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1550770497 Friday for Future

I giovani scendono in strada per reclamare il futuro. E intanto una scuola a Milano si ispira agli obiettivi dell'Agenda 2030 della Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e all'Enciclica Laudato si' di papa Francesco

C'è una rivoluzione da fare. Ed è urgente. Forse saranno i giovani a compierla. Li riguarda, lo hanno capito e sanno che bisogna agire adesso. Non c'è più tempo: la sedicenne Greta Thunberg l'ha detto senza peli sulla lingua, come solo gli adolescenti sanno fare, ai leader mondiali riuniti a Katowice in Polonia, per la Conferenza sul clima, lo scorso dicembre e, di nuovo, con la stessa forza, a Bruxelles davanti a Junker il 21 febbraio: "Vogliamo che rispettiate gli accordi di Parigi e le raccomandazioni dell'Ipcc, non abbiamo nessun altro manifesto o richiesta.(...) I nostri leaders politici hanno perso decenni per  negazionismo e inazione".

È stata lei, manifestando ogni venerdì davanti al Parlamento a Stoccolma  ad ispirare i Friday for future, le manifestazioni che in diverse città del mondo dall'Australia all'Islanda, da Bruxelles a Parigi  hanno visto i giovani scendere in strada per reclamare il futuro.

Se i governanti finora sono stati ciechi e sordi - ma forse non insensibili ad altri richiami - , se il furto del domani lo si deve ad una economia di rapina e ad un modello di crescita fondato sullo spreco e il consumo senza ritorno, allora forse tocca proprio a loro pretendere l'inversione di rotta.

Cominciando magari proprio da quel grande incubatore di idee e azioni che può essere la scuola. A tal proposito, vale la pena di raccontare un bell'esperimento che sta prendendo forma in una scuola di Milano, la prima in Italia ad aver adottato lo sviluppo sostenibile come paradigma culturale di riferimento sulla base del quale modellare la gestione, l'organizzazione e la didattica al suo interno.

È l'Istituto Marcelline Tommaseo, una scuola cattolica paritaria con circa 600 studenti e 120 insegnanti che, dalla scuola dell'infanzia alle superiori ha messo al centro dell'azione didattica la sostenibilità.

Ispirandosi direttamente agli obiettivi dell'Agenda 2030 della Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e all'Enciclica Laudato si' di papa Francesco,  questa scuola offre ai suoi studenti "un percorso di istruzione innovativo e concreto, capace di educare ad affrontare la complessità della realtà in modo cooperativo, attivo e responsabile, aprendo ad una visione di progresso partecipato e solidale."

Come si legge tra gli obiettivi del piano dell'offerta formativa, gli studenti "acquisiranno cultura solida e spirito critico, intelligenza pratica e creativa, attitudine all’ascolto e alla riflessione, abilità di leadership e di cooperazione, stili di vita sostenibili per sé e per gli altri”. 

Un modello di istruzione ambizioso e impegnativo che sta, passo dopo passo, divenendo realtà.  Due anni fa è cominciata la formazione degli insegnanti sui 17 Goals dell'Agenda 2030, attivando collaborazioni con esperti nazionali e internazionali. E da settembre 2018 si è partiti con una didattica ripensata nella sua interezza nella prospettiva dello sviluppo sostenibile. Il che significa, invece di portare avanti singoli progetti che corrono parallelamente all'azione didattica e spesso ne sono scollegati, rendere l'intera esperienza scolastica uno strumento di cambiamento degli stili di pensiero e di azione. 

Organizzati attorno a sei macroaree  - Care for creation, Human being,  Languages & cultures New economies & jobs Arts & aesthetics Sport  - i contenuti disciplinari vengono ripensati, gettando ponti tra i diversi saperi e creando collaborazioni e reti non solo tra gli insegnanti ma anche tra la scuola e l'università, i centri di ricerca e le realtà promotrici di buone pratiche sul territorio.

Così Sara Brenda, referente della Sustainable Development School, spiega il senso di questa sfida: "Il problema è cosa insegnare e perchè insegnarlo. Confrontandosi seriamente con la riflessione internazionale degli ultimi anni sull'educazione si rida' nuova linfa alla scuola. Porre infatti il focus sulle questioni ambientali, significa metterle in relazione con quelle sociali, politiche, economiche che sono i temi caldi dell'oggi. E per farlo, occorre riorientare le singole discipline, farle uscire dai loro confini, progettando percorsi transdisciplinari e praticando le metodologie migliori, di volta in volta, all'apprendimento dei diversi temi". 

Naturalmente, anche nella gestione quotidiana degli spazi, un occhio particolare alle buone pratiche e, dunque, attenzione al risparmio energetico, riduzione al minimo della plastica con fontanelle per l'acqua e borracce per gli studenti e, in ogni classe, a colorare i muri,  i 17 goals dell'Agenda 2030.

Inutile dirlo: gli studenti delle Marcelline saranno in prima linea il prossimo 15 marzo, nella prima grande mobilitazione mondiale per il clima. Forza allora, ragazzi, che un grande compito vi aspetta!

 

Nell'immagine di apertura proteste di Friday for Future a Londra. (foto: WIktor Szymanowicz/NurPhoto). Foto tratta www.wired.it

 


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