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Presidio Fisac-Cgil e Fabi davanti alla sede centrale del Banco Desio.

Le organizzazioni sindacali: “I lavoratori aspettano il rinnovo da 12 anni”

Desio, 28.03.2019

Un presidio delle organizzazioni sindacali davanti alla sede generale del Banco Desio per denunciare l’atteggiamento aziendale di rifiuto del rinnovo del “contratto integrativo aziendale” e per chiedere il riconoscimento di diritti fondamentali dei lavoratori, come la giusta remunerazione del lavoro straordinario. Questa l’azione di messa in campo, questa mattina, da Fisac-Cgil e Fabi. Un’azione forte, anche perché inconsueta, proprio nel giorno dell’Assemblea dei soci della banca con sede in via Rovagnati.“Siamo costretti al presidio perché i lavoratori del Banco Desio hanno il contratto integrativo scaduto da 12 anni, pur in presenza di risultati positivi negli anni precedenti conseguiti con l’impegno dei lavoratori”, spiega Elena Farinacoordinatrice Fisac-Cgil gruppo Banco Desio.

Le relazioni sindacali e la valorizzazione delle risorse umane – continua Farina – sono leve fondamentali per una corretta gestione aziendale, nel gruppo Banco Desio, invece, le relazioni sindacali partono da una gestione paternalistica e antistorica”. E aggiunge: “L'azienda persevera nella sua indisponibilità che la rende unica nel sistema a non aver rinnovato il contratto aziendale”. “La banca ha cambiato cinque direttori generali dal 2010 al 2019 con relative buonuscite, mentre registriamo una flessione negativa degli utili nel corso del 2018 e siamo seriamente preoccupati per il futuro di questa azienda” conclude la coordinatrice di Fisac-Cgil.

Le organizzazioni sindacali chiedono che si apra, da subito, un confronto serio.

 

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