Questo è il Café Vorrei, la "stanza" della rivista dedicata al chiacchiericcio, le sciocchezze e le inutility. Se pensi che qualche idiozia da ubriachi e il politicamente scorretto possano infastidirti, non entrare.
Ma chi lo spiega adesso a noi cittadini che le scadenze "entro e non oltre", a costo di more, sanzioni amministrative e sovrattasse, vanno comunque rispettate?
Bollette del telefono/internet: d'ora in poi paghiamole sempre in ritardo, facciamo valere il nostro diritto a comunicare, che è prevalente sul diritto delle compagnie telefoniche a veder pagati propri servizi.
Bollette luce, gas e acqua: paghiamole dopo un paio di mesetti buoni, non è forse prioritario starsene al calduccio e curare la propria igiene?
Modelli 730 e 740: paghiamoli a Settembre/Ottobre, facciamo valere il nostro diritto a vacanze più lunghe e con qualche soldino in più in tasca, sicuramente prevalente rispetto alla regolarità del gettito fiscale.
Elezioni Regionali del 28-29 Marzo. Presentiamoci ai seggi il 1° aprile. Pesce? No, il nostro diritto a fregarcene delle regole! Ah già, ed anche ad esercitare il nostro diritto di voto.
Se mi chiamassi Nelson di nome e Mandela di cognome, a parte essere una delle grandi icone di questo tempo (che d’accordo, non è poca cosa), probabilmente chiederei i danni per Invictus. Il problema è che Mandela, quello vero, è troppo buono. Oppure è che non ha tempo per occuparsi di cinema, visto che – così lo dipinge Clint Eastwood nel film in uscita oggi – ha tempo solo per il rugby e per la partita (la finale dei Mondiali del ’95 contro gli All Blacks) che segnerà simbolicamente la fine dell’apartheid. Si fa per scherzare, ovviamente, sappiamo che i brutti film sono altri. Ma difficile digerire un passo così falso da parte un autore che ha firmato i migliori film degli Anni Zero (non saprei cosa lasciare fuori dalla lista dei migliori del decennio, tra Mystic River, Million Dollar Baby e Gran Torino). Più che della regia, la colpa è della sceneggiatura (di tale Anthony Peckham) che gronda retorica e luoghi comuni in percentuale esagerata. O forse Clint è solo invecchiato. Oppure non si rende conto dell'effetto che fa il suo ultimo film perché non ha mai visto una pubblicità dei Ringo. Quella dove la mano del povero nero s’intreccia con quella del bianco redento. Perché sì, qui succede anche questo.
La questione è presto detta. Con un po’ di ritardo, ci si è accorti che a metà dell’anno scorso la rivista scientifica "Intelligence" (cuminciamu curi cazzi, avrebbe icasticamente detto il professor Benigno da Scigliano, Cosenza), ha pubblicato lo studio di un professorone nord irlandese, Richard Lynn (docente di psicologia all'università dell'Ulster di Coleraine, Irlanda del Nord), sulle differenze regionali nei quozienti d'intelligenza in Italia. Titolo della ricerca «In Italy, north-south differences in IQ predict differences in income, education, infant mortality, stature and literacy» («Le differenze nel QI tra nord e sud Italia corrispondono a differenze nel reddito, educazione, mortalità infantile, statura e alfabetizzazione»). ‘Sto Lynn (che gli dei lo abbiano in gloria perché i miei amici calabresi temo potrebbero immolarlo scorticato vivo a quegli stessi dei festeggiando con soppressata e vino di Cirò) trova che da Nord a Sud l'intelligenza media della popolazione italiana scenda, come anche la statura, il reddito e altri fattori oggettivi. Già così, ci sarebbe da mandarlo educatamente affanculo (francesismo linguistico) ma il nostro irlandesotto ci aggiunge il carico da undici, tale da togliere ogni dubbio in proposito e da renderlo degno della nomination al Nobel dei minchioni: «Il più basso QI nell'Italia meridionale potrebbe essere attribuibile alla miscelazione genetica con popolazioni dal Medio Oriente e dall'Africa del Nord». L’irlandesotto scrive testualmente così: "Regional differences in IQ are presented for 12 regions of Italy showing that IQs are highest in the north and lowest in the south. Regional IQ's obtained in 2006 are highly correlated with average incomes at r=0.937, and with stature, infant mortality, literacy and education. The lower IQ in southern Italy may be attributable to genetic admixture with populations from the Near East e North Africa".
Ora, io sfido pubblicamente il professor Lynn: gli pago vitto e alloggio se viene a sostenere le sue tesi a Cosenza, alla Casa delle Culture comunale. Diamo ampia pubblicità al simposio, gli faccio pure trovare la cesta di prodotti tipici. Però non garantisco sul suo ritorno sulle proprie gambe nella verde Irlanda. Si sa, l’accoglienza calorosa e, questa sì, autenticamente intelligente delle genti del Sud… (nella foto, Richard Lynn)
Raccolgo con piacere l’invito di Luca a diffondere questo nuovo entusiasmante gioco a premi.
«A grande richiesta parte il nuovo concorso nazionale: “Scopri qualcosa che non va e che non è colpa della sinistra italiana” . Ai vincitori un seggio sicuro. Forza, ragazzi, fatevi sotto, sappiamo tutti che è difficile, provateci! Rendete questo concorso un tormentone nazionale! »
Qualcuno ha già ipotizzato: le penne lisce che non raccolgono il sugo e la peronospora della vite. Dite la vostra.
Domenica 14 Febbraio 2010 20:02
Gaetano Prisciantelli
La sinistra negli ultimi anni ha perso appeal perché a furia di stare nei salotti ha dimenticato di stare in mezzo alla gente, quella “gggente” che non frequenta quei circoli culturali della sinistra un po’ snob, ma guarda la tv. E poi, magari, vota Berlusconi. E’ un luogo comune da sfatare. Adesso in tv c’è Sanremo, che cade in piena campagna elettorale. E quale idea geniale viene ai soloni del Pd? Bersani andrà a Sanremo, e il dopofestival in onda su Youdem. Peccato però che alcuni festival degli ultimi anni sono stati così noiosi che il grande pubblico a Sanremo sembra ormai aver voltato le spalle. Persino la Carrà, la Ventura, Baudo e Panariello nulla hanno potuto davanti all’audience in caduta libera. La stessa Rai ha smesso di organizzare il dopofestival quando ha capito che si trattava di accanimento terapeutico. Ora, vi pare che chi non guardava più il dopofestival sulla Rai adesso lo cercherà su Youdem? Anche perché quella “gggeente” che prima guardava festival e dopofestival da qualche anno gli preferisce il Grande Fratello e Mai dire Grande Fratello. Fossimo in Bersani ci guarderemmo bene da questa ennesima trovata bislacca. Anche perché dall’esordio a Sanremo alla partecipazione come vip decaduto all’Isola dei famosi il passo è breve.
Un film straordinario. Consigliatissimo. Struggente, devastante, intensissimo. Bellissimo. Senza indulgenze: la guerra vista dalla terra, quella dei contadini. Fa piazza pulita di quintali di chiacchiere su revisionismi, giustificazioni, mistificazioni. La guerra è morte, punto. La vita merita tutt'altro. Un grande regista, un grandissimo film.
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L'assessore del Comune di Monza Massimiliano Romeo è anche speaker a Radio Padania. Da qualche giorno circola la registrazione di una puntata del suo programma con le telefonate degli ascoltatori. Solitamente - quando si vogliono descrivere espressioni viscerali - si dice che sono parole che "vengono dalla pancia", in realtà a chi scrive le telefonate registrate sembrano sì venire dalla pancia, ma uscire non dalla bocca. Altri commenti sono superflui (e come sempre, loro non sono razzisti).
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Su Repubblica continua la discussione a proposito della scarsa conoscenza della lingua italiana «"Abbiamo vastissima conoscenza orizzontale e istantanea, però non siamo più in grado di approfondire, di scendere nel cuore delle cose", conclude Tesio. Il sessanta per cento degli italiani non ha mai letto un libro (anche se molti di loro, purtroppo, hanno provato a scriverlo). E non è affatto vero che "val più la pratica della grammatica". Altrimenti non sarebbe possibile che 45 laureati su cento ignorino qual è (scritto senza l'apostrofo) il passato remoto del verbo cuocere.» Che è "Io cossi, tu cuocesti, egli cuocette, noi cuocemmo, voi cuoceste, essi cossero".
Ma dopo 30 anni di televisione usa e getta, davvero c'è di che sorprendersi?
Se il figlio di Pierluigi Celli dovrebbe andare all'estero per far fortuna, un povero cristo, metti il figlio di Pasquale Lorusso di Cerignola, dove dovrebbe andare, su Marte?
Silvio Berlusconi, spiega il retroscena del Corriere, vorrebbe raccogliere firme in Parlamento per sfiduciare Fini e avrebbe detto: "Cose da pazzi! E io dovrei fidarmi di lui, quando dice quelle cose sui pentiti che infangano il mio nome? Eh no, così non si va avanti, adesso chiarisce e chiede scusa, o fa marcia indietro o io non lo voglio più vedere, per me è fuori".
Ragioniamo: ha davvero detto qualcosa di così scottante Fini? Per palermo si tratta di un video scioccante; per noi no.
Semplicemente non ha difeso a priori il premier davanti alle dichiarazioni di un pentito e ha ribadito, come già fece in passato, che Silvio B. si sente monarca assoluto al di sopra delle istituzioni. Lo scandalo esiste, visto che, di solito, nel Pdl la dissidenza é prontamente soffocata. Ma se la critica viene dalla terza carica dello Stato, ex delfino di Almirante e aspirante leader della destra italiana, il cambio di rotta c'è.
La maggioranza, oltre a essere impegnata nel boicottaggio di Fini, scalda i motori per le Regionali 2010 con l'avviso di garanzia a Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia. La posta in gioco é massima/ l'imperativo é vincere/ non far partecipare nessun altro: è questo il risiko delle regioni del Nord, mentre la Lega preme per Veneto e Piemonte dove anche in occasione di politiche ed europee ha fatto incetta di voti. E Formigoni, scrive oggi Alberto Statera su Repubblica, ha i suoi nemici numero uno nel partito di riferimento, la Lega, visto che rappresenta soltanto gli interessi della galassia di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere. Siamo in guerra, Gasparri docet.
Egregio On. Fugatti, deve sapere che il sabato mattina è il mio momento speciale. Mi sveglio quando voglio e la prima cosa che faccio è infilarmi il primo indumento che trovo sparso per la stanza e uscire di casa per comprare il giornale. Ci sono volte, poi, in cui mi vizio oltremodo e decido di fare colazione al bar, cappuccio e brioche, così, per coccolarmi. Oggi è uno di quei momenti speciali e, maledizione, lei me lo ha rovinato. Metto gli occhi sulla prima pagina di Repubblica e conati di vomito improvvisi bloccano il mio passo. Certo è colpa mia, perché di solito compro in primo luogo il giornale e, solo dopo, mi fermo al bar dove resto un tempo indefinito a leggere. Oggi no, ho cambiato programma e ho fatto prima di tutto colazione; la quale mi è rimasta, grazie a lei e alla sua brillante proposta di emendamento alla Finanziaria, bloccata sullo stomaco. Leggo di quella che Curzio Maltese ha definito “un’altra proposta di legge razziale che non si sa se definire più idiota o indegna”. Io userei altri aggettivi, ma anche qui al Café Vorrei bisogna darsi dei limiti. La Cassa Integrazione di soli 6 mesi ai lavoratori stranieri. Ma che bravo, davvero, i miei complimenti. Lei sa di cosa sta parlando vero? Perché se non lo sa, allora mi permetto di invitarla a passare qualche giorno con me, al lavoro. Vede ho a che fare tutti i giorni con i lavoratori messi in cassa integrazione in deroga, sa i famosi ammortizzatori sociali. Venga, venga. Le farei incontrare qualcuno di quei lavoratori stranieri che tiene in piedi il sistema della piccola-media impresa nel ricco Nord. Nella Padania. Venga, è il benvenuto, potrebbe scambiarci quattro chiacchiere e magari la prossima volta aprirebbe la bocca sapendo di cosa sta parlando e chissà potrebbe anche fermarsi a pensare prima di presentare al Parlamento Italiano idee miserabili e ignobili oltre che incostituzionali. Per favore. Davvero, gliene saremmo tutti molto grati. Dimenticavo, un’ultima cosa ancora. Quando in uno dei suoi attimi creativi le verrà in mente una proposta di legge per cui piemontesi, molisani, pugliesi e consimili dovranno avere il permesso di soggiorno per lavorare in Padania, mi avvisi, così che possa attrezzarmi per tempo. Un bel biglietto di sola andata per un Paese civile. No, mi scusi, non intendevo Bussolengo. Cordialmente, Cinzia Zanetti.
La scienza più misteriosa dell'universo è la politica (intesa come partitica). Millenni di ricerche non hanno ancora portato allo svelamento di alcuni meccanismi. Ad esempio la legge del Cassius applicata in queste settimana in Lombardia, quella secondo cui se uno perde le elezioni provinciali, Penati, può essere ritenuto vincente alle regionali. E quella del Fottis applicata in Puglia, secondo cui il fattore "Come ha governato" conta zero se riferita a Vendola, conta molto se riferita ad Emiliano (e se piace a D'Alema e all'UDC). Ricordi lontani dell'elementari portano a considerare il minimo, molto minimo comune denominatore delle due leggi: il PD.
Mercoledì 25 Novembre 2009 10:37
Barabba Palombella
Quando c'è bisogno di sviare l'attenzione dai problemi veri e dalle difficolà in cui versa la maggioranza, ecco sbucare puntuale il distrattore di turno. Il ministro per l'Attuazione del Programma del Governo Gianfranco Rotondi è venuto fuori con la scoperta del secolo: la pausa pranzo fa male al lavoro, quello è il momento più produttivo della giornata. Guardando al curriculum di Rotondi è facile capire perché:
Gianfranco Rotondi è nato ad Avellino il 25 luglio del 1960, coniugato con una farmacista di Salerno Maria Grazia Spatola, padre di tre bambine, Mariangela, Daria e Federica. Segretario nazionale della Democrazia Cristiana per le Autonomie, nominato dall'Assemblea nazionale costituente nel giugno 2005.
Laureato in giurisprudenza, giornalista professionista, tecnico laureato dipendente università S.Pio V di Roma, aderisce dopo la dissoluzione della Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano con il quale viene eletto deputato nel 1994 (risultando tra i pochi eletti della coalizione centrista ‘Patto per l'Italia’ nei collegi uninominali). Nel 1995, nella querelle che divide il Ppi, si schiera con Rocco Bottiglione, fondando il Cdu, a favore dell'alleanza con il centro-destra e instaurando, così, un rapporto privilegiato con il leader della CdL Silvio Berlusconi.
Nel 1996 si candida alla Camera dei deputati nel collegio di Avellino. Viene successivamente eletto consigliere regionale della Lombardia 'nel listino' di Roberto Formigoni.
Ritorna in Parlamento in seguito alle elezioni politiche del 2001, quando viene eletto nella quota uninominale per la coalizione della Casa delle Libertà, nel collegio di Rho (Lombardia), in quota Cdu e successivamente Udc.
Ricopre i seguenti Uffici parlamentari:
Segretario di presidenza dal 13 giugno 2001 al 17 gennaio 2005;
Componente degli organi parlamentari: Presidenza dal 13 giugno 2001 al 17 gennaio 2005;
II commissione (Giustizia) dal 18 gennaio 2005 al 27 aprile 2005; XII commissione (Affari sociali) dal 20 giugno 2001 al 17 gennaio 2002;
XIII commissione (Agricoltura) dal 27 aprile 2005 al 27 aprile 2006;
XIV commissione (Politiche dell'Ue) dal 17 gennaio 2002 al 18 gennaio 2005;
Sezione giurisdizionale dell'Ufficio di Presidenza dal 27 luglio 2001 al 17 gennaio 2005.
Metti una sera con Gheddafi a parlare di Corano. Pensate se il leader libico chiedesse a Obama: "Vengo negli States. Procurami 200 hostess che voglio parlare del Corano. E che siano tutte belle, alte almeno uno e settanta, possibilmente tacco dieci, trucco leggero. Che non facciano troppe domande. Pagatele ma non troppo, dai 50 ai 70 euro va benissimo".
E se a domanda il paese rispondesse: ok. Chiariamo: negli Stati Uniti una cosa simile non potrebbe succedere, e francamente non la immaginiamo plausibile nemmeno in Francia, Germania e Inghilterra, per non parlare del Nord Europa. In Italia, invece, tutto é possibile. Donne prezzolate per soddisfare il Capo. Per due lire va pur bene. Se lo spirito maschilista che sottende una richiesta simile riflette un'idea di un paese autoritario e antidemocratico oltre che arroccato su posizioni medievalipoco importa. Gheddafi, che in Italia tutto può, sente talmente tanto il bisogno di rivalutare la donna nell'Islam da regalare un Corano. Qualcuna avrebbe preferito un paio di orecchini o una festa al Goa con uno dei suoi figli. Ma tant'è.
La giornalista dell'Ansa Paola Lo Mele si é infiltrata in veste di hostess per assistere di persona all'incontro con il colonnello: a SKyTg24 ha raccontato che in un primo momento il leader ha chiesto se volessero parlare di politica o religione. Le ragazze hanno scelto politica, "ma il tema é troppo complesso", per cui un sorrisino e si vira sulla religione. Amen. E l'Islam, ovvio, è assoluto, "é l'unica religione di Dio". Su L'Unità leggiamo che una ragazza biondina avrebbe detto:
"mi sono sentita offesa per la mia religione", ha detto stringendosi in un finto pellicciotto di lapin. Infatti il colonnello ha testualmente detto: "voi credete che Gesù è stato crocifisso ma non lo è stato, lo ha preso Dio in cielo. Hanno crocefisso uno che assomigliava a lui". Ma non solo: "gli ebrei hanno cercato di ammazzare Gesù perché lui voleva rimettere sulla via giusta la religione di Mosé"
Ma nessuno é davvero indignato. Il Giornale si scandalizza perché Gheddafi si é permesso di parlare male di Gesù, non per le ragazze mercenarie nella corte del re. Il Corriere stipula un resoconto saltellante della serata, ma nessuno che difenda la dignità della donna. Idem per Repubblica forse ancora troppo impegnata nelle congetture del commissario D'Avanzo sul caso Marrazzo(chi gli avrà mai abbassato i pantaloni?). Insomma, presentano il tutto come una cosa simpatica, una goliardata da raìs.
A confermare l'idea della donna ci pensa il leader libico che piazza la ciliegina sulla torta quando una ragazza gli chiede cosa ne pensi delle feste dell'amico Silvio a Villa Certosa. Gheddafi porta un dito alle labbra e sorride. Meglio tacere. Del resto, tra uomini ci si intende.
Ma quali sono i vantaggi delle privatizzazioni? vedere Belen, la Blasi e la Incontrada contendersi telefonatori compulsivi a botta di cicci, 10 e latino pecoreccio? In attesa di scoprire il motivo per cui se ci guadagna una holding è meglio che se ci guadagna lo Stato (ovvero tutti), vediamo privatizzare anche l'acqua come se non fosse un bene primario indispensabile. A quando la privatizzazione dell'aria? Stefano Baldoni ci aveva già pensato nel 1994 per una delle sue "Strane storie" interpretate da Ivano Marescotti. Ve ne mostro un pezzo e poi corro a fare scorta d'aria, finché è gratis.
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Il calcio non è uno sport per signorine, ma neppure da signori. A parte qualche rara eccezione, le furbate sono all'ordine del giorno. L'ultima, clamorosa, ha permesso alla Francia di qualificarsi ai mondiali 2010 in Sudafrica. Henry, il fantastico fuoriclasse snobbato anni fa dalla Juventus e da Ancelotti, con la manina si è aggiustato la palla e ha segnato l'uno a uno nella gara spareggio con l'Irlanda di Lo chiamavano acquasanta Trapattoni. In questo modo la sua squadra ha evitato di andare ai rigori e ha staccato il biglietto per Città del Capo. L'Irlanda calcistica e il suo governo chiedono ora che la gara si ripeta e anche i ministri francesi sembrano d'accordo; non Domenech - il CT dei galletti - ma per lui è normale segnare di mano, dare testate a Materazzi, tenere in salamoia Trezeguet... Vedremo cosa dirà la Fifa. Ma visti i precedenti più o meno illustri, c'è davvero da sperare?
Nelle foto, da sinistra, Maradona segna il gol con l'Argentina all'Inghilterra ai mondiali del 1986 (lui parlò di vendetta per quanto subìto dal suo paese nella guerra delle Malvinas). Adriano butta la palla in rete con il braccio nel derby Inter-Milan di febbraio (ma si sa, l'Inter è quella onesta e cose così sono regolari). Henry accarezza la palla prima di calciarla a rete e scatenare l'ira funesta del Trap.
Notizia data da molte testate: «Brescia, il comune leghista di Coccaglio lancia l'operazione "White Christmas" I vigili casa per casa a controllare gli extracomunitari: chi non è in regola perde la residenza
Un bianco Natale senza immigrati. Per le feste il comune caccia i clandestini
Obiettivo: "Far piazza pulita" dice il sindaco. E l'assessore alla Sicurezza afferma "Natale non è la festa dell'accoglienza ma della tradizione cristiana"»
I brasiliani stanno sconvolgendo l'Italia? Le curve delle soubrette brasiliane affollano la tivù, il brasiliano Brenda ha mandato a gambe all'aria la Giunta regionale del Lazio e il brasiliano Amauri vuole soffiare il posto in nazionale a Pazzini. È di quest'ultimo che si parla oggi al Café Vorrei. Da Quistudioavoistadio fino a PallaOggi, tutti gli opinionisti pallonari d'Italia sono attanagliati dal dubbio: il centravanti della Juventus ha diritto o no a vestire la maglia della nazionale ai mondiali 2010 in Sudafrica? Carvalho De Oliveira Amauri è un ragazzone di 29 anni e 186 centimetri che dal 2000 gioca nei campionati italiani, nei quali ha segnato ad oggi (fra seria A e serie B) la miseria di 57 gol, meno di 6 a stagione. Tanto per dire probabilmente Riccardo Ferri ne faceva di più, nella propria porta ma che importa. Insomma - se stiamo ai numeri - non esattamente un fuoriclasse e infatti in Brasile non si sono mai sognati di chiamarlo nella Seleçao. È indiscutibilmente un brasiliano, di quelli fortunati che giocano al pallone e non battono i marciapiedi, ma da quando veste la maglia bianconera si sta facendo di tutto per dargli la cittadinanza italiana e fargli vestire la maglia azzurra. Nei giorni scorsi Gianpaolo Pazzini - detto il Pazzo, centravanti della Sampdoria - a chi gli chiedeva se sentisse il suo posto in nazionale insidiato da Amauri, candidamente ha detto: "E perché mai? lui è brasiliano io italiano". Non fa una piega. Ma siamo in Italia, il paese dove tutto (il peggio) è possibile, soprattutto nel calcio e nella politica, la nazione dove tutti corrono in soccorso del vincitore e un aiutino ai fortunati e ricchi e belli non si nega mai. Fosse per Messi, Eto o Ibra si potrebbe pure capire la furbata, ma per uno che al massimo nella sua carriera ha fatto 15 gol? Allora per Borriello che due anni fa ne ha fatti 22 e si trombava la Belen cosa dovremmo fare? Cosa ne dicono gli avventori del Café?
Mercoledì 18 Novembre 2009 00:00
Giorgio Boccaccia
Qualche edizione addietro, Il Giorno ha dato ampio risalto all'iniziativa dei giovani del PdL nel nuovo Consiglio Provinciale di Monza e Brianza. Una spinta al rinnovamento della poltica italiana? incentivi per i giovani alla prima occupazione? borse di studio per stage all'estero dei neolaureati brianzoli? No, la candidatura di Silvio a nobel per la pace.
In effetti è una questione seria e impellente che finalmente mette a tacere tutti i denigratori del nuovo ente amministrativo: ecco a cosa serve istituire una nuova Provincia.