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Home Anima migrante ...E la chiamavano civile convivenza


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...E la chiamavano civile convivenza

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Vademecum di nordica sicurezza quotidiana

Qualche giorno fa, a me domiciliato da poco tempo in una silenziosa, verde e ariosa frazioncina di un comune tra i meglio amministrati della cintura milanese è stato recapitato un opuscolo, semplice e freddo. In copertina, sotto nome e stemma del comune e la scrittina “comitato di quartiere” tal dei tali, c’era scritto, in caratteri da orbo, “VADEMECUM DI SICUREZZA QUOTIDIANA”.
Vuoi vedere che sono capitato in un posto di scalmanati? Che mi hanno infinocchiato con la tranquillità del posto («non si preoccupi, qui non la disturba nessuno») e mi trovo invece in un luogo popolato da gang di strada, pericolosi satanisti e nerboruti Hell’s Angels? Strano, in questi mesi non mi ero accorto che l’abitato fosse tanto pericoloso. Ma del resto pure Twin Peaks, che avevo visto in tv negli anni ’90, sembrava tanto bellina e, invece, c’erano dei tal ragazzacci che ammazzavano le laure palmer ed avevano più vizi di satanasso.
Mah, meglio dare una scorsa all’opuscolo, potrebbe rivelarsi prezioso. E in effetti sì, l’opuscolo si è rivelato veramente prezioso, ma per capire in che abissi di demenza sociale ci siamo ficcati.
Il vademecum consiste in una serie di consigli. Tra i più preziosi (citazioni testuali):


1.Cercare una conoscenza reciproca fra vicini di casa sensibilizzandosi a vicenda nel notare persone strane e soprattutto veicoli sconosciuti fermi vicino alle abitazioni: “prendere” la targa! La collaborazione premia procurando reciproca conoscenza (sì, pure quelli del Ku Klux Klan avevano interessi difensivi comuni; ce le vedo le coppiette di fronte che tubano affettuose su quante ne ho annotate io e quante ne hai annotate tu)


2.Avvertire i vicini e i familiari in caso di assenza prolungata e far ritirare la posta dalla buca delle lettere (dai vicini, ad esempio) così da non lasciare troppe tracce della vostra assenza (che volpi, da grande voglio fare il latitante)


3.PER CHI HA FIGLI MOLTO GIOVANI E TALVOLTA NON SEMPRE ACCORTI NELLE AMICIZIE: Abituarsi a controllare con discrezione gli amici che vengono a casa chiedendo informazioni sulle loro famiglie per sapere (specie se si tratta di piccoli centri) chi sono e che lavoro svolgono (me lo diceva sempre un mio amico: «ogni tanto, avrei voglia di gridare che sono un figlio di put…»)


4.PER CHI HA FIGLI MOLTO GIOVANI E TALVOLTA NON SEMPRE ACCORTI NELLE ABITUDINI: Attenzione all’inconfondibile odore di alcool della persona da vicino (ho capito, devo farlo annusare dal cane). Il non chiedere mai denaro e il continuo girare con amici a bordo di scooter “assetati” di benzina è altrettanto sospetto quanto la continua richiesta di soldi (e se faccio un lavoretto e mi mantengo da me? e se semplicemente sono orgoglioso e non chiedo soldi? mi sa che ci faccio la figura dello stronzo, con rispetto parlando)


5.Attenzione ai rappresentanti di commercio. Qualcuno vive di imbrogli e si vede dalla TV quanti restano puntualmente raggirati. È sempre opportuna una telefonata ai propri figli, ad amici ovvero al comando carabinieri più vicino per chiedere consiglio, e nel dubbio non aprire (povero papà, ho sempre creduto che facesse un lavoro onesto; mi sa che solo per questo rientro tra quelli che i figli di buona famiglia del punto 3 dovrebbero scansare)


6.Quasi sempre i truffatori si comportano come il lupo nella favola di Cappuccetto Rosso: si travestono da soggetti degni di fiducia per non destare sospetti. Se uno sconosciuto suona il campanello e chiede di entrare in casa, ricordarsi di: a. mettere la catena prima di aprire; b. farsi dare un documento di identificazione (a parte il fatto che non vedo perché dovrei fare entrare in casa uno sconosciuto e che le catene da porta si sono estinte trenta anni fa, posso trasformare casa mia in un varco di frontiera da cortina di ferro? lo stadio successivo qual è? lo schioppo dietro l’uscio?)


7.PRECAUZIONI ANTIBORSEGGIO: attenzione a chi si mostra troppo cortese in strada e sui mezzi pubblici (ecco perché la vecchina sul bus 77 mi ha risposto così male quella volta che mi sono offerto di aiutarla a scendere le borse della spesa dal mezzo). Essere cordiale ma stando attento a chi si avvicina per strada e sui mezzi pubblici (farò come Gattuso: bonaccione visto da lontano e ringhioso a meno di due metri).


La prossima volta che organizzano la periodica festicciola di conoscenza tra condomini arrivo preparato: chiedo il documento di identità a tutti e metto il mio in bella mostra, prendo la targa delle auto parcheggiate, annuso i giovani per vedere se puzzano di alcool, mi accerto che i teenager presenti chiedano soldi ai loro genitori per la benzina del vespino, sarò fintamente cordiale ma pronto a saltare alla giugulare del malintenzionato infiltrato (si sa, abbondano quando ci sono questi assembramenti) e, soprattutto, dico a tutti che mio padre era ferroviere. Quest’anno, la torta di mele se la scordano.

 


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