, a cui si aggiunge la richiesta al Consorzio di rivedere al ribasso i termini economici della concessione, già estremamente bassi.

Questo per coprire, solo in parte, una spesa complessiva che si aggirerebbe, secondo quel poco che traspare dalla stampa, attorno ai 100 milioni per ristrutturare l’autodromo, a cui vanno aggiunti 20-25 mln annui per soddisfare le richieste di Liberty Media (al momento non è dato sapere con certezza la cifra precisa stante il divieto di pubblicità imposto dai contraenti, malgrado i cittadini ne abbiano il diritto, visto che ne sopporteranno l’onere). Tutto questo per 5 giorni l’anno di GP che, come si è più volte dimostrato, non portano un reale indotto economico alla città.

Quanto all’interesse collettivo riguardo alla possibilità di svolgere concerti con grande afflusso di pubblico nel Parco, si fa presente che è necessario e certamente più proficuo sotto tutti i punti di vista prendere in considerazione alternative valide quali, ad esempio, lo stadio rinnovato e le ex cave Rocca.

 

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