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A SCUOLA E AL LAVORO IN BICI
Al via la campagna di comunicazione ideata dagli studenti del «Mosé Bianchi» nell’ambito del progetto «Mo.Bi.Scuola»

Monza, 12 giugno 2019. #muoviti, #usalabici, #rallenta, #stoptraffico. Una serie di hastag (le «etichette» utilizzate sui social network come aggregatori tematici), accompagnati da un’immagine grafica coordinata, per promuovere la mobilità sostenibile. È la campagna di comunicazione ideata da una classe di terza CAT (Costruzioni Ambiente Territorio) del «Mosé Bianchi» nell’ambito del progetto «Mo.Bi.Scuo.La - - Monza in Bici a scuola e al lavoro», sostenuto dal Comune di Monza, da «FIAB» («Federazione Italiana Ambiente e Biciletta») e da «Bikenomist».Le «buone abitudini» si imparano a scuola. «La qualità dell’ambiente – spiega il Sindaco Dario Allevi - è un obiettivo sfidante per la nostra città che dobbiamo vincere con progetti concreti, idee, risorse. Ma che rischia di diventare una battaglia persa in partenza se non si comincia dalle nostre piccole abitudini quotidiane. Per questo dobbiamo partire dal mondo della scuola dobbiamo lavorare insieme per formare i cittadini di domani».Il percorso formativo. I manifesti (cinquanta di grandi dimensioni, 140x200) saranno affissi in città giovedì 13 giugno per quindici giorni. Il progetto è il risultato di un percorso di formazione iniziato lo scorso 10 novembre e concluso l’11 aprile di quest’anno. In cinque mesi gli studenti hanno affrontato il tema della mobilità e della tutela dell’ambiente attraverso lezioni, discussioni, documentari («Before the flood» di Fischer Stevens, il docu-film più importante sugli effetti del riscaldamento globale, e «Bike Vs. Cars» di Fredrik Gertten che racconta come possa esistere mobilità senza automobili), confronti su come i Paesi europei stanno progettando infrastrutture legate alla mobilità sostenibile e un intervento di psicologia del traffico con focus sulla sicurezza stradale, dall’uso dello smartphone al volante all’assunzione di alcol e droghe.Le quattro «uscite». La formazione ha previsto anche quattro momenti sul campo. Il 15 febbraio gli studenti si sono seduti su una sedia a rotelle e hanno provato quali sono le difficoltà che i ragazzi diversamente abili devono affrontare per raggiungere la scuola partendo da piazza Trento e Trieste. Il 23 marzo hanno effettuato rilevamenti sul traffico veicolare tra via Cavallotti e via Santa Maria Pelletier, nell’area di ingresso dell’Istituto scolastico. Attraverso l’uso di un «laser gun» hanno contato il numero della auto, il numero di passaggi, il numero dei passeggeri a bordo e il numero degli automobilisti che usavano lo smartphone mentre guidavano. Dall’1 al 3 aprile gli studenti hanno visitati Friburgo, città universitaria della Germania del sud-ovest famosa per il suo efficiente sistema di trasporto pubblico e per la rete diffusa di percorsi ciclabili. Infine l’11 aprile uscita in bici per le strade di Monza: dal «Mosé Bianchi» lungo la ciclabile del Canale Villoresi, attraverso il Parco di Monza e passando per il centro storico per toccare con mano la qualità e il livello di sicurezza della mobilità su due ruote.Formazione e informazione per l’ambiente. «Mo.Bi.Scuo.La» è un progetto fortemente innovativo perché la campagna di comunicazione promossa da un’Istituzione è realizzata da studenti e si si rivolge direttamente al cittadino con l’obiettivo di modificare i suoi comportamenti quotidiani. «La Brianza è un territorio più chiuso rispetto ad altri e ciò favorisce una minore circolazione dell’aria, dichiara l’Assessore alla Mobilità Federico ArenaPer questo è necessario pensare a modelli di mobilità urbana alternativi. Ad esempio la metropolitana, un progetto che stiamo sostenendo con convinzione e determinazione. O, ancora, il bike sharing, un servizio che stiamo potenziando e che ci consentirà di ridurre il traffico e incentivare l’uso delle biciclette. Formazione e informazione sono le due armi principali vincere la battaglia per l’ambiente».Un ingresso «sostenibile» per il «Mosé Bianchi». Ma non è finita qui. Gli studenti, dopo l’estate, proporranno all’Amministrazione Comunale un progetto per scoraggiare il parcheggio selvaggio nel cortile antistante l’ingresso del «Mosé Bianchi» in via della Minerva. Si pensa a posizionare sull’asfalto dei rechi colorati o a riprodurre uno dei manifesti realizzati nell’ambito della campagna di comunicazione.L’«arma» dell’educazione. «Il progetto Mo.Bi.Scuo.La. – spiega Paolo Pinzuti, responsabile del progetto e CEO di Bikenomist - si è aperto e si è concluso con un questionario con cui abbiamo valutato la percezione della mobilità e delle strade da parte degli studenti. Al termine di questo anno di formazione i ragazzi hanno dimostrato di desiderare una città con un maggiore rispetto nei confronti di chi si muove a piedi e in bicicletta. Questa è la dimostrazione che per sconfiggere il traffico, l'inquinamento e la mancanza di sicurezza in strada, oltre a infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile, occorrono interventi forti in materia di comunicazione ed educazione a un uso consapevole della strada».L’investimento. Il costo complessivo del progetto «Mo.Bi.Scuo.La» è di poco più di un milione di euro (652 mila euro finanziati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, 400 mila euro dal Comune di Monza e 36 mila euro dai partner privati («Bicincittà» e «Fiab») e comprende anche il potenziamento del servizio di bike sharing e la realizzazione della pista ciclabile di via Borgazzi. Il costo del progetto formativo del «Mosé Bianchi» è di circa 36 mila euro.

 

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