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Dichiarazione di Emergenza Ciclabile

Al Comune di Monza, ai Comuni della Brianza, alla Provincia di Monza e Brianza, con il presente documento chiediamo di includere la Dichiarazione di Emergenza Ciclabile all’interno della Dichiarazione di Emergenza Climatica (e Ambientale) che chiediamo come Fridays For Future - Monza dal 24 maggio. Chiediamo infatti alle amministrazioni brianzole di agire in sinergia con i cittadini seguendo queste proposte concrete per un territorio più sicuro, meno inquinato, più intelligente: 1. Bicipolitana cittadina La Bicipolitana è una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette. Lo schema utilizzato è quello delle metropolitane di tutto il mondo. Vi sono delle linee (rossa, verde, gialla...) che collegano diverse zone della città, permettendo uno spostamento rapido, con zero spesa, zero inquinamento, zero stress. Chiediamo al Comune di Monza di seguire il modello del Comune di Pesaro ideando un progetto di Bicipolitana che veda la compartecipazione dei cittadini. Qui di seguito la proposta per Monza di Andrea D’Ambrosio, che ha utilizzato ciclabili già presenti e ciclabili che sarebbero da realizzare: https://www.facebook.com/fridaysforfuturemonza/photos/gm.518642888703945/7190707252238 33/. Per saperne di più: ➤ Bicipolitana del Comune di Pesaro http://www.comune.pesaro.pu.it/viabilitaemobilita/citta-della-bicicletta/bicipolitana/ ➤ La proposta di Bicipolitana di Andrea D’Ambrosio https://www.facebook.com/fridaysforfuturemonza/photos/gm.518642888703945/7190707252238 33/ 2. Connessione ciclabile con Milano e la Brianza Riteniamo fondamentale l’interconnessione ciclabile non solo con il resto della Brianza, ma anche con la città di Milano, da cui per altro Monza potrebbe imparare molto per quanto riguarda l’accessibilità per Tpl, sharing mobility e bici (Milano al 64%, Monza solo al 33% - Dati Legambiente). Per far aumentare la percentuale dal 27% di trasporti a zero emissioni di Monza al 52% di Milano, la strada da percorrere è anche quella dell’implementazione delle vie di collegamento sostenibili rispetto al sistema di trasporti del capoluogo di Regione. Accogliamo quindi la proposta di FIAB - Monza in bici chiedendo al Comune di Monza la creazione di una corsia in corso Milano, vista di buon occhio dagli stessi commercianti lì operanti, che favorisca i percorsi di bus e biciclette fino alla fermata della metro di Bettola (in costruzione al confine con Cinisello). Così facendo sarà possibile da un lato combattere la sosta vietata e prolungata dei veicoli in questo tratto, dall’altro abbattere l’inquinamento urbano in un modo veloce, sostenibile e razionale per il trasporto pubblico. I cittadini brianzoli hanno bisogno di una rete ciclabile provinciale intelligente, perciò riteniamo necessario che venga al più presto formato un tavolo tra Comuni della provincia di Monza e Brianza per la ciclabilità brianzola, con la sigla di un Protocollo d’intesa tra enti come già attuato nel lecchese per la mobilità dolce. Dalla Regione, stando agli annunci di inizio anno sui giornali, sarebbero arrivati ingenti finanziamenti da spendere entro l’anno corrente ai Comuni di Monza, Giussano e Lissone per sistemare le ciclabili in rovina e per costruirne di nuove. Al momento non è ancora stato chiarito ai cittadini se questi interventi a Monza saranno attuati o se i finanziamenti verranno sprecati, ma rimane forte il nostro appello alle amministrazioni affinché l’interconnessione ciclabile sul territorio monzese e tra Monza e i comuni limitrofi divenga realtà. Non possiamo più accettare il ritardo di oltre 2 anni della Brumosa (Monza-Brugherio), né i collegamenti mancati o non sufficienti come Malcantone-Monza-Concorezzo, il raccordo dal ponte tra Sant'Albino e Brugherio, gli attraversamenti tra Arcore e Villasanta, tra Usmate e Arcore, tra Concorezzo e Villasanta, ecc. Per saperne di più: ➤Rapporto di Legambiente sulla mobilità sostenibile https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/rapporto-di-legambiente-sulla-mobilita-sostenibile-mil ano-spicca-monza-insegu_1307713_11/ ➤La ciclabile di corso Milano - Bettola https://www.monzainbici.it/materiali-e-documenti/proposte-e-richieste-al-comune/562-la-ciclabiledi-corso-milano-bettola ➤ Collegamenti Villasanta-Arcore, Concorezzo-Villasanta https://www.mbnews.it/2018/02/i-ciclisti-di-villasanta-voglio-migliori-collegamenti-con-arcore-e-co ncorezzo/ ➤ Protocollo d’intesa per la mobilità dolce nel lecchese https://giornaledimonza.it/attualita/il-protocollo-dintesa-per-la-promozione-della-mobilita-dolce-e-r ealta-foto/ 3. Urbanismo tattico, riprogettazione spazi urbani, introduzione aree a 30 km/h Per favorire la mobilità dolce e lo spazio pedonale si può pensare la strada "non più soltanto come asse viario - sostiene l’architetto Matteo Dondè - ma come luogo delle persone, spazio pubblico del gioco, dell'incontro, della relazione". È nell’interesse della comunità infatti progettare la città secondo pratiche di urbanismo tattico che, attraverso interventi a costo contenuto e di veloce realizzazione, restituiscano lo spazio ai ciclisti e ai pedoni. Se oggi Monza detiene il record come terza città d’Italia per inquinamento dell’aria (dossier “Mal’Aria” Legambiente, 2019), ha il 61% di spostamenti in auto, ed è tra i 3 capoluoghi lombardi col rapporto auto – abitanti più alto della Lombardia (¾ della popolazione residente ne possiede una), uno degli obiettivi primari dell’amministrazione dev’essere quello di individuare assetti urbanistici che permettano l’abbattimento dei livelli di inquinamento dell’aria e che inducano la cittadinanza a percorrere le vie pedonali o ciclabili e a preferire il mezzo pubblico al privato. Evitando la classica automobile privata, la CO2 prodotta diminuisce e lo spazio urbano a disposizione degli abitanti aumenta (https://twitter.com/grescoe/status/1050392107725262848). Senza contare il fatto che i costi sociali di usare l’automobile come mezzo principale per la mobilità sono elevatissimi: secondo una ricerca di Deloitte (https://www2.deloitte.com/au/en/blog/shaping-future-cities/2019/divorcing-growth-car.html#), andare al lavoro in auto costa alla società 52$ per viaggio, andare in bici 2,8$. Anche se le cifre cambiano dal livello di tassazione e delle infrastrutture, la differenza di costi sociali fra pendolarismo in auto e in bici è molto probabilmente altrettanto elevata anche nel resto del mondo, in Italia e a Monza. Perché la città sia vivibile e sostenibile, però, non occorrono necessariamente migliaia chilometri di piste ciclabili. Come scrive Marilena Chierico, bisogna in primis “rendere il mezzo a due ruote competitivo davvero, facendo in modo che sia invece scomodo, complicato, inefficiente, usare l'auto”. E soprattutto bello e sicuro pedalare, camminare o usare i mezzi pubblici. Chiediamo quindi al Comune di riprogettare gli spazi urbani secondo i criteri sopracitati, e, unendoci alle richieste di FIAB - Monza in bici, di introdurre strategie per la moderazione del traffico, con un numero sempre maggiore di zone con limite a 30km/h. Per evitare elevati livelli di smog direttamente sui più piccoli, chiediamo anche di vietare la sosta di auto per 20 minuti all’ingresso e 20 minuti all’uscita davanti ad ogni plesso scolastico monzese, a partire, in via sperimentale, dalla scuola “Tacoli” di via Pisani. Per saperne di più: ➤I padroni della strada e della città, di Marilena Chierico https://www.vorrei.org/ambiente/12574-i-padroni-della-strada-e-della-citta.html ➤Le strade davanti alle scuole di Monza, tra eccessi di velocità e guidatori distratti dai cellulari https://www.bikeitalia.it/2019/04/22/le-strade-davanti-alle-scuole-di-monza-tra-eccessi-di-velocita -e-guidatori-distratti-dai-cellulari/ ➤ FIAB MonzainBici, basta auto fuori dalle scuole. La proposta anti smog https://www.mbnews.it/2019/03/fiab-monza-in-bici-inquinamento-auto-scuole-bambini-sicurezzamonza/https://twitter.com/grescoe/status/1050392107725262848https://www2.deloitte.com/au/en/blog/shaping-future-cities/2019/divorcing-growth-car.html# 4. Nuovi km di piste ciclabili, in concomitanza con la messa in sicurezza dei manti stradali disastrati. Realizzare nuovi kilometri di piste ciclabili deve andare di pari passo con la manutenzione dei manti stradali. Ciò che auspichiamo è una rete ciclabile interconnessa per poi passare ad una moderazione del traffico. In molti casi si possono disegnare semplicemente le bike lane a costi molto contenuti ma che possono dare sicurezza ai ciclisti. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Continental su dati Istat, fra il 2008 e il 2015 le ciclabili monzesi sono passate da oltre 26 km a 23, facendo registrare una diminuzione del -13,2%. Dal 2011 al 2016 invece non c’è stato né aumento né decrescita, con un +0% che attesta Monza come 8a provincia della Lombardia (su 12) per kilometri di piste ciclabili. Promuovere la ciclabilità cittadina significa non solo avere una città meno inquinata e più attrattiva dal punto di vista del cicloturismo, ma vuol dire anche più sicurezza stradale. Più circolano ciclisti nelle nostre città, infatti, e più le strade vengono adattate alla ciclabilità, più aumenta il livello di sicurezza stradale. In Olanda, per esempio, nel periodo 1980-2005 è stato registrato un aumento dei ciclisti del 45% a fronte di una riduzione del 58% della mortalità, anche per gli utenti motorizzati (http://www.fiab-onlus.it/bici/images/fiabsafetyinnumbers2017.jpg). Al Comune chiediamo di intervenire secondo le seguenti considerazioni sulle piste: 1 - Via Vittorio Veneto - Gli attraversamenti con le strade che incrocia la ciclabile sono mal fatti e la ciclabile stessa presenta numerose irregolarità del fondo. Collegabile realizzando di nuovo la ciclabile di Via Cervino/Monte Bianco eliminata dalla giunta Mariani. Dovrebbe poi congiungersi con via Sempione e da li con opportuna segnaletica raggiungere la via Cortelonga e il centro storico. Collegherebbe i quartieri di San Fruttuoso e Triante con il centro della città. 2 - ciclabile di viale Lombardia - Manca ancora un collegamento con la ciclabile del Villoresi e con viale Campania. 3 - via Europa - Questo breve spezzone ciclabile non va da nessuna parte: è in mezzo al quartiere ma inizia e finisce nel nulla. Si potrebbe congiungere con Via Cervino attraversando p.zza Giovanni XXIII°. 4 - Viale Campania - Segnaliamo i continui balzelli di alcuni centimetri negli attraversamenti che non consentono una pedalata lineare. Collegabile con via Monte Santo. 5 - Via Monte Santo - Si potrebbe facilmente unire con la ciclabile di via Carnia da una parte e nell'altro senso con viale Campania attraverso via Aquileia. 6 - Ciclabile del Villoresi - Questa ciclabile necessita di una nuova segnaletica orizzontale dal momento che l'originale di 10 anni fa è quasi sparita. Nel tratto a monte, dopo viale Lombardia (direzione Muggiò) presenta numerosi tombini profondi pericolosi che costringono la marcia delle biciclette più al centro della corsia compromettendo l'incrocio con altre biciclette. La corsia è già particolarmente stretta. Manca l’illuminazione nella parte che va da via Buonarroti verso il cimitero, e la pista scompare dopo il ponte su viale delle industrie, che permetterebbe un reale collegamento ciclopedonale per il quartiere Sant'Albino. 7 - Via Buonarroti - Collegabile con il sottopasso di via Rota prolungando la ciclabile dall'incrocio di via Mentana. 8 - Via Foscolo - Presenta numerose buche, segnaletica da rinforzare. 9 - via Tiepolo/Correggio - La ciclabile presenta un andamento a "montagne russe" e viene quindi spesso evitata. Il suo naturale collegamento potrebbe essere con la ciclabile proveniente da Concorezzo da una parte e verso Monza, con la ciclabile di Viale Libertà che supera il sottopasso della ferrovia. Da qui il collegamento con via Vittorio Emanuele attraverso via Lecco. 10 - Via Azzone Visconti - Chiediamo il congiungimento, attraversando in modo corretto largo Mazzini, con una costruenda ciclabile di C.so Milano per raggiungere da Via Borgazzi, la metropolitana di Bettola. 11 - Via Bergamo - Il collegamento auspicabile è in via Canova fino a via Lecco. 12 - Via Turati - La breve ciclabile dovrebbe rappresentare l'ultimo tratto di una ciclabile che supera il cavalcavia di Largo Mazzini e che si dovrebbe collegare con via Mentana alla ciclabile di via Buonarroti/Foscolo. 13 - Via Caduti del Lavoro - Da collegare con via Turati/Via Azzone Visconti attraversando Largo Mazzini senza interruzioni di sorta. 14 - Via Lecco - Termina troppo presto e andrebbe fatta proseguire fino ad intersecare Via Canova per poi proseguire fino a Via Vittorio Emanuele. 15 - Via Regina Margherita/Viale Brianza - Sono da rivedere tutti gli attraversamenti e rifatti con i quadrotti per dare precedenza alle biciclette. 16 - Via C. Battisti - Fondo irregolare. Da rivedere anche qui tutti gli attraversamenti come per via Margherita/Viale Brianza. 17 - Viale Elvezia - Da realizzare il collegamento con la ciclabile della Valassina. 18 - Via Lario - Dopo la realizzazione del centro commerciale Auchan, la ciclabile esistente è stata deviata all'interno dello stesso e per raggiungere Muggiò si deve fare una lunga e scomoda deviazione. Da riprogettare la pista verso Muggiò. 19 - Via Adda - Anche questa ciclabile è fuori da ogni contesto ma si potrebbe collegare alla la ciclabile del cimitero attraverso il quartiere di Sant. Albino e con un attraversamento a raso su viale delle Industrie. 20 - C.so Milano - La ciclabile verso la futura metropolitana di Bettola potrebbe costituire un significativo servizio alla città di Monza. 21 - Viale Romagna - Ciclabile da realizzare per la connessione con il centro da San Fruttuoso/Triante. Per saperne di più: ➤ Le piste ciclabili aumentano ovunque tranne che a Monza https://giornaledimonza.it/cronaca/le-piste-ciclabili-aumentano-ovunque-tranne-che-a-monza/ ➤ Piste ciclabili. Monza -13% in 8 anni, ma in Lombardia aumentano https://www.mbnews.it/2016/12/piste-ciclabili-monza-13-di-in-8-anni-ma-in-lombardia-aumentano / ➤ Safety in numbers - più ciclisti significa più sicurezza http://www.fiab-onlus.it/bici/images/fiabsafetyinnumbers2017.jpg 5. Migliorare la portabilità della bici sui mezzi pubblici Per favorire il cicloturismo e la mobilità a zero emissioni sulle lunghe distanze, è indispensabile per una città come Monza l’intermodalità treno+bici, bus+bici, ecc. Sviluppando e favorendo questa modalità di trasporto pulito inevitabilmente si assisterà ad uno sviluppo del cicloturismo e del pendolarismo su lunga tratta, evitandogli lunghe tratte (interprovinciali) o tratti pericolosi (statali). Chiediamo al Comune e alle autorità competenti di dialogare con le società che gestiscono il trasporto pubblico per un miglior servizio sul trasporto di cicloveicoli sui mezzi pubblici. Per quanto riguarda le stazioni dei treni, sarebbe da esportare in tutte le stazioni della Brianza il sistema a “canaline” presente sulle scale di MONZA FS. La maggior parte dei treni Trenord, però, non presentano spazi appositi dove caricare in sicurezza la propria bicicletta, nonostante la maggiorazione del biglietto dovuta. Per quanto riguarda invece i bus, strutturando il servizio solo in certe fermate, dove le vetture hanno la possibilità di sostare agevolmente, si potrebbe dare la possibilità di caricare le bici sul retro del pullman in appositi porta-bici, per i quali sarà compito degli utenti fornire un sistema di sicurezza adeguato. Lo scarico e il carico dei veicoli sarà permesso solo in fermate adibite di modo da non causare disagi alla viabilità. 6. Rimozione transenne lungo le ciclabili, con eventuale sostituzione con semafori per velocipedi. Rigettiamo la logica urbanistica secondo cui l’auto è un mezzo superiore alla bici. La scelta infatti di installare vere e proprie transenne lungo le ciclabili denota un’attenzione maggiore nei confronti della viabilità automobilistica rispetto a quella ciclistica dolce e sostenibile. Chi va in bici è costretto a rallentare e ad arrestarsi in prossimità di queste barriere, chi va in auto si arresta solo in caso di semaforo rosso. A questo si aggiunga che le bici con carrello, oltre che le carrozzine e le sedie a rotelle fanno fatica a passare attraverso quegli ostacoli. Per una viabilità più inclusiva e adatta alla bici, chiediamo di rimuovere queste transenne ed eventualmente sostituirle con semafori per velocipedi e pedoni. Per saperne di più: ➤ Viabilità, Monza in bici al Comune: «Togliete quelle transenne lungo le ciclabili» - https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/viabilita-monza-in-bici-al-comune-togliete-quelle-tran senne-lungo-le-ciclabil_1296055_11/ 7. Modifica regolamento edilizio per parcheggio bici nei cortili condominiali Nelle rastrelliere o appoggiate al muro, gli inquilini hanno il diritto di parcheggiare il proprio mezzo dentro il cortile condominiale. Non ci si può nascondere dietro la scusa dell’ambito di competenza, perché è una questione di scelta politica. In Italia ci sono molte regioni che hanno legiferato per favorire il parcheggio delle biciclette nei condomini, e Comuni che hanno deciso in autonomia. La regola generale è che siano sempre rispettate le norme di sicurezza, e che le biciclette non diventino una barriera architettonica per i pedoni o i mezzi di soccorso. Esiste però la Legge Regionale n.7 del 30 aprile 2009, che impegna i Comuni a inserire nei regolamenti edilizi da essi approvati norme per la realizzazione di appositi spazi comuni da destinare al deposito delle bici, sia all’interno degli edifici residenziali, sia di quelli destinati ad attività terziarie. Monza al momento non ha adottato queste direttive regionali. Dobbiamo tutelare il cittadino. Chiediamo quindi l'applicazione dei commi 4, 5 e 6 dell'art.6 della già citata Legge Regionale, nell’ottica di una Monza più ciclabile e quindi più sana. Per saperne di più: ➤ Parcheggiare la bici nel cortile è un mio diritto. https://www.wired.it/lifestyle/mobilita/2015/04/08/parcheggiare-bici-nel-cortile-mio-diritto/ 8. Nuove rastrelliere in città dove poter legare la bici in sicurezza In un piano di riqualificazione della città, dove la bici punta ad avere un ruolo sempre più centrale, un altro servizio necessariamente efficiente ed efficace deve essere quello del parcheggio-bici. Premesso che la quantità di furti registrati nelle città non può essere completamente arginato dalle istituzioni e che i cittadini hanno il principale compito di attrezzarsi con sistemi adeguati alle loro necessità, le istituzioni devono fornire delle rastrelliere strutturalmente solide, progettate in modo da permettere di assicurare sia telaio che ruota, posizionate in punti strategici dopo uno studio del traffico cittadino e soprattutto numericamente adeguate alla quantità di utenza. 9. Colonnine per la manutenzione della bici Nell’ottica di una città più vivibile, che promuova l’utilizzo senza preoccupazioni della bici o altri mezzo sostenibili, è doveroso fornire un servizio base per gestire le problematiche comuni a quasi tutti i ciclisti (gomme sgonfie, bulloni allentati, problemi di trasmissione, ecc). Sarebbe pertanto interessare installare delle colonnine multifunzione per la manutenzione delle bici, in cui saranno presenti tutti gli strumenti base per piccoli interventi sui mezzi. Le colonnine potranno poi essere convenzionate con la ciclofficine più vicine, in modo da fornire sul lato della colonnina stessa i recapiti telefonici e gli indirizzi delle officine. Il posizionamento del servizio in punti strategici della città garantirebbe una copertura efficiente nei confronti dei ciclisti che incappano in problemi ordinari e potrebbe essere anche strumento di rilancio della rete delle ciclofficine locali per problemi più complessi. Per saperne di più: ➤ Colonnine a Monaco https://www.facebook.com/groups/seidimonzase.info/permalink/1213975108774024/ 10. Apertura di un tavolo sulla redazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), viste anche le proposte del Coordinamento dei Comitati e Associazioni di Monza, per il miglioramento della sicurezza della mobilità ciclopedonale. Secondo i dati del del rapporto "Città MEZ (Mobilità Emissioni Zero" (2019) di Legambiente e Motus-E, Monza è valutata con un voto di 2/5 nella programmazione di politiche sostenibili (Pum, Pums e altri) contro un 4/5 per Milano. Chiediamo quindi al Comune e alla società partecipata Monza Mobilità di aprire un tavolo di confronto aperto sul PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) includendo i comitati di quartiere, le richieste dei Bilanci Partecipativi, le realtà associative che si occupano di mobilità sostenibile da anni. Testo importante, in quest’ottica, è il Libro bianco 2.0 del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza, in cui sono state redatte, in collaborazione con il Comitato Bastacementi, alcune proposte (elaborabili) per "aumentare la sicurezza della mobilità ciclopedonale a Monza" all’interno del parco di Monza, dei boschetti reali, e del centro storico. Ricordiamo anche che Monza Mobilità ha, come riportato nel decreto 4 agosto 2017 (Ministero dei Trasporti) massimo 24 mesi per adottare il nuovo PUMS dall’entrata in vigore del decreto. Temiamo infatti che le recenti dimissioni dell’amministratore delegato di Monza Mobilità possano ritardare ulteriormente l’adozione del PUMS stesso. Monza infatti, con il suo territorio prevalentemente pianeggiante, e dunque adatto ad uno sviluppo capillare della mobilità sostenibile, ha una necessità estrema di un Piano Urbano che guardi al futuro. Vogliamo una città con maggiore sicurezza stradale per gli utenti della mobilità sostenibile, con una qualità dell’aria nettamente superiore, con una strategia intelligente per ridurre le emissioni. Per saperne di più: ➤ "Città MEZ (Mobilità Emissioni Zero" (2019) di Legambiente e Motus-E https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/Cita_MEZ_report.pdf ➤ "Libro bianco 2.0" (novembre 2018) del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza - proposte per "aumentare la sicurezza della mobilità ciclopedonale a Monza" (da pag.60 a 64) https://onedrive.live.com/?authkey=%21AM5rgNV0bQvbC-A&cid=30013CB724B39D1A&id=300 13CB724B39D1A%21242

Fridays For Future - Monza

 

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