20100115-mobilita-a

43esima su 50 capoluoghi. Ultima del nord: scarsi i mezzi condivisi, niente linee di forza, poche piste ciclabili.

Ultima tra le città del centro-nord. E 43esima su 50 nella classifica generale. È il poco invidiabile primato che Monza ha rimediato nel rapporto 2009 sulla mobilità sostenibile che Euromobility, l’Associazione Italiana dei Mobility Manager pubblicato subito prima di Natale, ha dedicato ai primi 50 capoluoghi di provincia di tutta Italia. Uno smacco reso ancora più bruciante dal confronto con l’eterna rivale Milano: che invece fa quest’anno un balzo di ben nove posizioni, piazzandosi al quinto posto assoluto.

Certo per l’Assessore – leghista – alla mobilità, Massimiliano Romeo, devono avere il sapore amaro della beffa, oltre che della sconfitta, non solo le molte lunghezze che separano il capoluogo brianteo da consorelle lombarde come Bergamo (11esima) o Brescia (14esima), ma anche i sorpassi di addirittura – orrore! – Napoli (40esima) e Palermo (41esima).

Quali i motivi di un piazzamento così deludente? Tra i molti parametri presi in esame da Euromobility, spicca la scarsissima presenza di sistemi di trasporto privato condivisi. Se il bike sharing è ancora totalmente assente (sono 23 nel nostro paese le città che hanno già inaugurato il servizio), il car sharing può contare su solo 5 veicoli. Per inciso, proprio il successo su vasta scala di bike e car sharing è uno dei motivi dell’exploit milanese: 12.346 gli utenti delle bici comunali registrati nel 2009, 4 volte l’anno precedente, e 4.097 quelli delle auto, il numero più alto in Italia.

Altro punto dolente dell’ecomobilità targata MB, le piste ciclabili: 27 i chilometri in città (peraltro, percorsi spezzettati e nelle condizioni che tutti conosciamo), pochi secondo Euromobility per una città di oltre 120mila abitanti.

20100115-mobilitaRomeo, però, non ci sta. E dichiara al Corriere Milano: “La classifica di Euromobility non è attendibile. Non tiene conto di diversi interventi che abbiamo realizzato o che stiamo portando a termine”. Tra gli ‘interventi’ cui accenna Romeo al quotidiano, però, pochi hanno a che fare con le competenze comunali in tema di mobilità davvero sostenibile: l’Assessore cita per esempio l’interramento di Viale Lombardia e l’istituzione del servizio ferroviario suburbano sulla linea per Milano.

Vero è che Romeo parla anche di auto elettriche e del ‘nuovo servizio autobus’ (il piano della provincia con l’introduzione delle ‘Linee Z’?): ma sembrano davvero ben poca cosa per una città che parla da 40 anni di metrò ma non ha ancora una sola linea di trasporto in sede protetta (il tram). Non si stupisce invece, infatti, il presidente di Legambiente Atos Scandellari mentre Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico si Euromobility, rispedisce al mittente le critiche di Romeo all’attendibilità del rapporto: “Utilizziamo macroindicatori che hanno margine di errore, ma non tale da modificare la sostanza del quadro”, sottolinea. Tant’è vero che anche l’anno scorso la performance monzese non era un granché: 36esimo posto. Il che significa che quest’anno la situazione è ulteriormente peggiorata: ma forse per rendersi conto di questo monzesi e brianzoli non avevano nemmeno bisogno del rapporto Euromobility.