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Comunicati stampa

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Comunicato Stampa

Civati (Pd): “Sull’interramento della linea ferroviaria a Seveso, Formigoni e Cattaneo intendono rispettare il via libera del Consiglio regionale?"

Milano, 10 novembre 2011 – Sono 5 anni che si discute dell’interramento della linea ferroviaria nel territorio del comune di Seveso. Martedì scorso il Consiglio regionale ha inserito nel Documento strategico 2012, approvato dall’aula,un esplicito emendamento al riguardo, promosso tra gli altri dalla Provincia di Monza. Chiediamo al presidente Formigoni e all’assessore Cattaneo se hanno intenzione di dar seguito alla decisione, perché è da anni che anche alPirellone si discute dell’opera. L’interramento è da tempo richiesto dalla comunità locale e dall’amministrazione cittadina, che ha già messo in bilancio 20 milioni di euro per realizzare l’intervento.

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Giuseppe Civati, che al riguardo è intervenuto oggi in commissione Territorio del Consiglio regionale.

 

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Buongiorno, vi inoltriamo il materiale informativo relativo alla mostra che inauguremo in libreria sabato 19 novembre alle ore 18.00

Franco Fasulo, pittore agrigentino, esporrà una serie di opere ispirate, come la maggior parte della sua produzione, dal mare e dagli scenari dei porti del Mediterraneo e dell'Atlantico. Numerose le esposizioni che l'hanno visto protagonista; la scelta della libreria come luogo espositivo sottolinea l'intimo rapporto dell'autore con la letteratura e con alcuni autori in particolare: Alvaro Mutis, Fernando Pessoa e Bjorn Larsson.

Quest'ultimo sarà ospite della libreria in occasione del finissage della mostra per la presentazione dei suoi libri.

La mostra Marea sarà aperta dal 22 novembre all'11 dicembre durante gli orari di apertura della libreria.

In allegato l'apparato critico della mostra e le note biografiche dell'autore.

Per ulteriori informazioni:

la libreria di via Volta

via Volta 28 - 22036 Erba, CO
http://lalibreriadiviavolta.blogspot.com
viavolta28@tin.it
tel/fax 0313355128

 

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IL BISTURI E LA PENNA DEL MEDICO-POETA

GIOVANNI RAJBERTI A 150 ANNI DALLA SCOMPARSA

 

“In medicina le parole hanno sovente un ruolo e un peso non minore del farmaco e del bisturi, tale è la forza che possono convogliare nel complesso “rapporto di cura” che lega il medico al malato”, afferma Vittorio A. Sironi, docente di Storia della medicina e della sanità e direttore del Centro studi sulla storia del pensiero biomedico dell’università di Milano Bicocca nel presentare la giornata di studi del 19 novembre 2011, organizzata in collaborazione con l’Azienda ospedaliera San Gerardo e l’Assessorato all’Educazione, alla Famiglia e alle Politiche Sociali di Monza, sui rapporti tra medicina e poesia in occasione la ricorrenza della scomparsa, centocinquant’anni fa, del medico-poeta (com’egli stesso si definiva) Giovanni Rajberti.

Nato a Milano il 18 aprile 1805, laureatosi a Pavia in Medicina nel 1830, egli esercitò la professione di chirurgo presso l’Ospedale Maggiore della sua città natale sino al 1842, anno in cui si trasferì come primario chirurgo presso l’ospedale di Monza, città nella quale morì l’11 dicembre 1861.

Spirito vivace e animo rivoluzionario, Rajberti non era tenero con i governatori di allora (le sue idee risorgimentali furono una delle ragioni per le quali fu costretto a lasciare Milano), né lesinò critiche ai colleghi e alla medicina del tempo, denunciando “certi pregiudizi del popolo, rivelatori – come scrisse – di deplorevoli condizioni sanitarie imputabili, per sottintesi, alle autorità governative”.

Nemico dichiarato dell’omeopatia e delle altre “mode” sanitarie allora in voga (l’idroterapia e il magnetismo) nonché dei rimedi che non giovavano al paziente bensì solo a chi li produceva, la sua opera letteraria in versi meneghini si colloca nell’alveo della migliore poesia dialettale milanese, che da Carlo Maria Maggi (1630-1699) attraverso Carlo Porta (1775-1821), Giuseppe Bossi (1777-1815) e Tommaso Grossi (1790-1853), sarebbe giunta, attraverso la stessa opera di Giovanni Rajberti, alla poesia novecentesca di Giovanni Barella (1884-1967), Delio Tessa (1886-1939) e Franco Loi (1930-vivente).  

Il ruolo critico e terapeutico del verso, nell’ambito di una pratica – quella medica – in cui la parola (ancora più se in rima) può assumere una valenza non solo esplicativa, ma anche consolatrice e curativa, è il filo conduttore della riflessione che, partendo dalle vicende biografiche e bibliografiche di un personaggio che tanta parte ha avuto nella storia di Milano e di Monza, porta a cogliere l’importanza della componente “artistica” di una disciplina – la chirurgia – dove il bisturi e la penna possono non solo coesistere, ma anche reciprocamente integrarsi.

Il programma prende avvio da una riflessione, in parte autobiografica, della poetessa Stefania Crema (Medicina e poesia: il verso come terapia) a cui seguono interventi dello storico della medicina Vittorio A. Sironi (La vita avventurosa di un medico poeta tra Milano e Monza), dello storico della salute Giorgio Cosmacini (Rajberti e la medicina del suo tempo), del ricercatore Michele A. Riva (Le opere del periodo monzese), del direttore della Biblioteca Civica di Monza Giustino Pasciuti (Le carte su e di Rajberti presso la Biblioteca di Monza) e si chiude con una relazione dell’ex-direttore della Biblioteca Civica di Monza Giuseppe Colombo (Rajberti e la poesia dialettale milanese).

                                                                                      CESPEB (www.cespeb.it)

                                                                                      E-Mail: cespeb@unimib.it">cespeb@unimib.it

 

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Il Comune di Monza misura la customer satisfaction

sul Sistema Bibliotecario Urbano

 

Il Comune di Monza, nell’ottica di una strategia finalizzata a porre il cittadino al centro dei servizi e al loro continuo miglioramento, avvia a partire dal 21 novembre 2011 un’indagine finalizzata ad analizzare il rapporto tra il Sistema Bibliotecario Urbano e i fruitori dei servizi bibliotecari. L’indagine verrà condotta al fine di misurare il grado di soddisfazione percepito e si svolgerà nel corso di quattro settimane a partire dal 21 novembre 2011 interessando un campione di almeno 400 utenti che avranno accesso diretto alle biblioteche in città e un gruppo di circa 1.200 utenti regolarmente iscritti alla mailing list.

Le opinioni saranno acquisite attraverso l’auto-compilazione di un questionario anonimo posto nelle sedi delle biblioteche con l’ausilio di “facilitatori” appositamente istruiti, tra i bibliotecari operanti nelle diverse biblioteche cittadine,  per promuoverne la compilazione e per spiegare l’importanza dello strumento messo a disposizione dei cittadini. L’indagine verrà effettuata anche tramite web in  collaborazione con Brianza Biblioteche, il centro servizi interbibliotecari della Brianza.


Per la prima volta il Comune di Monza avvia un’indagine capillare di customer satisfaction su tutte le biblioteche cittadine. – sottolinea l’Assessore al Sistema Bibliotecario Urbano Martina Sassoli -  Nonostante il livello di attenzione ai suggerimenti spontanei che arrivano quotidianamente alle biblioteche dagli abituali fruitori dei servizi sia già da tempo molto elevato, è sembrato utile effettuare un monitoraggio rispetto alla percezione complessiva del servizio offerto per poter avviare eventuali azioni correttive. Il nostro obiettivo è quello di garantire una qualità elevata crescente nel tempo e in linea con le aspettative dell’utenza”.

L’indagine è gestita con il supporto della società di consulenza Sistema Susio srl, specializzata nella misurazione della qualità dei servizi e delle performance delle pubbliche amministrazioni.

Monza, 10 novembre 2011

Ufficio Stampa 

 

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Caro amico/a socio/a

anche quest'anno siamo lieti di invitarti

alla festa di San Martino

UNA BELLA OCCASIONE PER RISCOPRIRE

IL GESTO E IL CALORE DELLA BONTA'

con il seguente programma :

VENERDì 11 NOVEMBRE 2011

alle ore 20.45 adulti e bambini si trovano presso la sede

dell'Associazione per costruire la propria lanterna

per la realizzazione della lanterna verrà chiesto

il contributo di 5 euro.Il ricavato verrà devoluto

alla CARITAS di Varedo

SABATO 12 NOVEMBRE 2011

ORE 17.00 : ritrovo presso la nostra sede ,camminata

per le vie con le lanterne accese

ORE 18.00 : arrivo in oratorio di Varedo ,racconto e canti

della Leggenda di San Martino accompagnati

dalle note dell'arpa e da alcuni bambini della

scuola di musica

MERENDA CON BISCOTTI PER TUTTI I PARTECIPANTI

VI ASPETTIAMO !!!!

CHIEDIAMO GENTILMENTE DI CONFERMARE L'ADESIONE PER

POTER ORGANIZZARE IL MATERIALE X LA REALIZZAZIONE DELLE

LANTERNE

E' POSSIBILE PARTECIPARE ANCHE SOLO AD UNA DELLE DUE GIORNATE

TANTI SALUTI A TUTTI

Centro Studi Politeama Artiterapie onlus
via Madonnina, 54 - 20039 Varedo
telfax 0362.544477 info@cspartiterapie.it - www.cspartiterapie.it

 

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Adottata una variante al PGT di Desio coraggiosa: tolti 1.400.000 mq al consumo di suolo.

Prossima tappa: un nuovo PGT veramente sostenibile e la creazione di un nuovo parco locale di interesse sovra comunale (PLIS)

 

Desio, 09 novembre 2011.

Ieri sera in consiglio comunale è stata adottata una variante urbanistica senza precedenti che vede la nostra piena approvazione, perché:

1) sottrae 1.400.000 mq al consumo di suolo e li restituisce alla collettività, al paesaggio, agli spazi liberi ed aperti (complessivamente sono state incrementate: le aree agricole di 573.713 mq; le aree per servizio – verde pubblico – di 342.117 mq; oltre ad aggiungere Aree non soggette a trasformazione per 149.885 mq. In aggiunta, alle aree agricole, si devono inoltre sommare ulteriori 400.000 mq circa, che questa variante fa tornare agricoli, e che appartenevano ai 4 ambiti di trasformazione che il vecchio PGT avrebbe urbanizzato);

2) cancella, azzerandone la cementificazione e riportandoli alla destinazione agricola, i grandi ambiti di trasformazione (l’area del centro commerciale PAM e le aree di cascina San Giuseppe e di cascina americana dove erano state previste grosse lottizzazioni a tessuto misto residenziale-commerciale-terziario) che con tutto il vecchio PGT sono attualmente oggetto di indagini da parte della magistratura inquirente anche nell’ambito della criminalità organizzata e per presunti episodi di corruzione;

3) introduce il concetto di compensazione ambientale a difesa del suolo che, infatti, è un bene non rinnovabile;

4) conferma la bontà di 10 anni di battaglie fatte dal Circolo Legambiente “Roberto Giussani” (su cascina San Giuseppe, sulla PAM, sulla sconsiderata “variante industriale” al PRG del 2004,sulla richiesta di un nuovo parco locale di interesse sovracomunale, e sino al PGT), tese a difendere il consumo del territorio comunale da un’edilizia che garantisce profitti per pochi, sottrae suolo e paesaggio a tutti e restituisce solo immobili di dubbia qualità, costosi, sfitti o invenduti. In una parola: inutili. Un’edilizia che va ripensata e che sinora è servita solo a sostenere se stessa; un’edilizia ormai priva di legami con un programma collettivo che dovrebbe invece caratterizzare l’esistenza di una comunità.

Questa, invece, è una variante basata sulla realtà; una realtà scientifica che, attraverso precisi dati statistici racconta di un’inspiegabile offerta in esubero di immobili a fronte di una quasi inesistente domanda. Una realtà che non spiega questa corsa al mattone che, ormai troppo spesso, è utile solamente alle grandi manovre di riciclaggio di denaro di dubbia provenienza o a rimpinguare le esangui casse comunali di amministratori poco attenti. Questa è una variante coraggiosa, che pone al centro il bene comune, che alle parole fa seguire dei fatti, che appoggiamo e che dovrebbe essere presa ad esempio da molte amministrazioni, anche sovralocali – indipendentemente dal colore – perché il partito del mattone inutile non ha appartenenza politica.

Una variante che però è solo un primo passo. Perché se restituire suolo libero alla comunità rappresenta in sé uno straordinario risultato, da solo non basta. Va infatti ora pianificato il futuro di questa città. E questo futuro non può che prevedere il varo di un nuovo PGT davvero sostenibile, che possa conservare e rendere fruibile il tessuto urbano di qualità, che possa concentrare il necessario riuso virtuoso degli immobili laddove oggi si è creato uno spreco edilizio, che punti sulla green economy, ma che soprattutto, possa finalmente dotare Desio di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) oggi non più rimandabile.

Perché Desio è un nodo ambientale chiave, riconosciuto anche da Regione Lombardia, della rete ecologica della Brianza Centrale. Perché un PLIS a Desio può unire fra loro il PLIS Brianza Centrale di Seregno a nord ed il PLIS del Grugnotorto-Villoresi a sud, con l’aspirazione di poter diventare un grande parco regionale. Perché un PLIS impedirebbe definitivamente che terreni agricoli vengano sacrificati per fare posto ad inutili nuovi centri commerciali. Perché un PLIS rivitalizzerebbe in maniera armonica la località di San Giuseppe e di villa Buttafava, che non ha bisogno di nuove costruzioni, ma solo di conservare in maniera compatibile quello che esiste già.

Perché questo PLIS contribuirà ad aumentare la biodiversità, ma anche un fondamentale rapporto di permeabilità del suolo, che certamente migliorerà l’assetto idrogeologico cittadino e mitigherà l’invasivo impatto di inutili infrastrutture come Pedemontana evitando che a Desio si produca l’effetto distesadicapannoni (vuoti) come sulla Milano-Bergamo primo avamposto della megalopoli padana. Perché la creazione di questo PLIS, non solo sarebbe a costo zero per le casse comunali ma potrebbe concorrere ad ottenere specifici bandi di finanziamento dedicati. Perché il PLIS avrebbe una valenza “antimafia”, poiché in questo nuovo regime di tutela, grazie ad una rinnovata fruizione pubblica, sarebbe in grado di togliere alla criminalità organizzata occasioni di sfruttamento doloso di aree libere come già successo per i tristi e noti casi di abuso edilizio e discariche illecite di rifiuti.

Per diversi secoli Desio, con la sua Pieve (come ben documentato dal testo Desio e la sua Pieve, di Alberto Cappellini) ha ricoperto un ruolo di riferimento e guida per le città circostanti, da Seregno a Paderno Dugnano, ruolo che è chiamata a ricoprire coraggiosamente ancora oggi dal punto di vista etico ed ambientale.

Per tale ragione sarebbe auspicabile che il nuovo PLIS venisse chiamato PLIS della Pieve, perché il territorio di questo parco, riunirebbe nuovamente fra loro – dal punto di vista ambientale ed ecologico – questi comuni. Chiediamo quindi che si cominci subito, già da domani, un processo di vera partecipazione cittadina alle scelte di pianificazione locale e che si passi da questa necessaria ed improrogabile variante, ad un nuovo, sostenibile, moderno ed utile Piano di Governo del Territorio, che faccia dimenticare e che risolva gli errori ed i problemi mai affrontati che il passato ci ha lasciato e che eviti, per quanto possibile, di compierne di nuovi, mettendo in comunione il futuro di intere comunità.

 

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Giuseppe Civati su ok a variante Pgt Desio: “Finalmente stop alla cementificazione. Un bell’esempio per tutto il Paese”

Milano, 9 novembre 2011 – “Con l’approvazione della variante al piano di governo del territorio, proposta dall’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Roberto Corti, e degli emendamenti presentati dalla maggioranza in aula, il comune di Desio ha finalmente detto stop alla sfrenata cementificazione del territorio promossa dalle precedenti giunte di centrodestra. Un bell’esempio, non solo per la Brianza, provincia dal consumo record di territorio, ma per tutta la Lombardia e il Paese. Servono norme chiare e urgenti che aiutino le amministrazioni a recuperare in prima battuta l’esistente, perché di cemento ce n’è troppo e i territori agricoli e verdi scompaiono a ritmi vertiginosi. A Desio è stata scritta una pagina importante. Un grazie va a tutta l’amministrazione, in particolare all’assessore all’urbanistica Daniele Cassanmagnago, e alla maggioranza che è riuscita in pochissimo tempo a voltare pagina”.

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Giuseppe Civati, commentando l’approvazione, avvenuta ieri sera nel Consiglio comunale di Desio (MB), della variante al Piano di governo del territorio che riduce complessivamente di 1,4 milioni di metri quadri il territorio edificabile previsto dalla precedente amministrazione di centrodestra.

 

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7 Spose con 7 Fratelli

Una serata a teatro contro la leucemia

La compagnia “ Dagli Otto agli Anta” porta in scena uno spettacolo esilarante il cui ricavato sarà interamente devoluto all’Associazione “LUCE E VITA – ONLUS” che riunisce persone colpite, direttamente o in famiglia, dalla leucemia.

Monza, Teatro Manzoni-Via Manzoni

Venerdì 11 Novembre 2011, alle ore 20,45

Per acquisto biglietti tel. 039 323 505

Venerdì 11 novembre alle ore 20,45 presso il Teatro Manzoni di Monza avrà luogo uno spettacolo intitolato “7 Spose con 7 Fratelli” messo in scena dalla compagnia “Dagli Otto agli Anta” con la regia di Laura Maciocia.

Questa compagnia, composta da studenti che da anni dedicano il loro tempo libero all’attività teatrale, ha deciso di devolvere l’intero ricavato della serata all’Associazione “Luce e Vita-ONLUS” che riunisce persone colpite, direttamente o in famiglia, dalla leucemia e che si occupa di assistere con impegno i malati e le loro famiglie.

L’obiettivo dell’Associazione è altresì quello di fornire un aiuto concreto al Reparto Ematologia Adulti dell’Ospedale San Gerardo di Monza per contribuire all’acquisto delle strumentazioni sempre più avanzate che l’industria mette a disposizione della ricerca scientifica.

“La leucemia – afferma il Prof.Enrico Maria Pogliani, Direttore del Reparto – che solo dieci anni fa era definita “incurabile”, oggi, grazie ai sorprendenti risultati ottenuti dalla ricerca ematologica può essere curata con successo in un buon numero di pazienti e l’auspicio è che si possa quanto prima individuare i geni che ne“firmano” il grado di malignità. Ciò, con buona probabilità, potrà consentire di mettere a punto nuove terapie atte a vincere definitivamente la battaglia contro questa malattia che nel nostro Paese ha un’incidenza di circa 1000 nuovi casi all’anno”.

Lo spettacolo

“7 Spose con 7 Fratelli” è una riedizione del musical tratto dal celebre film del 1954 diretto da Stanley Donen.

La Compagnia “Dagli Otto agli Anta”, fondata nel 2002 dalla docente Laura Maciocia e composta da studenti ed ex studenti della Scuola Elementare “Salvo d’Acquisto” di Monza, ha già portato con successo in numerose città italiane, oltre a quella attualmente in cartellone, altre rappresentazioni come “Accendiamo la lampada” e “Se il tempo fosse un gambero” di Garinei e Giovannini, “Amori e brillantina” tratto dal film “Grease” e “Aggiungi un posto a tavola”.

L’ ingresso allo spettacolo prevede un’offerta libera. Il ritiro del biglietto-invito può essere effettuato presso il botteghino del teatro Manzoni di Monza oppure chiamando il numero telefonico 039 323 505.

 

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Consumo di suolo, Pd Brianza: “Con variante Pgt di Desio stop a nuovo cemento”

Monza, 8 novembre 2011 - Approda stasera nell’aula del consiglio comunale di Desio la variante al piano di governo del territorio che prevede l’abbattimento del 60% del cemento previsto dalla precedente giunta di centrodestra. Il sindaco del Pd Roberto Corti, la sua giunta e la maggioranza di centrosinistra sono così riusciti in brevissimo tempo a rendere più che concreto uno dei punti fondamentali del programma presentato agli elettori. Un provvedimento giustissimo, che siamo sicuri sarà rapidamente approvato e che dimostra la grande volontà del partito democratico di porre concretamente un argine al consumo di suolo per il bene non solo di Desio ma di tutta la Brianza.

Lo dichiarano il segretario provinciale del Pd Gigi Ponti e il capogruppo in Provincia di Monza Domenico Guerriero

 

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Spettabile Redazione,

Le città italianenon sono state progettate ad uso del traffico veicolare e subiscono le troppe automobili che le attraversano, diventandomolto pericolose per pedoni e biciclette, la cosiddetta"mobilità dolce" che dovrebbe essere maggiormente tutelata dalleistituzioni che invece, salvo alcune eccezioni, sono sensibili solo alle esigenze dei veicoli a motore. Attualmente, con il numero esorbitante di auto in circolazione, le nostre cittàsono diventate il luogo più insicuro, perchè è proprio nei centri urbani che siverifica il maggior numero di incidenti.

Perchiarire meglio questa realtà evidenziamo i dati forniti dall’ISTAT del 2009, riguardanti i centri urbani:

76%degli incidenti

45%dei morti

72%dei feriti

Le nostre città sono peraltro molto al di sopra della media europea (per incidentimortali) che si ferma al 34%.

Siamo purtroppo al paradosso che per la prima volta gli incidenti mortali riguardantile utenze deboli (pedoni, ciclisti, motociclisti) superano quelli automobilistici.

Infatti su 11.5 persone che muoiono al giorno in Italia, 6 sono utenti deboli.Ogni giorno, in Italia, muore un ciclista

Questa, che potremmo definire una strage, una guerra quotidiana, fa poca notizia. Ilnumero è notevolmente più alto degli incidenti mortali sul lavoro che hannogiustamente la loro evidenza mediatica, ma non viene ben evidenziata, comedovrebbe, l’incidentalità che avviene sulle strade.

Negli ultimi anni i morti fra gli utenti delle quattro ruote sono fortunatamentediminuiti del 52%, mentre solamente del 23% tra le utenze deboli.

Insomma la gestione delle nostre città è lasciata al suo destino e i pochi interventisulla sicurezza sono infinitamente inferiori a quello che sarebbe necessarioper garantire un sensibile abbattimento dell’incidentalità urbana.

Il costo sociale degli incidenti nel loro complesso, sono valutati in29miliardi/anno. Interventi preventivi sull’incidentalità si tradurrebberoin benefici economici, oltre che etici, per le strutture pubbliche.

Questo è lo specchio della capacità/volontà dei nostri amministratori di prendersicura dei propri cittadini.

A questo proposito a Monza riscontriamopurtroppo un’inversione di tendenza, che aveva visto negli ultimi anni,un progressivo abbattimento del numero degli incidenti ma dal 2010riprendono a risalire e, se rimane costante (ma sempre troppo alto) il numerodi incidenti mortali, con una media di 7.4/anno negli ultimi dieci anni,vede un’impennata nel numero dei feriti, il secondo più altodegli ultimi cinque anni.

Qualipolitiche di messa in sicurezza della mobilità sono state messe in pratica nella nostra città?Crediamo che si sia pensato ad altro! E’ la diretta conseguenzadell’inefficienza dell’amministrazione di Monza, di fronte ad unproblema che tocca tutti i cittadini monzesi, che vivono in una cittàinvasa dai veicoli a motore, che inquinano e incidono fortementenella qualità di vita della nostra città.

La classifica stilata da Legambiente nel XVIIIrapporto sull’Ecosistema Urbano, non è proprioincoraggiante per Monza e conferma che la situazione della mobilità ciclistica,in particolare, e rispetto anche ad altri comparti, è desolante, siamo infattiscivolati complessivamente al 38° posto su 43 capoluoghi di provincia analizzati, di media dimensione. Stessa posizione per la presenza di PM10e siamo al 36° posto per piste ciclabili.

La velocità èla principale responsabile della pericolosità delle strade urbane.Naturalmente altri fattori entrano in gioco per causare una tale situazionecosì negativa, come lo stato delle strade, la scarsa segnaletica o visibilitàdegli incroci, la distrazione ecc.. Ma se si volesse ridurre la velocità, moltiincidenti, anche gravi, sarebbero evitati. Anche se la velocità media urbana ècalcolata in 18 chilometri/h , la circolazione motorizzata va a strappi, conlunghe code, alternate da superamenti dei limiti di velocità e sorpassipericolosi.

Esistono fortunatamente gli strumenti per combattere le alte velocità, come lacomunicazione e istruzione degli utenti della strada che vanno accompagnati dainterventi strutturali previsti nella moderazione del traffico. Ovvero integrazioni delle varie modalità dei mezzi circolanti , a basse velocità, conla realizzazione di chicane, restringimenti di carreggiata, rialzidell’asfalto, parcheggi alternati e zone a 20-30/chilometri/h diffuse intutta la città (il Parlamento Europeo ha recentemente adottato una risoluzionein cui si “raccomanda fortemente alle autorità l’introduzione di limiti di velocità di 30 Km/h in tutte le aree residenziali). Questi interventiriducono sensibilmente la prospettiva del viale diritto e inducono, volenti onolenti, a percorrere le strade a velocità ridotte. Nel contempo si verificaanche un abbellimento della città e di conseguenza una città piacevole dovevivere.

Vorremmoche Monza entrasse di diritto nei primi posti delle classifiche per una forteriduzione degli incidenti urbani, evitando possibilmente quelli mortali.Saremmo così una città moderna, più civile e più vicina all’Europae alle città che questi interventi hanno già realizzato. Non smettiamo dichiederlo e sperarlo.

 

Massimo Benetti – Uff. Stampa FIAB Monzainbici

 

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