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Spotlight, la censura in Turchia, i film sul giornalismo. Pasquale Barbella commenta ed elenca una filmografia in 60 titoli

 

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Nelle edicole turche è tornato il quotidiano Zaman, chiuso dalle autorità per le sue critiche al governo di Recepp Tayyip Erdoğan. Il quotidiano si è presentato con una linea editoriale filogovernativa. Erdoğan: «Finalmente un giornale che mi piace davvero.» (Kemensky, Slovacchia). Per saperne di più sulla vicenda di Zaman, clicca qui. 

 

Art. 21 della Costituzione italiana: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»

 

Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti: «Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione, o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.»

Quando il cinema confina con l’attualità. Pochi giorni dopo la consacrazione di Spotlight, miglior film del 2015 per le giurie dell’Academy Award, la libertà di stampa subiva in Turchia l’ennesimo affronto da parte del potere politico. Il quotidiano Zaman, colpevole di appoggiare l’opposizione al presidente Erdoğan, è stato sequestrato, commissariato e scaraventato nel recinto dell’informazione filogovernativa. Il 5 marzo, una folla di sostenitori e dipendenti di Zaman è stata dispersa dalla polizia, che non ha esitato a usare i gas lacrimogeni.

Erdoğan è uno che va per le spicce. Non so se la costituzione turca preveda la libertà di opinione e di stampa: la questione è quasi irrilevante, dal momento che si tratta di un lusso troppo spesso tradito anche nei paesi che gli sono esplicitamente favorevoli. Del resto, Il caso Spotlight racconta proprio delle censure che le lobby più potenti (in questo caso la chiesa cattolica statunitense, pesantemente coinvolta in un festival della pedofilia) esercitano sul dovere d’informare e il diritto di conoscere.

 

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Un manifestante mostra una copia di Zaman durante una protesta a Istanbul, il 6 marzo 2016. (Ozan Kose, Afp)

 

Spotlight – come il film che gli è strutturalmente più vicino, Tutti gli uomini del presidente(Alan J. Pakula, 1976) – è un riuscito esempio di cinema civile, ben diretto (Tom McCarthy) e magnificamente interpretato dall’intero cast. Il cinema di Hollywood, che per lunghi anni fu a sua volta tormentato da censure e autocensure (prima, durante e dopo il maccartismo), ha cominciato negli anni settanta a rivendicare il suo spazio di indipendenza fino a diventare una delle voci più critiche d’America sulle porcherie dei servizi segreti, della politica e delle congreghe di ogni tipo.

Naturalmente la libertà di stampa consente anche abusi intollerabili: se tutti hanno il diritto di pubblicare ciò che gli pare, ciò implica che si possono spacciare anche bugie mastodontiche, usare i media per compiacere il pubblico di bocca buona, creare ondate d’opinione a favore o a sfavore di avversari politici o finanziari, perseguire scopi equivoci o comunque estranei alla disinteressata diffusione di verità comprovabili. È una delle contraddizioni più evidenti della democrazia, ma anche una garanzia sine qua non per provare a difendersi dai bulldozer della dittatura. Proprio il cinema, anch’esso un mass medium, ci ricorda l’impeto propagandistico dei suoi cinegiornali all’epoca di Hitler e Mussolini.

 

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Il cast dei redattori in Spotlight. Da sinistra: Michael Keaton, Liev Schreiber, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, John Slattery, Brian D’Arcy James.

 

Dovunque esista uno straccio di libertà, il cinema ha fatto quello che poteva – più della politica, più della sociologia, più della scuola – per divulgare, almeno tra i suoi spettatori abituali, la conoscenza degli aspetti positivi, e anche dei più oscuri, della comunicazione di massa. Ci ha raccontato e ci racconta come funzionano i meccanismi dell’informazione, quali sono i suoi poteri e i suoi limiti, a quali condizioni e in quale misura i media contribuiscono, nel bene e nel male, alla costruzione di una civiltà. Film come Spotlight ci insegnano anche a distinguere il giornalismo rigoroso, razionale, scientificamente supportato da fonti inoppugnabili, dalla dilagante edicola del pressappochismo e della faziosità. Persino il cinema più commerciale, persino il più devoto ai luoghi comuni mostra un notevole interesse – quando si occupa di vicende legate all’informazione – per la deontologia e l’etica editoriale, perché è intorno a questi valori, autentici o solo dichiarati, che si avvolgono tutti i problemi e tutte le opportunità della comunicazione stampata, radiotrasmessa o teletrasmessa.

 

 

Il mondo dell’informazione in 60 film.

 

Questa filmografia non pretende di essere esaustiva. Ma è più che sufficiente per catalogare la varietà dei temi legati, direttamente o indirettamente, alla libertà di stampa e alla sua deontologia professionale. Può essere un punto di partenza per studi e tesi di laurea sull’argomento. Ci sono anche commedie e thriller il cui unico scopo è l’intrattenimento, ma è sempre utile tener conto di come l’industria dello spettacolo consideri le figure professionali del reporter e del fotoreporter, dell’editore, del magnate dell’informazione, del finanziatore di giornali ed emittenti audiovisive, dell’anchorman, etc. Altrettanto interessante è studiare le relazioni tra informazione, politica e spettacolo, un connubio indissolubile quando si passa dai giornali alla televisione.

 

1931, Five Star Final. Regia: Mervyn LeRoy. Sceneggiatura: Byron Morgan, da un dramma teatrale di Louis Weitzenkorn. Fotografia: Sol Polito. Cast: Edward G. Robinson, Marian Marsh, Boris Karloff. USA, Warner Bros. Il responsabile della cronaca cittadina di un giornale scandalistico va contro i propri principii deontologici per riportare alla luce un caso d’omicidio vecchio di vent’anni.

1934, It Happened One Night (Accadde una notte). Regia: Frank Capra. Sceneggiatura: Samuel Hopkins Adams, Robert Riskin. Fotografia: Joseph Walker. Musica: Louis Silvers, Howard Jackson. Cast: Clark Gable, Claudette Colbert, Walter Connolly, Roscoe Karns. USA, Columbia Pictures. Ereditiera ribelle in fuga da casa incappa in un giornalista a caccia di scoop durante la Depressione.

 

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Jean Harlow e Spencer Tracy in La donna del giorno di Jack Conway, 1936.

 

1936, Libeled Lady (La donna del giorno). Regia: Jack Conway. Sceneggiatura: Maurine Dallas Watkins, Howard Emmett Rogers, George Oppenheimer. Fotografia: Norbert Brodine. Musica: William Axt. Cast: Jean Harlow, William Powell, Myrna Loy, Spencer Tracy, Walter Connolly. USA, Metro-Goldwyn-Mayer. Ereditiera querela un giornale che le ha attribuito una falsa relazione extraconiugale. Il direttore editoriale coinvolge uno dei suoi giornalisti in una cospirazione contro di lei.

1940, Foreign Correspondent (Il prigioniero di Amsterdam). Regia: Alfred Hitchcock. Sceneggiatura: Charles Bennett, Joan Harrison, James Hilton, Robert Benchley, Ben Hecht. Fotografia: Rudolph Maté. Musica: Alfred Newman. Cast: Joel McCrea, Laraine Day, Herbert Marshall, George Sanders, Edmund Gwenn. USA, Walter Wanger Productions/United Artists. Giornalista americano inviato in Europa come corrispondente di guerra scopre un criminale complotto spionistico.

1940, His Girl Friday (La signora del venerdì). Regia: Howard Hawks. Sceneggiatura: Charles Lederer, dalla commedia The front page di Ben Hecht e Charles MacArthur. Fotografia: Joseph Walker. Musica: Sidney Cutner, Felix Mills. Cast: Cary Grant, Rosalind Russell, Ralph Bellamy, Gene Lockhart. USA, Columbia Pictures. Una giornalista di successo intende sposarsi e abbandonare la professione, ma il direttore del giornale tenta il tutto per tutto per non farla andar via.

1941, Citizen Kane (Quarto potere). Regia: Orson Welles. Sceneggiatura: Orson Welles, Herman J. Mankiewicz. Fotografia: Gregg Toland. Musica: Bernard Herrmann. Cast: Orson Welles, Joseph Cotten, Dorothy Comingore, Agnes Moorehead, Ruth Warrick. USA, RKO Radio Pictures. La vita e la personalità di un tycoon dell’editoria ricostruite sotto forma d’inchiesta attraverso una serie di flashback. Il magnate Hearst si riconobbe nel ritratto e andò fuori dai gangheri.

1942, Somewhere I’ll Find You (Incontro a Bataan). Regia: Wesley Ruggles. Sceneggiatura: Marguerite Roberts, Charles Hoffman, Walter Reisch. Fotografia: Harold Rosson. Musica: Bronislau Kaper. Cast: Clark Gable, Lana Turner, Robert Sterling. USA, Metro-Goldwyn-Mayer. Seconda guerra mondiale. Due fratelli, corrispondenti di guerra, s’incontrano nelle Filippine con la collega di cui sono entrambi innamorati. Uno dei due perderà la vita durante l’attacco giapponese a Bataan.

1948, Call Northside 777 (Chiamate Nord 777). Regia: Henry Hathaway. Sceneggiatura: Jerome Cady, Jay Dratler, Leonard Hoffman, Quentin Reynolds. Fotografia: Joseph MacDonald. Musica: Alfred Newman. Cast: James Stewart, Richard Conte, Lee J. Cobb, Helen Walker. USA, 20th Century Fox. Un reporter di Chicago riesuma un delitto di vent’anni prima per il quale è stato condannato un innocente. La sua indagine sarà ostacolata con ogni mezzo dalle istituzioni.

1951, Ace in the Hole (L’asso nella manica). Regia: Billy Wilder. Sceneggiatura: Billy Wilder, Lesser Samuels, Walter Newman. Fotografia: Charles Lang Jr. Musica: Hugo Friedhofer. Cast: Kirk Douglas, Jan Sterling, Porter Hall. USA, Paramount Pictures. Un giornalista col pelo sullo stomaco sfrutta in modo vergognoso il lungo dramma di un uomo rimasto intrappolato sotto una frana.

 

Annex   Bogart, Humphrey

Kim Hunter e Humphrey Bogart in L’ultima minaccia di Richard Brooks, 1952.

 

1952, Deadline - U.S.A. (L’ultima minaccia). Regia: Richard Brooks. Sceneggiatura: Richard Brooks. Fotografia: Milton R. Krasner. Musica: Cyril J. Mockridge, Sol Kaplan. Cast: Humphrey Bogart, Ethel Barrymore, Kim Hunter, Ed Begley. USA, 20th Century Fox. Il direttore di un giornale si oppone alla cessione del quotidiano dopo la morte dell’editore per portare a termine una campagna contro un’organizzazione criminale.

1952, Scandal Sheet (Ultime della notte). Regia: Phil Karlson. Sceneggiatura: Ted Sherdeman, Eugene Ling, James Poe, Samuel Fuller. Fotografia: Burnett Guffey. Musica: George Duning. Cast: Broderick Crawford, Donna Reed, John Derek, Rosemary DeCamp. USA, Columbia Pictures. Redattore-capo d’un giornale di cronaca nera commette un delitto, ma sarà smascherato proprio da uno dei suoi giornalisti. 

1957, A Face in the Crowd (Un volto nella folla). Regia: Elia Kazan. Sceneggiatura: Budd Schulberg. Fotografia: Harry Stradling Sr., Gayne Rescher. Musica: Tom Glazer. Cast: Andy Griffith, Patricia Neal, Anthony Franciosa, Walter Matthau, Lee Remick. USA, Warner Bros. Una giornalista trasforma un folk singer sconosciuto in un idolo nazionale, senza rendersi conto di aver creato un mostro. 

1957, Sweet Smell of Success (Piombo rovente). Regia: Alexander Mackendrick. Sceneggiatura: Clifford Odets, Ernest Lehman. Fotografia: James Wong Howe. Musica: Elmer Bernstein. Cast: Burt Lancaster, Tony Curtis, Susan Harrison, Martin Milner. USA, United Artists. Un potente giornalista di New York fa di tutto per rovinare la reputazione e la carriera di un jazzista, allo scopo di impedirgli di diventare suo cognato.

1960, La dolce vita. Regia: Federico Fellini. Sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli, Ennio Flaiano, Brunello Rondi. Fotografia: Otello Martelli. Musica: Nino Rota. Cast: Marcello Mastroianni, Anouk Aimée, Anita Ekberg, Magali Noël, Alain Cuny, Yvonne Fourneaux, Nadia Gray, Annibale Ninchi, Lex Barker. Italia/Francia, Cineriz. Peregrinazioni romane di un cronista mondano e di uno stuolo di paparazzi a caccia di gossip.

 

Sbatti il mostro in prima pagina 

 

1972, Sbatti il mostro in prima pagina. Regia: Marco Bellocchio. Sceneggiatura: Sergio Donati, Goffredo Fofi. Fotografia: Luigi Kuweiller, Enrico Menczer. Musica: Ennio Morricone, Nicola Piovani. Cast: Gian Maria Volonté, Fabio Garriba, Carla Tatò, Jacques Herlin, Laura Betti. Italia-Francia, Euro International Films. Partendo da un caso di cronaca nera, il film mette in evidenza i legami fra stampa, politica e forze dell’ordine. Racconta come un giornale possa manipolare l’opinione pubblica, e lo svolgersi delle stesse vicende, per indurre una precisa reazione nell’elettorato.

1974, The Front Page (Prima pagina). Regia: Billy Wilder. Sceneggiatura: Billy Wilder, I.A.L. Diamond, dalla commedia di Ben Hecht e Charles MacArthur. Fotografia: Jordan Cronenweth. Cast: Jack Lemmon, Walter Matthau, Susan Sarandon, Vincent Gardenia. USA, Universal Pictures. Buffa coppia di giornalisti alle prese con una vicenda di corruzione e razzismo.

 

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Dustin Hoffman e Robert Redford in Tutti gli uomini del presidente di Alan J. Pakula, 1976.

 

1976, All the President’s Men (Tutti gli uomini del presidente). Regia: Alan J. Pakula. Sceneggiatura: William Goldman, da Carl Bernstein e Bob Woodward. Fotografia: Gordon Willis. Musica: David Shire. Cast: Dustin Hoffman, Robert Redford, Jack Warden, Martin Balsam, Hal Holbrook, Jason Robards. USA, Warner Bros. Ricostruzione dell’indagine dei due giornalisti del Washington Post che portarono alla luce lo scandalo Watergate, causando l’impeachment del presidente Nixon e le sue dimissioni.

1976, Network (Quinto potere). Regia: Sidney Lumet. Sceneggiatura: Paddy Chayefsky. Fotografia: Owen Roizman. Musica: Elliott Lawrence. Cast: Faye Dunaway, William Holden, Peter Finch, Robert Duvall, Ned Beatty. USA, United Artists. Commentatore televisivo licenziato per calo di audience preannuncia il proprio suicidio in diretta. Intorno al caso si scatena un feroce sfruttamento mediatico.

1976, Signore e signori, buonanotte. Regia: Luigi Comencini, Nanni Loy, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ettore Scola. Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Agenore Incrocci, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Ugo Pirro, Furio Scarpelli, Ettore Scola. Fotografia: Claudio Ragona. Musica: Lucio Dalla, Giuseppe Mazzucca, Nicola Samale, Antonello Venditti. Cast: Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio, Senta Berger, Adolfo Celi. Italia-Francia, Titanus. Satira politica e di costume di un’immaginaria giornata televisiva, con spot, inchieste, sceneggiati e tg.

1981, Absence of Malice (Diritto di cronaca). Regia: Sydney Pollack. Sceneggiatura: Kurt Luedtke. Fotografia: Owen Roizman. Musica: Dave Grusin. Cast: Paul Newman, Sally Field, Bob Balaban, Melinda Dillon. USA, Columbia Pictures. Una giovane reporter viene strumentalizzata da un procuratore distrettuale e indotta a mettere in cattiva luce il presunto responsabile di un omicidio, nei confronti del quale non esistono né prove né indizi di colpevolezza.

1981, Die Fälschung (L’inganno). Regia: Volker Schlöndorff. Sceneggiatura: Volker Schlöndorff, Jean-Claude Carrière, Margarethe von Trotta, Kai Hermann, da un romanzo di Nicolas Born. Fotografia: Igor Luther. Musica: Maurice Jarre. Cast: Bruno Ganz, Hanna Schygulla, Jerzy Skolimowski. Germania-Francia, Argos Films, Artémis Productions. Giornalista tedesco in crisi con la moglie parte per un reportage sulla guerra nel Libano. Tra violenze, morte e speculazioni giornalistiche, si ritrova più disgustato che mai.

 1982, The Year of Living Dangerously (Un anno vissuto pericolosamente). Regia: Peter Weir. Sceneggiatura: C.J. Koch, Peter Weir, David Williamson. Fotografia: Russell Boyd. Musica: Maurice Jarre. Cast: Mel Gibson, Sigourney Weaver, Linda Hunt, Michael Murphy. Australia-USA, Metro-Goldwyn-Mayer. Amicizia, amore e tragedia nell’Indonesia di Sukarno durante i sanguinosi eventi del 1965. Un reporter australiano e un cineoperatore locale pagano di persona il loro impegno professionale e civile.

1983, Under Fire (Sotto tiro). Regia: Roger Spottiswoode. Sceneggiatura: Clayton Frohman, Ron Shelton. Fotografia: John Alcott. Musica: Jerry Goldsmith. Cast: Nick Nolte, Ed Harris, Gene Hackman, Joanna Cassidy. USA, Lions Gate Films. Un cinico fotografo americano, in Nicaragua per la guerra civile, si lega sentimentalmente con una collega, e insieme affrontano l’inferno della guerriglia. Ma a un certo punto il fotografo è costretto a fare una scelta di campo e lascia la macchina fotografica per imbracciare il fucile, pur considerando colpevoli tutte le parti impegnate nella guerra. 

1986, Defence of the Realm (Dossier confidenziale). Regia: David Drury. Sceneggiatura: Martin Stellman. Fotografia: Roger Deakins. Musica: Richard Harvey. Cast: Gabriel Byrne, Greta Scacchi, Denholm Elliott, Ian Bannen. Regno Unito, Rank Organisation. Giornalista svelto e spregiudicato crede di aver realizzato il sogno di ogni cronista: lo scoop col quale incastrare un importante esponente politico. Ma scopre di essere stato usato.

 

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1986, Salvador. Regia: Oliver Stone. Sceneggiatura: Oliver Stone, Rick Boyle. Fotografia: Robert Richardson. Musica: Georges Delerue. Cast: James Woods, James Belushi, Michael Murphy, John Savage. Regno Unito-USA, Hemdale Film. 1980. Un reporter di guerra statunitense va in Salvador dove infuria la guerra civile. Interessato solo a raddrizzare la carriera in declino, dovrà a poco a poco superare il proprio cinismo e la propria indifferenza.

1987, Broadcast News (Dentro la notizia). Regia: James L. Brooks. Sceneggiatura: James L. Brooks. Fotografia: Michael Ballhaus. Musica: Bill Conti. Cast: William Hurt, Albert Brooks, Holly Hunter, Jack Nicholson. USA, 20th Century Fox. Relazioni professionali e sentimentali fra tre operatori di un’emittente tv.

 

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Kevin Kline e Denzel Washington nei panni del giornalista Donald Woods e dell’attivista sudafricano Biko in Grido di libertà di Richard Attenborough, 1987.

 

1987, Cry Freedom (Grido di libertà). Regia: Richard Attenborough. Sceneggiatura: John Briley, da due libri di Donald Woods. Fotografia: Ronnie Taylor. Musica: George Fenton, Jonas Gwangwa. Cast: Kevin Kline, Penelope Wilton, Denzel Washington. Regno Unito, Universal Pictures, Marble Arch Productions. Apartheid in Sudafrica, anni settanta. Amicizia e lotta comune tra il giornalista bianco Donald Woods e l’attivista nero Steve Biko, che morirà nel 1977 in seguito alle atroci torture subite in carcere.

1987, Radio Days. Regia: Woody Allen. Sceneggiatura: Woody Allen. Fotografia: Carlo Di Palma. Musica: Dick Hyman (supervisione). Cast: Mia Farrow, Seth Green, Julie Kavner, Josh Mostel, Michael Tucker, Dianne Wiest. USA, Orion Pictures. Woody Allen rievoca gli anni d’oro della radio e della sua enorme influenza sulle idee e sui comportamenti delle persone.

1988, Talk Radio. Regia: Oliver Stone. Sceneggiatura: Eric Bogosian, Oliver Stone (da Stephen Singular). Fotografia: Robert Richardson. Musica: Stewart Copeland. Cast: Eric Bogosian, Ellen Greene, Alec Baldwin. USA-Canada, Universal Pictures. Ascesa e caduta di un opinionista radiofonico che si batte per le minoranze ma poi è costretto a tradirle cedendo alle minacce di razzisti e neonazisti.

1990, Tre colonne in cronaca. Regia: Carlo Vanzina. Sceneggiatura: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, dal romanzo di Corrado Augias e Daniela Pasti. Fotografia: Luigi Kuweiller. Musica: Ennio Morricone. Cast: Gian Maria Volonté, Massimo Dapporto, Sergio Castellitto. Italia, Cecchi Gori Group. Terrorista arabo riceve l’incarico di uccidere un agente di borsa. Il misfatto innesca una serie di ricatti e sotterfugi con cui i poteri forti che gravitano intorno a un quotidiano cercano di ottenere la supremazia.

1992, Hero (Eroe per caso). Regia: Stephen Frears. Sceneggiatura: David Webb Peoples. Fotografia: Oliver Stapleton. Musica: George Fenton. Cast: Dustin Hoffman, Geena Davis, Andy Garcia, Joan Cusack. USA, Columbia Pictures. Un ladro salva i sopravvissuti di un incidente aereo, tra cui una reporter della tv, alla quale ruba il portafoglio prima di abbandonare la scena. La giornalista fa del misterioso salvatore un eroe nazionale, gratificando però un impostore, mentre il vero “angelo” è in galera.

1994, Quiz Show. Regia: Robert Redford. Sceneggiatura: Paul Attanasio, da un libro di Richard N. Goodwin. Fotografia: Michael Ballhaus. Musica: Mark Isham. Cast: John Turturro, Rob Morrow, Ralph Fiennes, Paul Scofield. USA, Buena Vista Pictures. Vi si narra lo scandalo che alla fine degli anni cinquanta svelò, all’opinione pubblica statunitense, che il più popolare quiz televisivo dell’epoca era truccato.

1994, The Paper (Cronisti d’assalto). Regia: Ron Howard. Sceneggiatura: David Koepp, Stephen Koepp. Fotografia: John Seale. Musica: Randy Newman. Cast: Michael Keaton, Glenn Close, Marisa Tomei, Randy Quaid, Robert Duvall. USA, Universal Pictures. La nostra vita può cambiare nel giro di ventiquattr’ore. Se ne accorgono i giornalisti di un quotidiano, coinvolti anche personalmente negli eventi di cui devono occuparsi, in incalzante competizione reciproca.

1995, To Die for (Da morire). Regia: Gus Van Sant. Sceneggiatura: Buck Henry, da un libro di Joyce Maynard. Fotografia: Eric Alan Edwards. Musica: Danny Elfman. Cast: Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix, Casey Affleck. USA-Regno Unito, Columbia Pictures. Una bella ragazza, decisa a sfondare con ogni mezzo in televisione, non esita a macchiarsi d’infamia pur di raggiungere il suo scopo.

1997, Welcome to Sarajevo (Benvenuti a Sarajevo). Regia: Michael Winterbottom. Sceneggiatura: Frank Cottrell Boyce, dal libro di Michael Nicholson. Fotografia: Daf Hobson. Musica: Adrian Johnston. Cast: Stephen Dillane, Woody Harrelson, Marisa Tomei. Regno Unito-USA, Miramax. Il film racconta dell’assedio di Sarajevo durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina nel 1992, dal punto di vista di una troupe tv britannica.

1998, The Truman Show. Regia: Peter Weir. Sceneggiatura: Andrew Niccol. Fotografia: Peter Biziou. Musica: Burkhard von Dallwitz. Cast: Jim Carrey, Laura Linney, Noah Emmerich, Natascha McElhone. USA, Paramount Pictures. Ripreso fin dalla nascita in un reality show, un uomo-cavia continua per trent’anni a esserne il protagonista a propria insaputa, scambiando per mondo reale il set televisivo di cui è prigioniero.

1999, The Insider (Insider - Dietro la verità). Regia: Michael Mann. Sceneggiatura: Eric Roth, Michael Mann. Fotografia: Dante Spinotti. Musica: Pieter Bourke, Lisa Gerrard. Cast: Al Pacino, Russell Crowe, Christopher Plummer, Diane Venora. USA, Touchstone. Un cronista televisivo combatte al fianco di un testimone (ex dirigente di un’industria del tabacco) per denunciare le menzogne sulla composizione chimica delle sigarette. Sarà una lotta dura, avversata dalle multinazionali del tabacco e dall’autocensura dei mezzi d’informazione. 

1999, True Crime (Fino a prova contraria). Regia: Clint Eastwood. Sceneggiatura: Larry Gross, Paul Brickman, Stephen Schiff, da un romanzo di Andrew Klavan. Fotografia: Jack N. Green. Musica: Lennie Niehaus. Cast: Clint Eastwood, Isaiah Washington, LisaGay Hamilton, James Woods, Diane Venora. USA, Warner Bros. Rovinato dall’alcol, un giornalista fallito si riscatta e vince il Pulitzer per aver salvato un innocente dalla sedia elettrica.

2003, Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni. Regia: Ferdinando Vicentini Orgnani. Sceneggiatura: Marcello Fois, Ferdinando Vicentini Orgnani. Fotografia: Giovanni Cavallini. Musica: Paolo Fresu. Cast: Giovanna Mezzogiorno, Rade Serbedzija, Amanda Plummer. Italia, Emme Produzioni. L’ultimo mese di vita di Ilaria Alpi, giornalista Rai, e del suo operatore di ripresa Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994.

2003, Shattered Glass (L’inventore di favole). Regia: Billy Ray. Sceneggiatura: Billy Ray, da un articolo di Buzz Bissinger. Fotografia: Mandy Walker. Musica: Mychael Danna. Cast: Hayden Christensen, Peter Sarsgaard, Chloë Sevigny, Rosario Dawson. USA-Canada, Lions Gate Films. Rapida ascesa di un giornalista che non esita a fabbricare falsi scandali per la sua smodata sete di successo.

 

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2003, Veronica Guerin (Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio). Regia: Joel Schumacher. Sceneggiatura: Carol Doyle, Mary Agnes Donoghue. Fotografia: Brendan Galvin. Musica: Harry Gregson-Williams. Cast: Cate Blanchett, Colin Farrell, Ciarán Hinds, Brenda Fricker. Irlanda-Regno Unito-USA, Touchstone. Biopic su Veronica Guerin, coraggiosa giornalista irlandese decisa a smascherare i boss della droga resistendo alle peggiori minacce.

 

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2005, Good Night, and Good Luck. Regia: George Clooney. Sceneggiatura: George Clooney, Grant Heslov. Fotografia: Robert Elswit. Musica: Jim Papoulis. Cast: David Strathairn, Patricia Clarkson, George Clooney, Jeff Daniels, Robert Downey Jr., Frank Langella. USA-Francia-Regno Unito-Giappone, Warner Independent Pictures. La storia vera del giornalista statunitense Edward R. Murrow, anchorman della CBS, figura storica della lotta al maccartismo.

2006, The Devil Wears Prada (Il diavolo veste Prada). Regia: David Frankel. Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna. Fotografia: Florian Ballhaus. Musica: Theodore Shapiro. Cast: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, USA-Francia, 20th Century Fox. Come funziona una influente rivista di moda. Con Streep nel ruolo della sofisticata e nevrotica direttrice e Hathaway in quello della stagista ingenua e inelegante, ma in rapida mutazione.

2007, La giusta distanza. Regia: Carlo Mazzacurati. Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti. Fotografia: Luca Bigazzi. Musica: Tin Hat Trio. Cast: Giovanni Capovilla, Valentina Lodovini, Ahmed Hafiene, Giuseppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio. Italia, Fandango, Rai Cinema, Ministero dei Beni Culturali. Giornalista alle prime armi in un paesino del Veneto smonta l’accusa di omicidio a carico di un immigrato e inchioda l’assassino italiano, rendendosi sgradito alla comunità.

2007, Perfect Stranger. Regia: James Foley. Sceneggiatura: Todd Komarnicki, da un soggetto di Jon Bokenkamp. Fotografia: Anastas N. Michos. Musica: Antonio Pinto. Cast: Halle Berry, Bruce Willis, Giovanni Ribisi. USA, Columbia Pictures. Una giornalista che indaga sulla morte di un’amica si fa assumere come stagista in un’agenzia di pubblicità per stringere alle corde l’uomo che ritiene responsabile del delitto.

2008, Frost/Nixon (Frost/Nixon - Il duello). Regia: Ron Howard. Sceneggiatura: Peter Morgan. Fotografia: Salvatore Totino. Musica: Hans Zimmer. Cast: Frank Langella, Michael Sheen, Sam Rockwell, Kevin Bacon. USA-Regno Unito-Francia, Universal Pictures. Adattamento cinematografico delle vere interviste a Nixon registrate nel 1977 dal giornalista britannico David Frost e dell’omonimo dramma teatrale scritto da Peter Morgan.

2008, Nothing but the Truth (Una sola verità). Regia: Rod Lurie. Sceneggiatura: Rod Lurie. Fotografia: Alik Sakharov. Musica: Larry Groupé. Cast: Kate Beckinsale, Matt Dillon, Angela Bassett, Alan Alda, Vera Farmiga. USA, Yari Film Group. Esiste davvero la libertà di stampa? Una giornalista passa i guai per uno scoop su un agente della Cia.

2009, State of Play. Regia: Kevin Macdonald. Sceneggiatura: Matthew Michael Carnahan, Tony Gilroy, Billy Ray. Fotografia: Rodrigo Prieto. Musica: Alex Heffes. Cast: Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Robin Wright, Jeff Daniels. USA-Regno Unito-Francia, Universal Pictures. Un giornalista investiga su una serie di delitti che coinvolgono anche il mondo politico.

 2009, The Soloist (Il solista). Regia: Joe Wright. Sceneggiatura: Susannah Grant, da un libro di Steve Lopez. Fotografia: Seamus McGarvey. Musica: Dario Marianelli. Cast: Jamie Foxx, Robert Downey Jr., Catherine Keener. Regno Unito-Francia-USA, DreamWorks. Un musicista di talento affetto da schizofrenia finisce sulla strada a chiedere l’elemosina suonando il violino. Lo strano homeless incuriosisce un giornalista del Los Angeles Time, che si dà da fare per proteggerlo e riportarlo in auge.

2009, Videocracy (Videocracy - Basta apparire). Regia: Erik Gandini. Sceneggiatura: Erik Gandini. Fotografia: Manuel Alberto Claro, Lukas Eisenhauer. Musica: Krister Linder, Johan Söderberg, David Österberg. Documentario. Svezia-Danimarca-Finlandia-Regno Unito, Atmo Media Network, Zentropa Entertainments, Sveriges Television. Documentario sul berlusconismo e sul ruolo giocato dalla televisione per rincoglionire gli italiani. Il regista è italiano ma vive in Svezia; c’è da chiedersi se sarebbe mai riuscito a realizzare Videocracy in Italia.

2010, The King’s Speech (Il discorso del re). Regia: Tom Hooper. Sceneggiatura: David Seidler. Fotografia: Danny Cohen. Musica: Alexandre Desplat. Cast: Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Derek Jacobi. Regno Unito-USA-Australia, The Weinstein Company. Amareggiato dalla balbuzie, Giorgio VI ha il difficile compito di governare il Regno Unito mentre scoppia la seconda guerra mondiale e la radio è il mezzo principale per rivolgersi alla nazione. Il suo logopedista farà miracoli. 

2010, The Social Network. Regia: David Fincher. Sceneggiatura: Aaron Sorkin, dal libroThe Accidental Billionaires di Ben Mezrich. Fotografia: Jeff Cronenweth. Musica: Trent Reznor, Atticus Ross. Cast: Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Bryan Barter. USA, Columbia Pictures. Il film è imperniato sui primi e tumultuosi anni di Facebook, dalla sua fondazione nel 2004 fino alle cause indette contro Zuckerberg dai partner che ha tradito.

2012, Reality. Regia: Matteo Garrone. Sceneggiatura: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Ugo Chiti, Maurizio Braucci. Fotografia: Marco Onorato. Musica: Alexandre Desplat. Cast: Aniello Arena, Loredana Simioli, Nando Paone. Italia-Francia, produzione Domenico Procacci. Un pescivendolo fermamente determinato a diventare uno dei protagonisti de Il grande fratello impazzisce per non esserci riuscito.

2012, The Company You Keep (La regola del silenzio - The Company You Keep). Regia: Robert Redford. Sceneggiatura: Lem Dobbs, dal romanzo di Neil Gordon. Fotografia: Adriano Goldman. Musica: Cliff Martinez. Cast: Robert Redford, Shia LaBeouf, Julie Christie, Susan Sarandon, Nick Nolte, Terrence Howard, Stanley Tucci, Richard Jenkins. USA-Canada, Sony Pictures Classics. Duello psicologico fra un giovane giornalista d’assalto e un avvocato che ha fatto parte, in gioventù, di un’organizzazione di estrema sinistra. L’Fbi ci mette lo zampino.

2013, Philomena. Regia: Stephen Frears. Sceneggiatura: Steve Coogan, Jeff Pope, da un libro di Martin Sixsmith. Fotografia: Robbie Ryan. Musica: Alexandre Desplat. Cast: Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark. Regno Unito-USA-Francia, BBC Films. Una donna irlandese viene costretta ad abbandonare suo figlio dopo averlo partorito in un convento. Cinquant’anni dopo si mette alla ricerca del figlio, con l’aiuto di un giornalista. 

2013, The Fifth Estate (Il quinto potere). Regia: Bill Condon. Sceneggiatura: Josh Singer. Fotografia: Tobias A. Schliesser. Musica: Carter Burwell. Cast: Benedict Cumberbatch, Daniel Brühl, Clarice Van Houten, Laura Linney, Stanley Tucci, David Thewlis, Dan Stevens. USA-India-Belgio, DreamWorks. Il film si snoda intorno alla vicenda del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, e del suo collega Daniel Dormscheit-Berg, creatori di una piattaforma per divulgare in forma anonima documenti istituzionali top secret.

2014, Nightcrawler (Lo sciacallo - Nightcrawler). Regia: Dan Gilroy. Sceneggiatura: Dan Gilroy. Fotografia: Robert Elswit. Musica: James Newton Howard. Cast: Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton. USA, Bold Films. Un cameraman psicopatico e una giornalista televisiva priva di scrupoli sfruttano senza ritegno incidenti mortali e cronaca nera per fare audience e soldi a palate.

 

rosewater xlg 

 

2014, Rosewater. Regia: Jon Stewart. Sceneggiatura: Jon Stewart, da un libro di Maziar Bahari e Aimee Molloy. Fotografia: Bobby Bukowski. Musica: Howard Shore. Cast: Gael García Bernal, Kim Bodnia, Dimitri Leonidas. USA, International Traders. Il film si basa sul libro di Maziar Bahari Then They Came for Me («E poi vennero per me»), scritto con Aimee Molloy, in cui il giornalista canadese-iraniano racconta i suoi 118 giorni di prigionia e tortura nel 2009, dopo le proteste post-elettorali in Iran.

2015, Spotlight (Il caso Spotlight). Regia: Tom McCarthy. Sceneggiatura: Tom McCarthy, Josh Singer. Fotografia: Masanobu Takayanagi. Musica: Howard Shore. Cast: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery, Brian D’Arcy James, Stanley Tucci, Elena Wohl, Billy Crudup. USA-Canada, BIM Distribuzione. Un gruppo di giornalisti del Boston Globe indaga – fra mille ostacoli istituzionali – sul macrofenomeno della pedofilia dei preti cattolici negli Stati Uniti, e sulle responsabilità degli alti prelati che per anni hanno occultato i fatti.

 

truth cate blanchett bruce greenwood 

Robert Redford, Cate Blanchett e Bruce Greenwood in Truth – Il prezzo della verità di James Vanderbilt, 2015.

 

2015, Truth (Truth - Il prezzo della verità). Regia: James Vanderbilt. Sceneggiatura: James Vanderbilt, da un libro di Mary Mapes. Fotografia: Mandy Walker. Musica: Brian Tyler. Cast: Cate Blanchett, Robert Redford, Topher Grace, Dennis Quaid. Australia-USA, Sony Pictures Classics. Ricostruzione drammatica dell’inchiesta CBS 2004 su come George W. Bush, presidente degli Stati Uniti, era riuscito a evitare l’arruolamento nella guerra del Vietnam, grazie ai poteri del padre.

 

 

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Pasquale Barbella
Author: Pasquale Barbella
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