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Il nostro viaggio nella crisi produttiva brianzola ci porta allo stabilimento STM di Agrate Brianza

 

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e si ridimensiona Alcatel, se si porta al capolinea la crisi SEM-BAMES, il polo tecnologico è scosso nelle fondamenta. Resta solo STM che, con qualche scricchiolio, funzionerebbe anche senza il polo -- Così termina l'intervista che avevamo fatto a Bruno Casati. Allora siamo andati in STM ad intervistare i lavoratori: Michele Solimando e Valentino Corno ci hanno spiegato in quattro video il loro esser fieri di lavorare in una grande azienda all'avanguardia ma anche le preoccupazioni per il futuro assai incerto che si sta delineando negli ultimi anni.

 

 

Michele: in STM dal 2001 – Valentino: in STM dal 1995

Al contrario delle crisi di Carrier e Star le difficoltà produttive più che all'andamento del mercato sono legate a scelte strategiche del management. Come abbiamo visto in Alcatel-Lucent anche qui c'è il rischio latente che questo gioiello della tecnologia italiana ci possa essere sottratto non dalla concorrenza asiatica (il costo del lavoro incide in misura del solo il 3%) ma dai competitori americani d'oltre oceano.

A differenza di Alcatel-Lucent STM è controllata nel suo pacchetto azionario direttamente dal governo italiano e francese, attraverso finanziare detenute al 50%, come viene riportato nella scheda storica a corredo di questo servizio.

 

Ma nonostante la presenza governativa, segno evidente dell'interesse in un settore strategico, in STM negli ultimi anni si è avviato un percorso non molto dissimile dalle altre grandi aziende IBM e Alcatel: scorpori e cessioni sembrano preludere a un lento disimpegno nel territorio. Nel 2008 la società decise di effettuare uno scorporo del suo ramo memorie per fonderlo con la multinazionale americana Intel, dando vita a una nuova società la Numonyx.

 

 

La nostra fabbrica è composta dal 70% di diplomati e dal 30% di laureati

Dopo soli due anni la Numonyx è stata completamente ceduta all'azienda americana Micron, concludendo un ciclo che ha visto la definitiva uscita del colosso italo-francese STM dal settore delle memorie. Questa operazioni ha avuto un notevole impatto industriale. Il settore delle memorie è certamente nell'ambito della microelettronica il comparto che richiede sempre maggiori innovazioni tecnologiche. E' un ramo molto costoso, ma è anche trainante per tutta l'industria microelettronica.

Appare evidente il significato della cessione di Numonyx. Con questa vendita, non solo la STM, ma soprattutto l'Italia viene a perdere, in un momento molto delicato per la sua economia, uno tra i più innovativi ambiti industriali. La STM peraltro è stata una delle prime aziende a subire la crisi produttiva iniziata nel 2008 e culminata negli anni successivi, tanto da destare una serie di preoccupazioni sui livelli occupazionali e a mantenere uno stretto rapporto sindacale tra le rappresentanze Rsu delle due aziende ormai distinte: STM e Numonyx.

 

 

Chiediamo al governo di investire sulla ricerca e al 12 pollici

Ancor prima dell'avvento dei pesanti ricatti manageriali modello Marchionne, un modo neanche tanto velato per spremere a fondo la forza lavoro senza nulla in cambio, alla STM i lavoratori e le lavoratrici hanno dimostrato un grande senso di sacrificio per la sopravvivenza dell'azienda per il suo valore economico e il portato umano: la STM è stata la prima azienda in Italia a proporre e ottenere nel 1989 il lavoro notturno per le donne, utilizzando una deroga alla legge allora vigente.

 Il 1989 segna uno spartiacque: il sindacato (Cgil-Cisl-Uil) perde circa il 50% delle tessere, diversi delegati si dimettono dall’allora Consiglio di Fabbrica, alcuni di loro, come tanti lavoratori (soprattutto lavoratrici), stracciano la tessera arrabbiati, ma anche demoralizzati. L’azienda, forte della vittoria (venti turni settimanali per gli operai, lavoro notturno anche per le donne), continua la sua opera attraverso l’assunzione di giovani con contratti a tempo determinato, tramutati a tempo indeterminato dopo percorsi lavorativi di quattro anni continuativi a turni (persone che lavorano solo la notte, che fanno solo due giorni la settimana o che hanno giorni di riposo diversi dagli altri).

 

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 Manifestazione a Monza - Foto di Alessandro Brigo

 

 

Scheda storica

La microelettronica d'avanguardia italiana

La SGS S.p.A nasce ad Agrate Brianza nel 1957

La Società Generale Semiconduttori - SGS S.p.A nasce nel 1957 da un'idea di Roberto Olivetti e il presidente della Telettra Virgilio Floriani. Le due imprese pioniere dell'alta tecnologia italiana decidono di fondare con capitale paritetico la Società Generale Semiconduttori (SGS) per sviluppare il settore della progettazione e costruzione di circuiti integrati, in particolare diodi e transistor per la produzione di calcolatori e apparecchi per telecomunicazioni. A loro si unisce un partner, l’americana Fairchild, all’avanguardia del settore. La nuova azienda viene insediata ad Agrate Brianza, non distante dalla Telettra di Vimercate. Da subito l'azienda diventa un formidabile attrattore di talenti come Bruno Munari, l'inventore del microchip e Federico Faggin, padre del microprocessore poi approdato negli Usa che iniziò il suo lavoro di scienziato alla SGS di Agrate. Nel 1968 la Fairchild decide di uscire dalla partnership e Olivetti vende la società al gruppo IRI-STET.

SGS Microelettronica nel 1972

Il 29 dicembre 1972 viene effettuata la fusione della SGS di Agrate Brianza con la Ates, azienda del settore nata nel 1959 a L'Aquila con uno stabilimento a Cataniae un centro di ricerche a Settimo Milanese. La nuova società viene denominata SGS-ATES Componenti elettronici S.p.A. Verso la fine degli anni settanta, a causa di una crisi di mercato, ma anche della mancanza di organicità si genera un pesante processo involutivo soprattutto nello stabilimento di Catania. Per salvaguardare l'occupazione vengono introdotte lavorazioni secondarie, ma il bilancio della Società rimane in passivo. Con la nomina del nuovo Amministratore Delegato, Pasquale Pistorio, promotore del risanamento e del rilancio della Società, la SGS viene profondamente ristrutturata. Il 23 aprile 1985 viene deliberato il cambio di denominazione in SGS-Microelettronica S.p.A.. Lo stabilimento di Catania, in particolare, da semplice unità produttiva diviene un'unità integrata e fortemente autonoma, nella quale oltre la produzione di chip su fette di silicio, vengono promosse e sviluppate la ricerca e lo sviluppo di prodotti tecnologici di alto valore aggiunto e infine il marketing e le vendite con dimensioni mondiali per i propri prodotti.

Nel canale WebTv della Cgil Lombardia si può visionare un film realizzato nel 1972 alla SGS dal regista Ansano Giannarelli: Analisi del lavoro

SGS-Thomson Microelectronics nel 1987

Nel maggio 1987 viene fondata la SGS-Thomson Microelectronics, una joint venture tra la SGS italiana (del gruppo IRI- Finmeccanica) e la Thomson Semiconducteurs (francese). Nel giugno dello stesso anno a seguito della fusione la sede dall'Italia si trasferisce in Svizzera a Saint-Genis-Pouilly. Come SGS Microelettronica anche Thomson Semiconducteurs è una azienda di semiconduttori dalla lunga storia: Thomson Semiconducteurs nasce nel 1982 dalla fusione di: attività dei semiconduttori della società francese di elettronica Thomson; Mostek, un'azienda statunitense creata nel 1969 da alcuni fondatori di Texas Instruments; Silec, fondata nel 1977; Eurotechnique, fondata nel 1979 a Rousset in Francia, joint-venture tra la Saint-Gobain e l'azienda americana National Semiconductor; EFCIS, fondata nel 1977; SESCOSEM, fondata nel 1969.

STMicroelectronics nel 1998

Nel 1989 nell'azionariato di SGS-Thomson subentra Finmeccanica a STET, nell'ambito di un processo di riorganizzazione dell'IRI. L'8 dicembre 1994 la società si quota al CAC 40 ed al NYSE. Nel maggio 1998, Thomson vende le sue quote e SGS-Thomson diventa STMicroelectronics, nel dicembre dello stesso anno la società viene quotata a Piazza Affari. Durante l'attività come SGS-THOMSON e STMicroelectronics, l'azienda è partecipe del processo di ristrutturazione e di concentrazione dell'industria dei semiconduttori. Diverse sono le acquisizioni tra cui: nel 1989 l'acquisizione dell'azienda inglese INMOS, conosciuta per i suoi microprocessori transputer, rilevata dalla casa madre Thorn EMI; nel 1994 l'acquisizione delle attività nei semiconduttori dell'azienda di apparati per telecomunicazioni canadese Nortel; nel 2002 l'acquisizione della divisione Microelettronica di Alcatel che unita all'acquisizione di altre piccole società come l'inglese Synad aiuta ST a espandersi nel mercato Wireless-LAN; nel dicembre 2007 avvia l'acquisizione della società Genesis Microchip, società specializzata nella produzione di componenti per televisioni LCD.

Lo scorporo un due aziende nel 2007

Nel 2007 laMicroelectronics decide di effettuare uno scorporo del suo ramo memorie non volatili (MNV) per fonderlo con uno equivalente della multinazionale americana Intel. L'accordo si conclude con la cessione del ramo d'azienda in favore di una NewCo di diritto olandese successivamente denominata Numonyx, partecipata per il 48,6 per cento da STMicroelectronics, per il 45,1 per cento da Intel e per il 6,3 per cento da Francisco Partners, alla quale sono ceduti i finanziamenti e 1.923 lavoratori: 552 a Catania (115 relativi allo stabilimento M6); 123 ad Arzano; 43 a Palermo; 1 a Cornaredo; 1.204 ad Agrate. Nel febbraio 2010 la joint venture Numonyx viene ceduta da ST, in accordo con Intel Corporation e Francisco Partners, alla Micron Technology.

 

Mobilitazione St-Numonix - Agrate -  fonte: MBNews

 

La situazione attuale

ST è uno dei più grandi produttori mondiali di componenti elettronici, usati soprattutto nell'elettronica di consumo, nell'auto, nelle periferiche per computer, nella telefonia cellulare e nel settore cosiddetto "industriale". Il transponder del Telepass, da tenere sul cruscotto dell'auto, è prodotto dalla ST.

Nel complesso il gruppo ST conta ad oggi circa 50 mila dipendenti distribuiti in 16 centri di ricerca avanzata, 39 centri di progettazione e applicazione, 16 stabilimenti principali e 78 uffici-vendita in 36 paesi. È presente principalmente in Italia (tramite la consociata STMicroelectronics srl) ad Agrate Brianza, Cornaredo, Marcianise Caserta, Catania e Arzano, e all'estero in Francia, Malta, Stati Uniti, Cina, Marocco, Singapore e Malesia. È oggi guidata da Carlo Bozotti, Presidente e Chief Executive Officer, dopo che Pasquale Pistorio, a cui tanto si deve per lo sviluppo dell'azienda e il cui mandato è terminato il 18 marzo 2005, ha assunto la carica di Presidente Onorario. Alain Dutheil ne è invece il chief operating officer e Vice Presidente del Corporate Executive Committee. Gli importanti impianti manifatturieri e laboratori di ricerca e sviluppo che la ST ha a Catania sono il nucleo principale della cosiddetta Etna Valley.

 

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La camera bianca

 

Assetto societario

STM è quotata alle Borse di Milano, Parigi e New York per il 69,2%. La parte restante del capitale, 30,8% è controllata dalla STMicroelectronics Holding II BV. Questa holding è controllata per il 50% dal governo italiano tramite la Cassa Depositi e Prestiti e Finmeccanica e per l’altro 50% dalla finanziaria francese AVEVA, un consorzio controllato a sua volta dal governo francese e France Telecom.

 

 

 

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani
Author: Pino TimpaniWebsite: http://blog.libero.it/PinoTimpani/

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

digilander.libero.it/pinotimpani/

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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