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Il Comitato San Fruttuoso 2000 di Monza ha prodotto un dossier su "La città del disordine e del degrado" fotografando tutti i ruderi inutili e dannosi sparsi per la città, abbandonati da Telecom, Poste Italiane, TPM eccetera, così come la segnaletica stradale semidistrutta e nascosta. Ecco i contenuti.

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CAMPIONARIO MONZESE 2008

I TOTEM DI TELECOM

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Sono le postazioni telefoniche pubbliche abbandonate, ormai da tempo senza apparecchio e tutte in condizioni pietose. Non dovrebbe il Comune intimare a Telecom di ripristinarle, oppure rimuoverle?

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I SARCOFAGHI DELLA POSTA

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Con la privatizzazione, Poste Italiane ha ridotto drasticamente il numero delle buche per le lettere. Le cassette soppresse sono state chiuse con pannelli che recano la scritta “Cassetta di servizio”. Non si sa quale funzionalità abbiano. Oggi cominciano ad arrugginirsi, trasformandosi in oggetti di degrado sulla pubblica via. A che titolo quei sarcofaghi di un defunto servizio capillare restano sulle strade? Non dovrebbe forse il Comune intimare a Poste Italiane di rimuoverle oppure di mantenerle in ordine, per ragioni di sicurezza e di decoro?

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SENTIERI LUMINOSI SPENTI

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Installati ormai da alcuni anni a San Fruttuoso nella zona della chiesa, ma anche in altri quartieri, i “sentieri luminosi” stradali in diversi casi non sono mai stati collegati alla rete elettrica e non funzionano. Come si vede, tra l’altro, sono pieni d’acqua. Stanno andando in malora, e fanno parte di quelle Z30 (zone a velocità limitata) in teoria utili e belle, in pratica in progressivo degrado, probabilmente perchè costruite per carichi di traffico teorici ben più bassi di quelli effettivamente sopportati. A San Fruttuoso, per esempio, alcune stradine del borgo storico vedono, nelle ore di punta, il passaggio di 2.500 auto all’ora, cioè un flusso insopportabile.

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I CAVALIERI DELLA RUGGINE

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Storti ma soprattutto arrugginiti, sono quasi tutti i cavalletti – o cavalieri – di protezione delle aree pedonali. Hanno almeno dieci anni, basti questo per dire che andrebbero sostituiti (magari con i diversi e più recenti “puntaspilli”).

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SEGNALI OSCURATI O STINTI

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Diversi segnali verticali sono così vecchi che i colori (specie il rosso) sono del tutto sbiaditi. In queste condizioni, non si possono più considerare come prescrizioni ai sensi del Codice della Strada. Ricordiamo che la segnaletica verticale andrebbe di legge sostituita ogni quattro anni, ma molti Comuni adottano ordinanze di proroga per risparmiare. Altro problema: i molti segnali stradali nascosti da vegetazione incolta.

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SEGNALI SGHEMBI O ABBATTUTI

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Si stanno moltiplicando, specie in periferia, i segnali stradali storti e precari, nonchè quelli danneggiati e abbattuti. I ripristini sono sempre più rari. In qualche caso vengono a mancare in questo modo indicazioni importanti per la sicurezza degli automobilisti e dei pedoni.

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LE BANDIERE AMMAINATE DI TPM

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Dopo la rivoluzione del 2007, a seguito di fermate spostate o soppresse, Tpm ha abbandonato in giro per la città diverse paline inutilizzate e senza targhe, destinate ad un progressivo degrado che sta già iniziando. Non può il Comune invitare Tpm a rimuoverle? E lo stesso Comune, pensiamo, dovrebbe chiarire con la società di trasporti che le pensiline, là dove ci sono, debbono essere tenute in ordine ed efficienza. Magari anche concordare il modello, visto che in giro per Monza c’è un vero e proprio campionario con quattro o cinque tipologie molto diverse.

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CESTINI CLONATI

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Sono comparsi, accanto ai vecchi cestini stradali per i rifiuti (grigi), altri cestini nuovi (rossi). In molti casi, a breve e inutile distanza, come nel caso della foto: quattro metri tra uno e l’altro. Che senso ha? E anche: che costo ha?

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LE FIORIERE DA BAGNO

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Le periferie di Monza sono invase da queste “vasche da bagno”. Erano fioriere acquistate sette anni fa per il centro, ma il “salotto” non le ha volute. Troppo brutte.
Sono eternamente incolte, così vengono usate come deposito di cartacce e mozziconi. Fanno orrenda mostra di sè davanti a scuole e altri uffici pubblici.
E se invece le Circoscrizioni le “adottassero”, per tenerle in ordine e riempirle di fiori e piccoli arbusti?

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I PALLINI DEI PICCIONI DADAISTI

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Concludiamo questo dossier con quelli che abbiamo chiamato “i pallini dei piccioni dadaisti”. Sembrano proprio “regalini” di piccioni e decorano (si fa per dire) le centinaia di tombini e bocche di scarico dell’acqua piovana in città. Sembra che siano stati dipinti dall’impresa che ha fatto la disinfestazione antizanzare: quattro pallini, la prova di quattro passaggi estivi. E un tocco di disordine in più per Monza. E se invece l’anno prossimo si decidesse di segnare i pallini sopra una cartina, anzichè sul posto? Ne guadagnerebbe il decoro e, con la vernice risparmiata, si potrebbe rimettere a nuovo qualche inferriata pubblica arrugginita (sono tante).

Comitato San Fruttuoso 2000
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