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Chiusa la stagione poetica organizzata da Millegru con un’audiointervista al poeta francese Yves Bonnefoy e le letture dei poeti antologizzati in “Mappa Giovane”

Il luogo come esperienza di vita contrapposto allo spazio in cui agiscono i corpi inerti. Leopardi padre della letteratura europea al fianco di Baudelaire e Rimbaud (e se lo dice un francese sarà vero). L’arte poetica come recupero del senso delle parole e non solo dei significati e dei concetti di cui sono rivestite normalmente. Sono solo alcuni spunti delle due ore di intervista che il giovane poeta Jacopo Galimberti ha ottenuto dallo scrittore francese Yves Bonnefoy, uno dei più grandi intellettuali viventi. L’audio dell’intero colloquio andrà ad arricchire i materiali del CReO, il Centro Ricerca e Osservatorio inaugurato da PoesiaPresente il 23 maggio scorso. Ieri sera, alla Biblioteca di Lissone, il pubblico ha potuto ascoltarne alcuni minuti. La brillante recitazione di Dome Bulfaro forniva la traduzione in italiano delle risposte.

Da un grande autore francese si è poi passati ad una grande traduttrice dal francese, Marica Larocchi, già ospite di PoesiaPresente nella serata in cui introdusse Jean Flaminien, altro illustre poeta transalpino. Stavolta, però, la scrittrice ha letto un proprio poemetto, intitolato “Le api di Aristeo”. Una riscrittura del mito che racconta del figlio di Apollo, riletto come metafora della ricerca personale condotta dall’autrice, ma in fondo comune a tutto il genere umano, per ritrovare il proprio rapporto con la parola.

Da ultimo, spazio alla lettura di brani da parte di alcuni dei giovani poeti antologizzati nella raccolta “Mappa Giovane”: Marco Bin, Adriano D’Aloia, Jacopo Galimberti, Luca Maino, Silvia Monti. I loro versi hanno sancito la fine della terza stagione di PoesiaPresente. Il direttore artistico Dome Bulfaro ha elogiato l’operato della presidentessa di Millegru Simona Cesana, «senza la quale non ci sarebbe mai stata PoesiaPresente». I buoni risultati ottenuti in questo triennio dalla rassegna costituiscono certamente un patrimonio da amministrare orgogliosamente, ma anche una grande responsabilità verso il proprio pubblico. Staremo a vedere. Di certo c’è solo che, in tempi di nuova provincia, si fanno molti ariosi discorsi sul potenziamento dell’offerta culturale del territorio. È bello vedere invece qualcuno che si è occupato dei fatti.

Gli autori di Vorrei
Simone Camassa
Simone Camassa

Nato a Brindisi il 7 maggio del 1985. Insegnante di Italiano, Storia e Geografia nella scuola pubblica, si è laureato in Lettere, in Culture e Linguaggi per la Comunicazione e in Lettere Moderne, sempre all'Università degli studi di Milano. Suona la chitarra elettrica (ha militato in due gruppi rock, LUST WAVE e BLACK MAMBA) e scrive poesie.

Appassionato di sport, ha praticato il nuoto a livello agonistico fino ai diciotto anni, per un anno ha anche giocato a pallacanestro. Di recente, è tornato al cloro.
È innamorato della letteratura in tutti i suoi aspetti, dalla poesia fino al fumetto supereroistico statunitense. Sogna di realizzare un supercolossal hollywoodiano della Divina Commedia, ovviamente in forma di trilogia e abbondando con gli effetti speciali.

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