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Arte. “The Visitors” all’Hangar Bicocca; un mito contemporaneo che canta verità.

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ella settimana in cui Milano e Torino parlano di musica, nello spazio espositivo dell’Hangar Bicocca i curatori Andrea Lissoni e Heike Munder ci propongono un’opera che più pertinente non si può.

L’artefice è Ragnar Kjartasson, un artista trentasettenne, islandese, cresciuto in una colta famiglia di attori e muscisti, che ormai da anni compare in occasioni di prestigio sul panorama dell’art system internazionale. L’installazione proposta è un esempio di arte scomoda da classificare; molto di più di semplici video, oltre alla performance, appare piuttosto come un’arte totale, o un happening come quelli che avvenivano a New York negli anni Sessanta, di certo non casuale. Qui lo spettatore diventa parte attiva, avvolto nel buio e circondato da schermi musicanti, che straniano, incantano, e con un attimo di attesa - quando si smette di pretendere chiarezza - veicolano verità.

 

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Otto stanze più la ripresa dell’esterno di una storica e decadente dimora americana - la Rockeby Farm - s’illuminano su ampi teloni, ripetendo ciclicamente un messaggio esistenziale. Si risulta ipnotizzati dalla melodia di Feminine Ways, canzone composta dall’ex moglie dell’artista e qui singolarmente interpretata da un gruppo di amici — famosi musicisti — attraverso i loro strumenti prediletti. In chi osserva, l’umana curiosità verso tutto si scontra con la fisica condizione di un percorso a tu per tu. Vale la pena sedersi. Le voci divengono un coro; non si è soli. Microcosmi in connessione. Che senso ha tutto questo? Bella domanda. Nel mistero siamo tutti uguali. Un po' persi, buffi, riconosciamo i valori dell’intimità, della dedizione ed infine della condivisione. In fondo, non ci resta che far festa, incamminandoci allegramente verso la natura, fuori.

Una sensibilità davvero spiazzante; tutti visitatori nel mondo dell’artista, che travestito da hipster, con una lunga barba ed uno studiatissimo aspetto trasandato d’altri tempi, riesce a zittire e commuovere anche i modaioli milanesi. Aedo Ragnar. Se non fosse per quell’impronunciabile nome, sarebbe da un pezzo sulla bocca di molti. Ma sicuramente con questa mostra, in calendario fino al 17 novembre, resterà qui ancor più a lungo, nella memoria, nella voce e nel cuore. Semplicemente, vero.

The Visitors – Ragnar Kjartansson
dal 19 settembre al 17 novembre
Hangar Bicocca – Milano
Orario: dal giovedì alla domenica: 11.00 – 23.00
Inaugurazione mercoledì 18 settembre, dalle 19.00
Ingresso: libero
Info: www.hangarbicocca.org

 

Gli autori di Vorrei
Author: Natalia Cantù
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