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Semplicità, bontà e colore in un piatto improvvisato

  

Improvvisazione e semplicità sono gli ingredienti che uso spesso nei miei esperimenti culinari. A chi non è mai capitato di aprire il frigorifero e creare a caso una pietanza? Certo, il successo non sempre è garantito, ma con un po’ di esperienza e “follia” si possono raggiungere buoni risultati.

Credo che la pizza rustica sia, per sua natura, un intruglio di alimenti di diverso tipo, una specie di casa-nido accogliente. In una di quelle serate in cui torno a casa senza aver pensato alla cena, apro il frigo, inizio ad indagare i miei aspiranti ingredienti, scelgo e mi metto all’opera. Preparo quindi il nido di pasta sfoglia e inizio a comporre: salame, zucchina, uovo e formaggio a fette dall’insolito colore ambrato. È l’incontro di cinque ingredienti che cominciano a dialogare: un nuovo successo buono e bello mi attende.

Osservo il risultato finale, passo al rituale dello scatto da pubblicare sui social e mi viene in mente lui: Kandinsky.

Per chi non lo conoscesse, Vasilij Vasil'evič Kandinskij, noto anche con il nome occidentalizzato Wassily Kandinsky, è stato un grande pittore dell’arte contemporanea.

 


Wassilly Kandinsky Studio di colore Quadrati con cerchi concentrici 1913 acquerello gouache e pastello su carta 238 314 cm Monaco di Baviera Galleria Lenbachhaus

Wassily Kandinsky, Studio di colore (Quadrati con cerchi concentrici), 
1913, acquerello, gouache e pastello su carta, 23,8 × 31,4 cm, Monaco di Baviera, Galleria Lenbachhaus

 

Nato a Mosca nel 1866, padre della pittura astratta, si trasferisce a soli 4 anni a Monaco di Baviera, poi a Odessa, dove imparerà le prime nozioni di disegno. Tornato a Mosca, si laurea in legge e sposa sua cugina Anja. Nel 1896 la Germania lo richiama, e proprio a Monaco di Baviera deciderà di studiare presso l’Accademia di Belle Arti. Gli anni successivi lo vedono a Torino, Parigi, Murnau, Berlino e ancora Mosca.

Amante dei viaggi, delle sperimentazioni azzardate, instancabile creatore del bello, muore nel 1944 nell'abitazione di Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi, dove vive gli ultimi dieci anni della sua vita.

È del 1912 Lo Spirituale nell'Arte, la sua opera capitale, in cui Kandinsky parla di una nuova epoca di grande spiritualità che prende forma grazie al prezioso contributo della pittura. La nuova arte astratta di Wassily si basa sul linguaggio del colore che dona emozione.

Per l’artista, il colore ha un odore, un sapore, un suono.

Kandinskij ricorre alla musica e ci insegna che il colore è il tasto, l'occhio è il martelletto, l'anima è un pianoforte con molte corde.

Ogni colore è un’emozione, è uno strumento musicale che vibra, per questo ho deciso di soffermarmi sul messaggio dei colori della mia pizza rustica.

Gli studi di Kandinsky ci insegnano che il giallo è dotato di una follia vitale, di un'irrazionalità cieca, ed è paragonabile al suono di una tromba.

Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità. Il rosso risveglia in noi l'emozione del dolore, per il suo "suono interiore" (pensiamo al sangue scorre dentro ogni essere animale). È paragonato al suono di una tuba.

L'arancione esprime energia, movimento, più è vicino alle tonalità del giallo, più è superficiale; è comparabile al suono di una campana o di un contralto.

Il verde è assoluta mobilità in una assoluta quiete, fa annoiare, suggerisce opulenza, compiacimento, è una quiete appagata, è il colore della natura. Ha i toni caldi del violino.

Dunque, follia, vitalità, movimento, quiete in un concerto di un’orchestra composta da una tromba, una tuba, una campana, un contralto e un violino.

Le forme, le emozioni del colore, le vibrazioni musicali sono racchiuse in ogni opera kandinskiana. In uno Studio di colore del 1913, io ho ritrovato il potere emozionale dei colori e delle forme del mio piatto improvvisato che, nella sua ingenuità, ci parla di bontà e bellezza.

È per questo che ho deciso di condividere con voi la grandezza di Kandinsky.

 

Gli autori di Vorrei
Gianni Miglionico
Author: Gianni Miglionico

Instancabile investigatore del buono e del bello, vive di arte ed insegna italiano e storia.
Si occupa di cultura e grafica "non affidata al caso".
Ha ideato "Interviste Informali", con cui cerca di risolvere i dubbi esistenziali grazie alle risposte di intervistati "informali".

Nato ad Altamura, vive e lavora a Milano.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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