Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Comunicati stampa

Attenzione. I materiali pubblicati in questa pagina non sono prodotti da Vorrei.
Vengono pubblicati su richiesta dei mittenti i quali se ne assumono ogni resposabilità.
Inviate i vostri comunicati a: info@vorrei.org

Print Friendly, PDF & Email
Print Friendly, PDF & Email

Terza edizione della Festa di Tesseramento A.N.P.I. di Monza. Ancora due giorni per riflettere sul lascito culturale e politico che abbiamo ereditato dalla Resistenza. MONZA CITTA' APERTA è un'occasione di confronto tra diverse generazioni, un'occasione per trovare ciò che accomuna le battaglie di ieri e di oggi. "Abbiamo bisogno di nuovi partigiani", non c'è dubbio. Quelli di allora, quelli veri, se ne stanno andando in silenzio, probabilmente pieni di dubbi sulle contraddizioni che attraversano l'attuale sistema politico e sociale italiano. Non è questa la Repubblica per cui hanno combattuto. Non è questa l'Italia che volevano, non è questa l'Italia che vogliamo noi. E allora i nuovi partigiani, antifascisti e antirazzisti, devono sapersi organizzare e mettersi in gioco, trovare le forme di lotta più adatte a fronteggiare il nemico di oggi. Collaborare con la sezione monzese dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia intitolata a "Gianni Citterio" è una delle tante modalità in cui si declina il nostro essere antifascisti. Crediamo importante che l'A.N.P.I. "sopravviva" alla scomparsa dei partigiani combattenti, portandosi dentro ciò che di più profondo la Resistenza ha insegnato a noi tutti, ossia la necessità di mettersi in gioco fino in fondo nelle proprie scelte quotidiane. Vogliamo un'A.N.P.I. combattiva, come più volte la sezione monzese ha dimostrato di essere nei confronti di un Sindaco che da anni si impegna, con azioni e prese di posizione degne dell'ignoranza del partito che rappresenta, ad infangare il ricordo dell'antifascismo monzese. Vogliamo un'A.N.P.I. che non condivida i palchi delle ricorrenze con i fascisti del terzo millennio, nè tantomeno un'A.N.P.I. immobile, arruginita da inutili faide intestine. Vogliamo un'A.N.P.I. che guardi alla base, alla spinta di chi si tessera in nome di un antifascismo senza retorica, ma pieno di passione, di rabbia, di creatività.   

F.O.A. BOCCACCIO 003

------------------------------

-------------------

A.N.P.I.  di Monza sezione "Gianni Citterio", F.O.A. Boccaccio 003, Teatro alla Scala Pericolante e Collettivi studenteschi monzesi presentano

sabato 11 e domenica 12 dicembre 2010

MONZA CITTA' APERTA

III festa di tesseramento dell' A.N.P.I. di Monza

presso il Circolino di viale Libertà, 33 (Monza) - INGRESSO GRATUITO
info http://boccaccio.noblogs.org/


PROGRAMMA:

sabato 11 dicembre

ore 17.30 presentazione del video "Memoria di Ghiaccio", documentario realizzato nel gennaio 2010 sul Treno della memoria per Auschwitz che ha visto la partecipazione di centinaia di studenti medi (tra cui tanti di Monza e Brianza).
Video realizzato dalla F.O.A. Boccaccio e dall'associazione Rosebud con il contributo dell'A.N.P.I. di Monza e FLC CGIL Monza.

ore 19 Aperitivo

ore 21 Sull'Italia calavan le bombe
Spettacolo teatrale del NudoeCrudo Teatro (www.nudoecrudoteatro.org).
Scrittura scenica, canti e regia: Alessandra Pasi. Sculture di scena: Alessandra Mornati. Con: Loredana Mazzola, Alessandra Pasi, Daniela Galetta.
Diario sorprendente della resistenza di un’adolescente, liberamente tratto da “Bandiera rossa e borsa nera” di Gloria Chilanti.

ore 22.30 Concerto con
ZOE TIPPETE AND HER DUB FRIENDS Anarco Reggae da Monza
BEPPE REBEL Reggae Militante da Milano http://www.myspace.com/bepperebel


domenica 12 dicembre

ore 17.30 presentazione con letture musicate e videproiezioni della ricerca "Monza fascista, ovvero come la città brianzola visse l'utopia mussoliniana, la tragedia della guerra e l'occupazione nazista". A cura della F.O.A. Boccaccio. A seguire e durante tutta la serata sarà possibile attraversare la videoistallazione creata per la presentazione presso gli spazi sotteranei del circolino. 

ore 19 Aperitivo

ore 21 L'ammutinamento
Spettacolo teatrale della compagnia Militanti

ore 22.30 Concerto con
DAMATRA' Folk e musiche popolari da tutta Europa http://www.myspace.com/damatra/

------------------------------

*Sull'Italia calavan le bombe
“L’attrice-autrice-regista muove da una spinta a comprendere e a far meglio comprendere, a partire dalla propria generazione, la storia recente del nostro paese. In tempi in cui i palcoscenici rigurgitano di inutilità, giovani gruppi e giovani militanti del teatro come questi meritano il nostro elogio e il nostro sostegno”
(Antonio Calbi, su City Milano, Aprile 2004)
“Vestite di nero, contando solo sulla propria voce e qualche canzoncina d’epoca registrata, le tre ragazze hanno messo in scena una sorta di musical resistenziale, straniato e straniante, quasi una versione unplugged della storia della Resistenza, eseguito da un Trio Lescano vintage e scanzonato. Questo non toglie che tutta la drammaticità dell’epoca sia restituita molto bene dallo spettacolo che gioca proprio sul contrasto tra la scanzonata messa in scena e la tragedia che rappresenta.”
(L’Eco di Bergamo)
La guerra. La resistenza. Una ragazzina di 13 anni.
Quando ho letto per la prima volta il diario autobiografico di Gloria, mi ha stupito trovare tanta consapevolezza in una ragazza così giovane.
Altri tempi, avrebbe detto la mia nonna.
Una genuina voglia di libertà, un incontenibile bisogno di riscatto, una rocambolesca vitalità, forse un po’ incosciente, ma sincera ed umana, questo ho trovato nelle parole di Gloria. Una come tante altre, più fortunata forse, ma anche lei bambina cresciuta in un paese in guerra. Ancora oggi, a più di cinque anni dal debutto al Teatro dell’Elfo di Milano nel dicembre 2003, ad ogni replica sentiamo forte la necessità di raccontare di una guerra del passato, così simile ad altre, così attuale.
E lo facciamo partendo dal piccolo, dal quotidiano.
Dalla vita vera, veramente vissuta.
Dagli episodi di grandi e piccole tragedie, eroismi, umanità.
E’ stato straordinario constatare come, per Gloria, la “resistenza” fosse insita nel suo stare al mondo, senza pretese o grandi giri di parole, con nessun tipo di eroismo. Questa ragazza non è un’eroina, ma ha un’ostinata volontà di capire il perché di ogni arbitrio, di ogni sopruso e di combatterlo.

Una forma ancora e nuovamente nuda e cruda, senza artifici, luci essenziali, un gioco in cui continuamente le attrici entrano ed escono dal loro ruolo per farsi ora servi di scena, ora voci narranti, ora immagini che illustrano i forti contenuti della storia. Uno spettacolo fatto di pochissimi oggetti, semplici costumi, tutto affidato al ritmo, all’intersecarsi del lavoro delle tre protagoniste, alla forza evocativa del canto popolare e della narrazione.
Per l’argomento trattato e l’agile struttura scenica, lo spettacolo è adatto anche a repliche scolastiche (medie inferiori e superiori) nonché a spazi teatrali non convenzionali.

*Zoe Tippete & Her Dub Friend
Bob ci apparve in Panda e disse:"Andate e riproducetemi!". Così è nata Zoe. Il nostro progetto sta nel proporre in nuova chiave quelli che sono i fondamenti della musica reggae. Strumentazione essenziale, dolce canto, groove music, per diffondere e attualizzare la poesia e la semplicità della cultura reggae. Allo stesso tempo non scordiamo quanto la musica sia portatrice sana di informazioni e testimonianze, di come sia un valido strumento di lotta per mantenere vivo un confronto costante fra espressione artistica e quotidianità, fra narrazione ed esperienza. In questo momento il repertorio é incentrato sulla storia di Bob Marley, ma non è detto che il futuro non riservi altre sorprese. Fatevi un giro, non rimarrete delusi. Il tutto é reso possibile dall'incontro fra jazzisti alle prime armi, rockers incalliti, speculatrici etico-morali. Dolci carezze dalla cantina. Musica sott'acqua. Get up, stand up. .


*Beppe Rebel
Beppe Rebel inizia ad ascoltare reggae music all’eta’ di 12 anni contemporaneamente al punk e alle posse-rap politicizzate nostrane, capisce fin da subito l’importanza della musica in generale come mezzo e strumento di comunicazione per dare voce a chi lotta quotidianamente contro le giustizie e a chi è costretto a vivere ai margini della società e è da sempre attento alle problematiche sociali, attivo a fianco delle lotte degli immigrati, lavoratori e studenti. Alla fine del 2001 inizia quasi per gioco l’esperienza del sound system. Nel 2004 Comincia la bellissima avventura, che va avanti tuttora, con la band milanese “Bovisa reggae foundation”. Nel 2005 Insieme a Red Roots Sound System vince lo “Smalz like clash” un reggae contest a cui partecipano oltre quindici sound system provenienti da Milano e dintorni. Nel 2005 registra un cd autoprodotto su riddim Jamaicani con “Obeah man" (batterista della Bovisa reggae foundation).Tra il 2006 e il 2007 registra dei singoli presso lo studio di “XTREME ENTERTAINMENT” e nell’autunno del 2007 esce il secondo album della “Bovisa reggae foundation”, Giorno dopo Giorno. Oggi continua a registrare canzoni sulle basi di Catchy e di Speakeasy come le sue versioni contenute sul nuovo “New Generation Vol.1” cd. Citando Beppe: ”La musica è un’arma usiamola contro le ingiustizie" .

*L'ammutinamento
Cosa succede quando un ordine prestabilito e mai messo in discussione dall'alba dei tempi subisce un vero e proprio scossone?
In un mondo in cui tutto ci veniva venduto come risolto o in via di risoluzione ecco che il terremoto finanziario della crisi globale va a colpire individui e collettività da lungo tempo ormai assopite.
Basta però che la propria sicurezza lavorativa venga messa incomprensibilmente in discussione per scatenare in qualcuno un moto di rivolta, una sete di sapere, un bisogno di non mollare senza precedenti.
E questo moto a volte può risultare implacabile, scatenare conflitti, dissotterrare esigenze di appartenenza a categorie che non si lasciano sorpassare facilmente laddove il bisogno vince la paura.
Una storia comune di presa di consapevolezza e di lotta di chi da un giorno all'altro si è trovato a che fare con parole quali "mobilità", "cassa integrazione" e "riduzione del personale"; di chi, davanti a tutto questo non ha accettato lo spietato verdetto della finanza e della speculazione e ha dato il via all'Ammutinamento!   *Damatrà Damatra’: dammi retta in dialetto Brianzolo, ma anche gioco di parole con “Dama delle Tradizioni”. Il gruppo proporre, attraverso arrangiamenti e contaminazioni di sonorità più moderna, composizioni proprie e pezzi tradizionali. Un repertorio di musiche e danze popolare da tutta l’Europa, con una predilezione per quelle francesi e italiane. Sonorità tradizionale e influenze più moderne s’incontrano quindi per dare vita a una musica allegra e piena di energia al servizio della danza. Il gruppo conta al suo attivo numerosi concerti in diverse feste,locali e festival, alcuni tra i più noti: (“Summer Fest” di Suisio, “Isola folk” nella Bergamasca, “Stra vaganti” nei dintorni di Trezzo, “Wulstock” a Pavia) della Lombardia e dell’Emilia Romagna, ”Tarantanno” in Puglia nella provincia di Foggia e al festival di Lautenbach Alsazia

 

Print Friendly, PDF & Email

Mentre in Consiglio regionale Sinistra Ecologia Libertà sta contrastando insieme alle altre forze di opposizione il nuovo progetto di legge del centrodestra che toglierebbe ai Comuni qualsiasi ruolo decisionale sui destini del servizio idrico per darlo alle Province e che di fatto ne consegnerebbe la gestione a società private, in Brianza sta presentando nei comuni, a partire da Monza, una mozione in difesa dell'acqua pubblica.

"Alle amministrazioni - spiega Daniele Cassanmagnago, coordinatore provinciale di Sel - chiediamo un impegno a promuovere presso l'Ato l'affidamento del servizio a un'unica società a totale capitale pubblico, anche in considerazione del fatto che gli enti brianzoli hanno dimostrato di agire con efficienza nella gestione della rete e della distribuzione dell'acqua nella nostra provincia.

La legge lombarda oggi in vigore, grazie al fronte compatto dei sindaci, dei comitati e dei gruppi consiliari di minoranza, aveva alla fine di un lunga battaglia garantito la gestione in house degli acquedotti. E' inaccettabile che ora si voglia espropriare i Comuni della possibilità di incidere sulle scelte, regalando l'acqua alle multinazionali.

Martedì il centrodestra, con un'accelerazione ingiustificata, porterà in Consiglio per l'approvazione definitiva il nuovo pdl. Sel, anche dalla Brianza, sarà sulla sua strada insieme alle altre forze di opposizione, ai primi cittadini di tanti comuni lombardi e al coordinamento dei comitati. L'acqua è un bene comune, diritto primario alla vita. Che nessuno può svendere al mercato".

Monza, 27 novembre 2010

 

Print Friendly, PDF & Email

Venerdì 3 dicembre – Ore 21:00
Sala Monsignor Gandini – Via XXIV Maggio, Seregno (MB) –
Ingresso libero
A TU PER TU CON TOUADI:
Cooperazione, informazione, politica
Barzago (Lc), venerdì 26 novembre 2010 - L' associazione ¡NO MÁS! e l'associazione TWENDE
organizzano per venerdì 3 dicembre una serata con Jean Leonard Touadi giornalista, scrittore e
parlamentare di origine congolese.
Durante la serata parleremo di quello che chiamiamo “sud del mondo”, cercando di capire cos'è la
cooperazione, i suoi pro e contro, quando è dannosa e quando utile. Parleremo dei programmi che l'Italia
porta avanti in Africa, con particolare riferimento alla Repubblica democratica del Congo dove il nostro Paese
è impegnato in programmi legati alla sanità. Discuteremo inoltre del ruolo che il singolo cittadino può avere
per conoscere e sostenere l'Africa. Seguirà un dibattito con il pubblico presente. L'incontro è a ingresso
gratuito e aperto al pubblico.
Per informazioni sull'evento:
Ilaria Brusadelli – 339 74 88 287
info@lavocedinomas.org
¡NO MÁS! È un'associazione che promuove una cultura di pace attraverso l'informazione, gestendo un sito di informazione e
promuovendo incontri informativi.
TWENDE È un’associazione che porta avanti progetti finalizzati ad informare sulla situazione e le condizioni della Rep. Dem. del
Congo e ad aiutare la popolazione congolese .


¡NO MÁS!
via dell’Acqua, 24 23890 Barzago (Lc)
info@lavocedinomas.org


Twende
via Don Milani 2, 20033 Desio (MB)
info@twende.it

 

Print Friendly, PDF & Email

Dopo l’aggressione avvenuta a Correzzana (MB) la sera di sabato 30 ottobre, quando un gruppo di giovani animalisti e ambientalisti che volantinavano (in maggioranza ragazze), sono stati rincorsi, minacciati e aggrediti da un manipolo di ragazzotti armati di spranghe e bastoni che urlavano “Viva il Duce, Viva Hitler”, gli antivivisezionisti del “Coordinamento Fermiamo Harlan”, indicono un corteo per le strade della cittadina brianzola.

Una manifestazione che vuole essere una chiara risposta alle pesanti intimidazioni e alle vergognose frasi pronunciate dagli aggressori. Frasi che richiamano alla memoria periodi storici e personaggi simbolo del razzismo e della discriminazione sui più deboli. Frasi inaccettabili e deprecabili, che vanno condannate quanto lo specismo e la violenza sugli animali non umani.

Il corteo con presidio finale nel Comune di Correzzana (MB), indetto per sensibilizzare i cittadini e gli organi di stampa sulla presenza nella medesima cittadina di un allevamento di animali destinati alla vivisezione e alla sperimentazione, si svolgerà sabato 27 novembre 2010 dalle ore 15 in poi.

Il ritrovo è in via A. De Gasperi, piazzale di fronte al Comune di Correzzana in via Montale, Via Roma, Via Principale, concludendosi con un presidio davanti l’allevamento di Harlan in via Enrico Fermi 8.

In seguito all’aggressione avvenuta sabato 30 ottobre, gli animalisti hanno presentato una denuncia ai Carabinieri contro ignoti, scritto al Sindaco di Correzzana, al Sindaco di Bresso (dove esiste un’altra sede della ditta) e alla casa madre statunitense di “Harlan”. Il corteo intende ribadire il diritto a manifestare pacificamente e ad esprimere liberamente le proprie opinioni senza rischiare di essere aggrediti a sprangate da gruppi organizzati di violenti, chiamati a raccolta per impedire una semplice distribuzione di volantini.

 e-mail: fermiamoharlan@gmail.com

 

Print Friendly, PDF & Email

Da anni Bayer in Italia, accanto alla comunicazione tradizionale, porta avanti progetti di comunicazione molto innovativi legati al sociale.

Essi si sono concretizzati in lungometraggi in tecnologia digitale, trasmessi dalle televisioni nazionali e locali, che sono stati oggetto di dibattiti nelle scuole e nelle università italiane.

 

Sono nati così:

2004

Il viaggio”, in collaborazione con la RAI, sul tema giovani e anziani, trasmesso su Rai2 con uno share del 12% di share.

2006

L’amico segreto”, in collaborazione con SanPatrignano, sul tema sport onesto e lotta al doping, trasmesso da 100 TV locali con oltre 3 milioni di telespettatori.

2008

Bene Oscuro”, in collaborazione con l’Istituto San Raffaele del Monte Tabor (HSR), sul tema della fuga dei cervelli e la ricerca scientifica, trasmesso su Rete4 con un milione e mezzo di telespettatori.

Tutti e tre i film hanno ricevuto un riconoscimento dai Presidenti della Repubblica Italiana, Ciampi e Napolitano.

Al momento stiamo lavorando con Nuovo CIB, Associazione Culturale no-profit, su un nuovo progetto cinematografico, anch’esso destinato alle scuole, alle televisioni e ai nuovi media a livello nazionale ed internazionale.

Nuovo CiB si occupa da tempo di promuovere iniziative che coniugano innovazione tecnologica e tradizione, e soprattutto prevedano l'attiva collaborazione di giovani delle scuole d'arte, di cinema e delle università.

Il nuovo film, che non ha scopo di lucro, avrà l’obiettivo di dare ai giovani d’oggi due messaggi molto importanti: guida sicura e bere responsabile. L’impegno di Bayer nella guida sicura è cominciato nel 2008 con “Fast on Track, NOT on Road”, un’iniziativa, poi un vero e proprio logo, nata con l’obiettivo di far comprendere ai giovani la differenza tra correre in pista e guidare su strada, che spronava i giovani a coltivare la passione per l’alta velocità in un ambiente appropriato come quello di un circuito automobilistico.

Con Asfalto Rosso intendiamo continuare a stimolare il senso di responsabilità e autonomia decisionale nei giovani, allo scopo di prevenire gli incidenti stradali, principale causa di morte tra gli under 40, e promuovere un uso moderato e consapevole dell’alcool.

Il progetto riflette una problematica europea, per questo intendiamo dare un respiro internazionale all’iniziativa con un doppiaggio in inglese del film.

Fulcro dell’iniziativa il sito internet www.asfaltorosso.it, punto di raccolta di tutte le attività di comunicazione che documenterà lo svolgimento del progetto step by step.

Il sito contiene inoltre un’indagine sociologica sul rapporto giovani/alcol/guida condotta tra oltre 100 ragazzi nelle università e nei punti di ritrovo milanesi, pubblicata su YouTube.

A breve sarà dedicata al progetto una pagina Facebook, perché si vuole parlare ai ragazzi anche attraverso i canali di comunicazione che loro utilizzano più spesso.

Asfalto rosso è una campagna di sensibilizzazione crossmediale che coinvolgerà sale cinematografiche, carta stampata, web, social network, scuole, con un linguaggio diretto e immediato, per poter entrare davvero in sintonia con il mondo dei giovani a cui il messaggio è riferito.

 

Bayer SpA – Socio unico
Viale Certosa, 130
20156 Milano

 

Martedì 30 novembre ore 19.00 Teatro Binario7, Monza.

 

IL BENE OSCURO. Il genio, la ricerca, la vita.

Un film sulla ricerca scientifica promosso da Bayer con la regia di Ettore Pasculli.

Monza, 30 novembre 2010Bayer sceglie Monza per la proiezione de Il Bene Oscuro. Il genio, la ricerca, la vita, realizzato con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sul tema della ricerca e dei ricercatori.

 

 

L'iniziativa è promossa dall'Assessorato alla Cultura di Monza, dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Milano-Bicocca, in collaborazione con l'Associazione Culturale Umanitaria Zeroconfini Onlus.

 

Alla proiezione seguirà una tavola rotonda con le autorità scientifiche e amministrative presenti. Un'occasione unica per i giovani monzesi che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro e che avranno così la possibilità di approfondire i temi della ricerca scientifica in Italia.

 

“Il Bene Oscuro” per l’intento di “richiamare una più diffusa sensibilità su temi così rilevanti ed attuali”, ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

 

Il film narra la storia di Eugenio, un promettente medico ricercatore di medicina molecolare, la cui vita s’intreccia con quella di una pattinatrice e della gemella. Costretto ad emigrare per i continui attriti con l’ambiente accademico, Eugenio realizza la sua grande intuizione in Germania. Viene poi richiamato a lavorare in Italia, dove ritrova la sua pattinatrice, Daria. Purtroppo le loro vite si complicano ed entrambi si scontrano ben presto con la realtà della malattia e con una nuova dimensione familiare.

 

I contenuti del film sono stati sviluppati con la collaborazione e il sostegno organizzativo di medici e ricercatori del San Raffaele il cui apporto è stato fondamentale per la costruzione della ricerca messa in atto dal protagonista.

 

Il Bene Oscuro si inserisce in un percorso iniziato grazie alle nuove tecnologie, su un nuovo filone di film per il sociale che può contribuire a sensibilizzare il pubblico su temi di attualità» sostiene il regista Ettore Pasculli, uno dei padri italiani del cinema digitale d’autore.

 

Quella dei giovani che fanno ricerca, passando dal microscopio alla corsia degli ospedali, è una risorsa fondamentale per il futuro della nostra società, una realtà da conoscere e sostenere per evitare la fuga dei cervelli all’estero” aggiunge Daniele Rosa direttore comunicazione del Gruppo Bayer in Italia.

 

Print Friendly, PDF & Email
Mezzi agricoli d’epoca, asinelli per far cavalcare i bambini, polenta e gorgonzola, e mercatino dei prodotti locali Regalare sapori e raccontare saperi. Agrifest è un momento gioioso, organizzato da chi produce il cibo che ogni giorno consumiamo grazie alla coltivazione della terra, alla trasformazione dei frutti, e alleva animali. Dalle 9 e 30 alle 18 ci sarà un’animazione per bambini con cani e asinelli, e su questi ultimi per i bambini sarà anche possibile fare un giro. Gli adulti, ma anche i più piccoli, potranno vedere una mostra di mezzi agricoli d’epoca, per conoscere com’è iniziata la meccanizzazione del lavoro delle campagne. Nel mercatino ci saranno prodotti di alta qualità brianzoli, lombardi, e non solo, che si potranno assaggiare, e poi, per chi lo desidera, acquistare: ortaggi freschi, formaggi (di vacca, pecora, capra e bufala), salumi, olio, marmellate, vino, farina di mais, miele, salse e mostarde, riso, e farine. Alle 12.00 ci sarà l’appuntamento con la polenta e gorgonzola, preparata sul posto dall’Azienda Agricola Pollastri Lorenzo di Cernusco sul Naviglio, inoltre il gruppo Alpini di Arcore offrirà castagne e vin brulè per riscaldare la giornata. Agrifest è organizzata da Cia Milano-Lodi-Monza e Brianza, con il patrocinio dell’Assessorato al Commercio del Comune di Vimercate, e la collaborazione dell’Azienda Agricola Giorgetti Flor di Andrea Giorgetti (Via Cascina Gargantina – Strada Provinciale Vimercate/Trezzo – Vimercate) e Unipol Ugf Assicurazioni.

 

Print Friendly, PDF & Email

Numerosi clienti brianzoli dei negozi di arredamento Aiazzone denunciano di non aver ricevuto in tutto o in parte la merce ordinata e già interamente pagata. Oppure c?è chi, dopo aver lasciato un acconto in negozio, si ritrova a pagare un finanziamento senza aver ancora i mobili a casa. In questi giorni, molte segnalazioni stanno pervenendo agli sportelli e alle sedi locali del Movimento Difesa del Cittadino Monza (MDC), ha deciso di scrivere alla Panmedia SpA, che nell?agosto 2010 ha rilevato l?azienda operante con il marchio Aiazzone.

?E? nota, infatti, - spiega  l'avv. Mattia Cappello responsabile del dipartimento legale MDC-Monza - la vicenda del marchio Aiazzone e dell?istanza di fallimento della Società che lo controllava. Ma dall?agosto 2010 è subentrata la Società Panmedia S.p.A., Società torinese, che ha rilevato l?azienda operante con il marchio Aiazzone e che ha informato tutti gli acquirenti Aiazzone che provvederà essa stessa alla consegna della merce. Nella lettera che la società ha inviato ad alcuni clienti si legge: ?La Panmedia ha rilevato l?azienda operante con il marchio Aiazzone. In riferimento ai prodotti da Lei ordinati e non ancora consegnati, Le rappresentiamo che gli stessi verranno regolarmente effettuati dalla nostra società al più presto. La contatteremo quanto prima per definire con Lei il nuovo piano di consegna?.

Tuttavia, nonostante i mesi siano trascorsi, ad oggi, molti acquirenti denunciano la mancata consegna della merce e i continui rinvii: fenomeno che riguarda tutta Italia.

Nel frattempo, il Movimento Difesa del Cittadino- Monza (MDC) consiglia agli acquirenti ?traditi? di mettere in mora la Società per la consegna della merce acquistata. Per maggiori informazioni e per ricevere assistenza dalla sede MDC di Monza e Brianza, i cittadini possono contattare lo 039.94.66.098 o 334.84.83.713 o scrivere a monza@mdc.it.


A cura di Bianca Luongo responsabile della sede MDC-Monza
tel. 039.94.66.098 ? 334.84.83.713 e.mail monza@mdc.it



-- 
Movimento Difesa Cittadino Monza
sede operativa - Viale Libertà, 33 c/o Circolo Legambiente - 20900 Monza (MB)
sede legale - Via Correggio, 59 c/o Casa del Volontariato - 20900 Monza (MB)
tel +39 0399466098  cellulare 334 8483713
si riceve il venerdì previo telefonico

 

Print Friendly, PDF & Email

Anche quest’anno il Comune di Monza sarà presente alla Fiera-Forum Risorse Comuni giunta alla sua nona edizione, mostra/convegno promossa dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. La manifestazione si svolgerà dal 23 al 25 novembre al Palazzo delle Stelline a Milano.

L’obiettivo della fiera è creare, con i seminari e l’area espositiva, una base di scambio e approfondimento per gli Enti locali su temi di rilievo per la pubblica amministrazione grazie al contributo di amministratori e dirigenti, esperti ed aziende (programma scaricabile su: www.risorsecomuni.it ).

All’interno della Fiera il Comune sarà presente con uno stand, coordinato dall’Assessorato alla Comunicazione, in collaborazione con gli Assessorati ai Sistemi Informativi, ai Servizi Demografici ed ai Tributi per presentare due progetti.

Il primo è “Conoscere per servire” un progetto innovativo per la raccolta, l'organizzazione e la gestione dei dati presso il Comune e il Polo catastale. Mediante l'integrazione delle banche dati comunali (anagrafe-tributi-catasto-commercio-edilizia) è possibile infatti avere un quadro omogeneo sullo status delle varie unità immobiliari allo scopo di verificare e sanare eventuali incongruenze catastali; la contemporanea sovrapposizione con altre fonti esterne (agenzia entrate-catasto elettrico-PRA-ecc…) consente di effettuare controlli incrociati più approfonditi, nell'ottica di combattere l'evasione fiscale.

Il secondo progetto presentato sarà "Monza on line - Il Comune in casa" che permette ai cittadini di poter richiedere online un numero sempre più vasto di servizi. Da oggi a Monza diventa più facile accedere ai servizi pubblici. Con la Carta Regionale dei Servizi (CRS), visualizzare e comunicare i propri dati, prenotare e inviare pratiche, pagare e segnalare diventano operazioni che si possono compiere da casa o dall’ufficio. In particolare, è in fase di conclusione il processo di rilascio di certificati mediante Timbro Digitale.

Il Comune di Monza si presenta a questa manifestazione con una serie di servizi sviluppati dai nostri settori Comunicazione e Sistemi Informativi che in questi ultimi anni sono stati impegnati in progetti che possono essere oggi esportati anche in altre pubbliche amministrazioni – sottolinea l’Assessore alla Comunicazione Pierfranco Maffè -. Risorse Comuni rappresenta un importante momento di confronto sui temi della comunicazione pubblica che ci permette di rapportarci con le altre realtà a beneficio di una sempre migliore interazione tra cittadini e Comune”.

 

 

23-24-25 novembre

Palazzo delle Stelline

Corso Magenta, 61 Milano

Stand b4 – orario: 9 - 18

Ingresso gratuito

www.risorsecomuni.it

 

Monza, 16 novembre 2010

Ufficio Stampa

 

Print Friendly, PDF & Email

Il 20 Novembre, anniversario della Convenzione sui Diritti dell’infanzia, COOPI lancia “A Tavola per bene”,

un’iniziativa che coinvolge i più importanti ristoranti della città di Milano ed altre città, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei bambini.

Il 20 novembre, data in cui si celebra l’anniversario della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, COOPI lancia l’iniziativa “A tavola per bene” per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei bambini. Dal 20 Novembre al 31 Dicembre, numerosi locali di Milano e di altre città inviteranno i loro clienti ad ordinare durante il loro pasto un piatto solidale: l'ordine ovviamente è virtuale, ma la donazione andrà a favore dei progetti di Sostegno a distanza di COOPI.

L’iniziativa coinvolge già i più importanti ristoranti delle città di Milano, Pisa, Torino, Roma, Padova, Cagliari, Monza, Genova, Grosseto e tanti altri potranno ancora aderire, per un giorno, per tutto il periodo, per una settimana. I locali hanno deciso ad esempio di inserire un piatto nel loro menù e maggiorarlo di 1 euro, di devolvere una percentuale di ogni conto ai progetti di COOPI, di sensibilizzare i clienti sull’iniziativa.

Tra i locali che già aderiscono a Milano ricordiamo:

  • Al grande cerchio, Via Buonarroti, 8

  • Il Caffè Nazionale, Via Sanzio,24 ang. Via Ravizza

  • Zena, ripa di porta ticinese, 37

  • Rigolo, Via Solferino 11

  • La Bettola di Piero, via Orti 17

  • St. Andrews, Via Monte Bianco 2

  • Vietnamonamour, via A. Pestalozza 7

  • Bianca, Via Panizza, 10

  • La lisca, via Friuli 7

  • La lisca, via Marghera 29

  • Il Liberty, viale Monte Grappa 6

  • Asso di Fiori. L’Osteria dei formaggi, Alzaia Naviglio Grande 54

Gli altri aderenti si trovano su:

http://www.adottareadistanza.org/a_tavola_per_bene.html

Con solo 1 euro, ad esempio, si può ordinare il Lakh, miglio bollito con zucchero e latte. Una colazione molto nutriente e golosa.

"Non vedo ragione per la quale non aderire ad un'iniziativa così illustre – spiega Betty Pavese del St Andrews Restaurant - agli esercizi pubblici non è richiesto alcun impegno. E’ un piacere e una gioia aderire ad un'iniziativa così importante".

I fondi raccolti saranno destinati ai progetti di Sostegno a Distanza di COOPI volti a garantire ai bambini cibo, salute, istruzione e protezione in Etiopia, Repubblica Centrafricana, Uganda, Senegal, Sierra Leone, Haiti e Perù.

Sostenere un bambino a distanza con COOPI significa quindi rispondere ai bisogni più urgenti di un bambino per costruire il futuro suo, della sua famiglia e della comunità in cui vive.

Per informazioni ed adesioni:

Francesca Castellari – 02.3085057 (int. 221) castellari@coopi.org

Diana Nahum - 02.3085057 (int. 255) nahum@coopi.org

 

Print Friendly, PDF & Email

Oneiros Teatro
Associazione Culturale
Presenta
Anime Selvatiche
Liberamente tratto da Henrik Ibsen: Elaborazione drammaturgica:
Casa di bambola, Quando noi morti ci destiamo, Gloria Geoni
La Donna del mare, Casa Rosmer, Hedda Gabler Alessandro Wagner

Ispirato a Lou-Andreas Salomè: Figure di donne

Regia: Gloria Geoni Alessandro Wagner

Luci: Giorgio Menegardo

Personaggi e Interpreti:
L’Anitra Selvatica: Rosi Tortorella
Nora: Adriana Dell’Arte
Irene: Ornella Rossetto
Ellida: Nicoletta Vitelli
Rebekka: Patrizia Sinatra
Hedda: Ilaria Balucani

 

Fortemente ispirato all’interpretazione psicanalitica di Lou-Andreas Salomè: mette a confronto sei figure di donne dell’opera matura di Ibsen. L’anitra selvatica, considerata come l’emblema della natura più profonda e libera, è la vera protagonista nella poetica fiaba che avvolge il dramma di cinque personaggi femminili. In ogni essere umano, crediamo, si celi, talvolta molto nel profondo dell’animo, l’anitra selvatica. Col passare del tempo molti credono di dimenticarla dentro di loro, non l’ascoltano più, la scordano, e vivono la loro vita senza slanci, spinte, aneliti che li possano far andare avanti, seguendo la propria vera natura. Però, può succedere che uno strano accidente, un avvenimento, una tempesta improvvisa, un enorme dolore, risvegli l’anitra selvatica assopita, l’anima addormentata. Non resta quindi che ascoltarla, seguirla o semplicemente restare malinconicamente fermi, dolcemente indifferenti al suo richiamo. Ci sarà chi d’improvviso muterà repentinamente il corso della propria vita o incoscientemente o alla ricerca di una matura indipendenza che possa condurre a una libertà responsabile verso il mondo circostante. Oppure chi lentamente muterà anche solo lo spirito che anima le cose che continua a fare nello stesso modo. Oppure chi non riuscirà a continuare a vivere e soccomberà a questo richiamo irresistibile. Dov’ è la vostra Anima Selvatica?

 

C’era una volta una soffitta. Le pareti basse scendevano oblique verso il pavimento di legno e la luce filtrava a fatica dagli abbaini coperti di ragnatele e dalle fessure del tetto. Perché in quella soffitta gli uomini tenevano prigionieri animali di tutti i tipi e li disabituavano, con l'educazione e la disciplina alla loro libera vita naturale. In un angolo semibuio c'era una cesta che ospitava la più nobile fra tutte quelle creature private della loro libertà: un' anitra selvatica, cioè un "vero selvatico". Non solo pareva la più nobile fra tutte quelle creature, ma anche quella più da compiangere. Perché se i suoi compagni potevano adattarsi magari volentieri a quel paradiso artificiale – un uccello selvatico in una soffitta: non è necessariamente una tragedia?
A questa domanda si possono dare alcune risposte, cinque storie diverse.
Forse l'anitra è stata tolta dal nido materno e messa tra gli animali domestici quando era ancora un uccellino implume e indifeso. Totalmente ignara della sua vera natura e della sua origine, viziata da costanti riguardi e preferenze, si diverte innocentemente nella sua soffitta, come in una grande e allegra stanza dei giochi. Quel che lì vede e trova non da.certo l'impressione di un mondo reale ai suoi limpidi occhi di uccello selvatico. Diventa a poco a poco capace di volare. Ma giunge, ahimè, la stagione in cui le tempeste scuotono l'abbaino, in cui un colpo di vento di inaspettata violenza finisce per spalancarlo, e improvvisamente alla piccola anitra selvatica si rivela la vista della terra e del cielo. Con le prime fluttuanti onde di luce che sorgono libere sopra di lei, qualcosa sorge anche in lei, come un ricordare, un riconoscere, come l'alito e il profumo di una patria, che si stende remota al di sopra di tutte le soffitte e le prigioni. Ancora non sa dove sia la sua patria, sa solo che non può essere lì, glielo dice un irresistibile istinto, una violenta nostalgia, che la costringe a spalancare le sue giovani ali, allora si libra verso l’ignoto, l’infinito, per scambiare la grande stanza dei giochi con il Tutto.
Ma forse è l’anitra selvatica stessa a cercare di proposito la morte nell' angusta prigione. Forse non è valso a niente che si sia abituata a vivere in quel luogo, o che addirittura vi sia volata spontaneamente. Questa volta è un uccello audace e temerario che si è lasciato sedurre dall'idea di imporre il proprio dominio su creature deboli e addomesticate. Il suo piano ha un successo che va di là di ogni aspettativa. Gli animali domestici sono a tal punto intimiditi dalla sua superiorità, che presto tutti finiscono per piegarsi e sottomettersi. Dello scompiglio e del sovvertimento dell' ordine tradizionale che questo necessariamente comporta, l'anitra selvatica non mostra la minima preoccupazione: la sua è la legge del più forte. Ma i compagni più deboli invece si vendicano di lei. Certo non con la violenza e l'ostilità, di cui l'anitra selvatica sa avvalersi meglio di loro, ma con l'amore e l'amicizia con cui 1'avvincono sempre più strettamente a sé. Ed è così che lasciano che il pericolo nascosto compia la sua opera: il pericolo dell'influenza del domestico sul selvatico, il contagio della debolezza sulla forza. Pian piano, furtiva, come un ladro nella notte, incomincia a insinuarsi nel suo essere una coscienza da animale domestico. Emerge lentamente dall'umida penombra della soffitta un inconsistente spettro sinistro che snerva e fa rabbrividire. L’anitra selvatica si è "nobilitata", come dicono gli uomini, ma a lei, creatura selvaggia nata in libertà, pare soltanto di essere diventata triste e malata, debole e misera. Può dunque accadere che un giorno gli uomini, le aprano una finestra del tetto senza che lei osi volare. Sanno di poter lasciare aperte le porte della sua prigione, perché più forte di ogni vincolo esterno è la catena che ha dentro, ormai prigioniera del potere della docilità. Ma troppo presto hanno esultato, perché un' anitra selvatica finisce per riappropriarsi della libertà, anche se è una libertà diversa da quella che aveva sognato. Mentre se ne sta lì appollaiata, appoggiata con nostalgia alla finestra aperta, viene colta da un confuso smarrimento. E' inesorabilmente presa dalle vertigini ... si sporge ancora un po', e poi sempre più, finché precipita sul selciato del cortile.
Ma forse ci sarebbe una soluzione, se l’anitra selvatica non si estraniasse dai suoi domestici compagni , se fosse volata in quel rifugio sotto il tetto spinta da necessità e inesperienza, con mite timore. Non appena si avvede che con quel suo volo si sarebbe irrevocabilmente condannata alla prigionia è colta da un immenso dolore - selvaggio e violento - per la libertà perduta. Non fa che svolazzare da una parete all' altra, vagando smarrita e sbattendo le ali tremanti. Gli uomini tentano invano di mitigare la sua nostalgia offrendole e concedendole tutto ciò che potrebbe conciliarla con la sua permanenza fra loro. Ma lei quasi non se ne accorge, non arriva a vedere quanto è curata, coccolata, perché continua a vivere in mezzo a loro come un'estranea, chiusa nel suo isolamento.-Dominata unicamente dal pensiero della sua prigionia, è così distante dagli altri nel suo dolore e nella sua desolazione, che non si rende conto di quel che le accade intorno. I suoi padroni e i compagni sono stregati dalla sua natura selvaggia ma lei resta tormentata dal suo struggente anelito per l'irraggiungibile. Uomini e animali non possono stare inermi a guardarla lentamente morire di quell'incessante, inguaribile nostalgia: più grande ancora del loro desiderio di trattenerla e stringerne i legami è il loro amore per la povera prigioniera. Così decidono di dirle addio e con tristezza, ma senza esitazione, le aprono la finestra. Accade l'incredibile, l'incomprensibile: l’anitra selvatica, libera di farlo, non vola via. E neppure si getta giù. E' come se un maleficio le cadesse di colpo di dosso, non appena le è concesso di muovere liberamente le ali. Poiché era solo il terrore della prigionia a spingerla alla rivolta. La paura di una creatura nata libera, che mai può adattarsi alla costrizione e alla cattività. Ma l'amore che le ha ridato la libertà dissolve in lei ogni ombra e la generosità di quel gesto le rivela quanto saldo sia il legame che la unisce ai suoi docili compagni e quanto profondamente appartenga a loro. Non vuole abusare delle sue ali, ma solo poterle spiegare e muovere a suo piacimento; non per abbandonare i compagni, ma
per rimanere tra loro libera nell' amore.
Forse, se gli uomini potessero vivere questa umiliante e felice esperienza non chiuderebbero più gli abbaini delle loro soffitte; aprirebbero nuove, grandi finestre nei muri, per far circolare liberamente luce e aria e lasciare che gli uccelli entrino ed escano a loro piacimento. Quale creatura potrebbe mai rimanere esclusa da un luogo simile, da una tale comunione? Può essere solo un uccello condannato a rimanere estraneo fra i suoi simili. Un uccello che non ha in realtà un vero anelito ad andarsene perché manca dell' audacia di chi è nato libero, ma disprezza anche la protezione e la pace che regnano fra i suoi compagni, perché altrettanto gli manca la sensibilità e la mitezza di chi è addomesticato. Incapace di lottare contro le regole della società, è costretto a rimanere per sempre nella sua impotente inquietudine, cieco al vasto mondo esterno della libertà, nella cui luminosa bellezza non sa vedere che una minacciosa e vuota lontananza, ma senza occhi anche per il piccolo mondo che lo circonda, perché anche nel nido più caldo non sa vedere che limitatezza. Opponendosi con avversione all'istinto di ogni creatura di crearsi una casa, si condanna a perdere l'istinto vitale stesso. Non resta perciò per lui alcuna forma di esistenza possibile nel mondo di chi vive e crea, e neppure più un modo per evaderne. A meno che non finisca per cadere nelle mani degli uomini, liberando così la vita da un'esistenza inutile: una rapida morte davanti alla canna di fucile del cacciatore.
Ma forse alla piccola anitra è dato in sorte un caso sfortunato. Una tempesta arriva a scuotere le porte della sua prigione, un colpo di vento le spalanca con violenza improvvisa. Una cocente delusione quando viveva libera nei boschi e amava la luce, le ha insegnato a considerare le tarlate pareti di legno come una prigione dalle barriere insormontabili, la disciplina e le regole del mondo degli animali domestici come immutabili leggi di natura che la portano a sentirsi un cadavere. La povera anitra selvatica cerca in tutti i modi di emulare la docilità degli animali domestici, di frenare le forti ali frementi, che di notte, nel suo sonno di morte, si spalancano in sogni meravigliosi, sbattendo impazienti contro le pareti marce. Ma il richiamo delle origini, della natura selvaggia, giunge comunque fino a lei, risvegliandola: per lei il raggio di sole non abbellisce ciò che la circonda, ma le rivela tutta l’illusorietà di quella scena Capisce che è un mondo finto, morto quello in cui vive, e che il mondo vero deve trovarsi lontano, dietro le finestre cieche. E come in un sogno le sorge dinanzi l’immagine di quella realtà, come un mormorio di acque montane e boschi innevati. In mezzo alla polvere e ai ristretti confini della soffitta, l’anitra selvatica sogna di unirsi con la creatura che ancora crede libera e felice e con la quale, sulla vetta della montagna più alta, vuole librarsi finalmente senza impedimenti sopra la terra, verso la luce del sole. E chi può mai sapere se in quel sogno non vi sia, in realtà, per l’anitra selvatica, l’ultimo riscatto, che la innalza al di sopra delle barriere costrittive, mentre muore improvvisamente sommersa dalla neve, unita alla creatura sempre desiderata, gli occhi tesi verso l’alto, verso il sole, le ali abbassate contro il vento della tormenta…

 

Iscriviti alla newsletter
Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti e le novità sugli articoli e le iniziative di Vorrei

Per iscriverti devi accettare i nostri termini di utilizzo dei tuoi dati, ovvero la nostra politica riguardo la privacy. Non li cediamo a nessuno e non abusiamo mai! :)